10 Febbraio 2008 Mondo News

Cpt in rivolta nella Francia di Sarkozy

ROMA – Continuano le proteste dentro i centri di detenzione dei migranti in Francia, a Mesnil-Amelot e Vincennes, nella regione di Parigi. Scioperi della fame, rifiuto di entrare nelle stanze, incendi nelle camere e scontri con la polizia. La protesta, sostenuta dalle associazioni francesi, è partita a metà  dicembre nel centro di Mesnil-Amelot, a Parigi. Si tratta di centri di permanenza temporanea, l`equivalente dei cpt italiani, dove sono trattenuti migranti senza documenti di soggiorno, in attesa di essere espulsi. Le associazioni, in continuo contatto telefonico con i migranti detenuti, hanno diffuso notizie inquietanti. Agenti della polizia e del corpo antisommossa dei CRS (Compagnies Républicaines de Sécurité) hanno fatto irruzione nelle strutture, picchiando e ferendo i detenuti e rifiutando di chiamare l`assistenza medica. Molti migranti sono finiti in cella di isolamento. Alcuni leader della protesta sono stati rimpatriati. Ma gli scioperi non si fermano. La vicenda è finita sui media nazionali, compreso Le Monde. Alla fine del 2007 le Prefetture francesi hanno ricevuto l`ordine di incrementare le espulsioni per raggiungere l`obiettivo di 25.000 espulsioni fissato dal ministro per l`Immigrazione e l`Identità  nazionale Brice Hortefeux. Le testimonianze dal centro di Vincennes, pubblicate dall`associazione Pajol (http://pajol.eu.org/article1036.html), sono allarmanti. I 250 migranti trattenuti sono perquisiti ogni mattina. Uno di loro, raggiunto al telefono, dice: `Siamo obbligati a rimanere in camera, la polizia ci sorveglia. Di notte sono nei corridoi, se dobbiamo andare al bagno ci accompagnano e lasciano la porta aperta. Ci provocano`. Manca acqua calda e riscaldamento, il cibo in scatola servito è spesso scaduto. Alcuni migranti non sono stati riconosciuti dalle ambasciate dei paesi di origine, ma sono comunque costretti a passare 32 giorni in detenzione. Chi viene espulso, viene portato via all`alba, senza preavviso. Il 22 gennaio alcuni detenuti hanno incendiato i materassi delle stanze in segno di protesta. Il giorno prima avevano rifiutato di rientrare nelle camerate ma la polizia li aveva costretti con la forza. Altri incendi sono seguiti il 25, 26 e 27 gennaio, mentre in molti hanno continuato e continuano a rifiutare il cibo. Sessanta uomini delle CRS hanno perquisito i migranti, quattro sono stati messi in custodia accusati di aver appiccato il fuoco. Intanto alcuni provano a togliersi la vita. Il 29 gennaio un tunisino si è tagliato le vene. Il giorno dopo un uomo ha provato ad impiccarsi con la propria cintura e altri tre hanno tentato il suicidio. Nel frattempo quattro detenuti sono stati messi in isolamento per aver parlato con alcuni militanti delle associazioni fuori dalla recinzione. Un uomo racconta: `Mi hanno sequestrato il cellulare perché aveva una piccola videocamera. Non abbiamo diritto di tenere carta e penna`. La sera di martedì scorso, hanno raccontato i detenuti al telefono, un poliziotto ha spento la televisione. Uno dei ragazzi ha chiesto di riaccenderla. L`agente ha risposto `Vaffanculo!` e si sono picchiati. Poi il ragazzo è finito in cella di isolamento per due giorni. Due giorni prima, domenica 3 febbraio, un gruppo di migranti detenuti ha deciso di scrivere una lettera al direttore del centro. Uno degli agenti si è accorto che stavano scrivendo qualcosa. Ha chiesto la lettera ma gli è stato risposto in malo modo. Allora è tornato con cinque colleghi. Ma il gruppo ha di nuovo rifiutato. Finché sono ritornati in quaranta, e hanno iniziato a picchiare i manifestanti. Due uomini sono stati messi in isolamento. Negli scontri un migrante si è rotto un dito. Gli hanno dato un`aspirina, come si fa per tutti gli altri malanni a Vincennes. (gdg)