2 Febbraio 2008 Mondo News

No global in corteo a Cosenza: "Basta con la giustizia al contrario"

COSENZA – “Siamo sempre sovversivi”: questo lo slogan che campeggia sullo striscione che apre il corteo dei No global che nel pomeriggio ha attraversato le vie di Cosenza “contro la repressione, per le libertà  e per la giustizia sociale, Genova 2001 – Cosenza 2008”. Un`iniziativa organizzata dopo che il pubblico ministero Domenico Fiordalisi ha chiesto la condanna di tredici militanti, imputati a Cosenza, in Corte d`assise, di associazione sovversiva, ritenuti colpevoli di aver organizzato gli incidenti durante il Global forum di Napoli e il G8 di Genova nel 2001.

Al corteo, promosso dal movimento “Liberi tutti”, partecipano alcune migliaia di persone (oltre diecimila secondo gli organizzatori) tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, associazioni, movimenti, partiti e sindacati. Fra questi, il leader delle Tute bianche Luca Casarini, Oreste Scalzone, il deputato del Prc Francesco Caruso (il pm ha chiesto sei anni di reclusione per Caruso, Casarini e per Francesco Cirillo, quest`ultimo considerato la “mente” della Rete meridionale del Sud ribelle). E ancora, Silvia Baraldini, Heidi Giuliani (parlamentare del Prc e madre di Carlo, morto a Genova durante il G8), il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi.

Per l`eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum Vittorio Agnoletto, la manifestazione “è un successo, ci sono migliaia di persone, nonostante la crisi politica e la distanza che, in questi mesi, si è creata tra i movimenti sociali e il governo. E` inaccettabile che un pm cerchi di ridurre il più grande movimento europeo degli ultimi decenni, che continua a chiedere verità  e giustizia, a una cospirazione di una quindicina di persone per sovvertire l`ordine costituito”.

Sulla stessa linea Heidi Giuliani, “da sette anni chiedo giustizia e verità  per mio figlio e per le molte vittime di Genova – dice – e continuo invece ad assistere a una giustizia al contrario, che accusa le vittime e promuove i delinquenti in divisa”. “Con questo – aggiunge – non penso che tutte le persone in divisa siano delinquenti, ma penso che se anche le forze dell`ordine non fanno pulizia al loro interno, la nostra sarà  sempre una democrazia più a rischio”. Tanti gli slogan e gli striscioni. “La montatura giudiziaria deve cadere”, si legge su quello dello Slai Cobas Cosenza, mentre l`area antagonista scrive “Genova-Cosenza, i processi non ci fermano”. Su un altro ancora “La Calabria è bella se si ribella”. Esposto anche uno striscione con la scritta: “Né discariche, né inceneritori”.

Non è la prima volta che i No global invadono le strade di Cosenza per protestare contro l`inchiesta coordinata dalla locale Procura della Repubblica, giunta ora alle fase finali con le richieste di condanna. Il 23 novembre del 2002, a pochi giorni dall`operazione dei Ros che arrestarono gli imputati, il movimento organizzò una grande manifestazione che, secondo gli organizzatori, richiamò centomila persone. Ai cori contro i giudici – definiti “da codice Rocco” – si unirono applausi, lanci di fiori, lenzuola esposte ai balconi dalle famiglie e persino dolci e piatti tipici offerti da casalinghe ai lati delle strade. La manifestazione si concluse la sera, con un concerto, senza alcun incidente.