1 Febbraio 2008 Mondo News

««Oltre un milione di morti in Iraq dall`invasione Usa«»

Un primo calcolo delle vittime della guerra in Iraq era stato fatto dalla rivista Lancet nel 2004: erano allora 100mila le persone uccise. In seguito, nell`ottobre del 2006, la scuola medica Bloomberg della John Opkins University statunitense aveva stimato i morti tra i civili in 601.027. Cifra a suo tempo bollata come «non credibile» dal presidente George W. Bush. Ma adesso la stima più recente condotta da un prestigioso istituto britannico sui morti racheni da dopo la caduta di Saddam Hussein e con l`invasione Usa dell`Iraq è decuplicata. Le vittime irachene causate dalla guerra ammonterebbero addirittura a un milione e 33mila. Il dato, che prende come riferimento il periodo tra l`invasione delle forze della coalizione a guida Usa nel marzo del 2003 fino all`agosto del 2007, è frutto di uno studio condotto dall`istituto britannico Opinion Research Business e dalla controparte irachena Independent Institute for Administration and Civil Society Studies un istituto di ricerca privato collegato con importanti università  americane e inglesi. L`istituto di ricerca iracheno è stato fondato dal più quotato sociologo iracheno, Munqith Daghir, ed è legato ad un uomo politico potente in Iraq: Sadoun Dulaimi. Molto ascoltato in Occidente, Dulaimi è un ex alto ufficiale dell`esercito di Saddam. Dopo aver partecipato alla guerra contro l`Iran nel 1986, espatriò dopo la prima guerra del Golfo nel 1991 e tornò dall`esilio in Gran Bretagna solo nel 2003 al seguito delle truppe britanniche. Dulaimi è stato poi l`unico ministro sunnita, alla Difesa, del governo sciita di Ibrahim Jaafari, prima delle prime elezioni irachene. E da ministro,prima delle dimissioni nel 2006, ha fatto a tempo a vedere ucciso il terrorista più ricercato del paese: il capo della cellula irachena di Al Qaida Al Zarkawi. Dopo le sue dimissioni dall`ultimo governo provvisorio, Dulaimi ha sostenuto la necessità  di un ritiro delle truppe americane e inglesi per tentare una pacificazione tra le diverse fazioni politiche e religiose del paese dei Due fiumi. La ricerca che oggi traccia il bilancio più disastroso dell`occupazione dell`Iraq da parte degli alleati anglo-americani è stata effettuata sulla base di interviste con 2.414 adulti iracheni. Di questi almeno il 20 per cento ha avuto almeno uno congiunto ucciso. Secondo i dati dell`ultimo censimento completo in Iraq, effettuato nel 1997, nel Paese c`erano 4,05 milioni di nuclei familiari, una cifra su cui Orb si è basata per calcolare che approssimativamente 1,03 milioni di persone sono morte a causa della guerra. Il margine di errore dell`indagine, condotta in agosto e settembre 2007, è stato dell`1,7%, e la forchetta dei decessi si pone fra 946 258 e 1,12 milioni. Lo studio ha interessato 15 delle 18 province irachene. Fra quelle non incluse figurano due delle regioni più turbolente – Kerbala (sciita) e Al Anbar (sunnita)- e la provincia curda settentrionale di Erbil, dove le autorità  locali hanno rifiutato il permesso di effettuare l`indagine.