10 Febbraio 2008 Mondo News

Namibia: accesso all`acqua per i poveri

Il governo namibiano, dopo le accuse di aver reso inaccessibile l`acqua alla popolazione povera, sta finalmente facendo dei passi in avanti per affrontare la piaga della siccità , in accordo con gli otto `parametri di sviluppo del millennio` stilati nel 2000 dalle Nazioni Unite.

Qualcosa sembra, dunque, muoversi: il ministro dell`agricoltura Nickey Lyambo, ha approvato la `National Water Policy White Paper` del 2006 parlando della possibilità  di introdurre per i più poveri dei sussidi per l`accesso all`acqua e una tariffa nazionale fissa per tutti.

Il nuovo piano di sviluppo dovrebbe partire il prossimo aprile e sarà  creato un sistema che, oltre alla gestione e alla supervisione delle risorse acquifere conosciute, garantirà  la ricerca di nuove fonti, processi di riciclaggio più funzionali, e nuovi impianti per la desalinizzazione lungo la costa atlantica.

Per ora, le gravi difficoltà  restano: le poche precipitazioni, la rapida evaporazione dell`acqua e l`assenza di fiumi perenni, rendono la Namibia suscettibile a lunghi periodi di siccità  e a scarse provviste di acqua; per questo motivo e per via dei debiti, negli ultimi mesi, la Namwater, società  per la distribuzione dell`acqua, ha imposto, nelle aree rurali dove risiede la fascia di popolazione più povera, un pagamento anticipato per l`accesso alla risorsa vitale; i contadini si sono così visti costretti a pagare cinque volte di più rispetto alle persone che vivono in città . Dunque, la questione della privatizzazione dell`acqua e il sistema della `tassa all`entrata`, non solo ha mantenuto le vecchie disuguaglianze, ma le ha amplificate.

Un reportage del ricercatore Jade McClune documenta l`insostenibilità  della situazione attuale: larga parte della popolazione rurale, impossibilitata a pagare, si è trovata con i rubinetti chiusi e ha utilizzato le risorse acquifere tradizionali, come stagni e ruscelli. Anche la National Society for Human Rights ha sollevato la questione, affermando che la garanzia di accesso libero all`acqua in tutte le zone del `paese` deve essere un obiettivo primario dell`amministrazione pubblica. Ma il problema, che si estende a livello globale, è che sempre più le risorse idriche diventano proprietà  delle grandi multinazionali dell`acqua.