Euforia e rabbia di Jack Folla

27 Gennaio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Politica compulsiva, un vizio come le slot-machine. Si chiama crisi di governo, ma da noi si legge euforia. Il Paese è in sofferenza, la gente esausta, e loro -che dovrebbero essere i nostri padri reponsabili- si comportano da vecchi gianburrasca. È ricominciata la macabra ebbrezza elettorale, la classe politica più narcisista del pianeta clicca compulsivamente sulla slot del totopoltrone, del totoministeri, e si elettrizza col gioco del `chi ce l`ha più lungo`, che nell`adolescenza si misura in centimetri e nell`onanismo politico, in voti. L`impotenza del potere. Ma la colpa è nostra. Noi i Cuffaro che festeggia a cannoli 5 anni di carcere che non farà  mai, noi Casini che protegge l`ex presidente della Regione Sicilia come se fosse colluso solo con le pasticcerie di Palermo, noi l`eroe Clementone, il Garibaldi de noantri, che commemora la sua Anita agli arresti domiciliari assicurandoci `Ho sposato una brava ragazza`, per poi vendicarsi mandando all`aria tutto il cucuzzaro. Noi topi addomesticati che la rivoluzione francese non ci ha insegnato niente e non siamo capaci di una presa della Bastiglia. Noi ignavi che li votiamo. Ma una buona notizia c`è, e non avevamo bisogno dell`Eurispes per scoprirla. La classe politica italiana va da una parte, il popolo dall`altra. Entrambi inconsapevoli di questo scollamento. I primi perché inebriati dal potere, noi perché abbrutiti dalla disperanza. Ma il fatto sussiste ed è, a mio avviso, storico. Dalla mortificazione degli italiani potrebbe anche scaturire qualcosa di buono. L`astensionismo, che ho sempre considerato un suicidio civile, questa volta sarà  inevitabile e macroscopico. Una sorta di sciopero nazionale contro un Parlamento che rappresenta solo se stesso e le sue lobby; come il giornalismo, che invece di pungolare questi sciagurati, li trova sexy e li vezzeggia rifilandoci le loro veline. Siamo la palla al piede d`Europa, ci guardano con commiserazione e una punta di disprezzo. In Asia, il nuovo motore economico del pianeta, non sanno neppure chi siamo. Non c`è da stupirsi, siamo irriconoscibili a noi stessi. I nostri politici non hanno più il senso dello Stato, noi quello della Storia. Agli appelli di unità  nazionale i `berluscones` rispondono da camerati `Me ne frego`. Se fosse vera la notizia, come temo, che Prodi, pur di non cadere, abbia proposto a Mastella una trentina di poltrone per i suoi famelici seguaci (dalle Poste all`Enel) non si capisce quale alternanza abbiamo davanti. È tutto lo stesso suk. D`altronde l`uomo non è stato capace neanche di promulgare una legge seria sul conflitto d`interessi, e fra tutte le cariche istituzionali possibili ha offerto a Mastella proprio il ministero della Giustizia senza avere neanche lo scatto di reni di accettare le sue dimissioni, mentre lo sventurato parlamento che ci meritiamo, si scorticava le mani applaudendo un comizio eversivo contro la magistratura.

L`unica cosa che oggi un italiano per bene può augurarsi, è la rivolta.