13 Febbraio 2008 Giudiziaria

Caos salmo di Marco Travaglio

Nell`ambito della semplificazione della politica e della corsa sfrenata verso l`età  della pietra, ecco a voi la Lista No Aborto, per gli inglesi Pro Life, del Platinette Barbuto. Il quale, sempre spiritoso oltrechè molto intelligente, assicura: `Correrò da solo` (già  allertata la Protezione civile). Noi, nel nostro piccolo, siamo con lui. La Lista Platinette presenta infatti almeno tre vantaggi.

Primo: il nostro lascia `Otto e mezzo` e almeno per un paio di mesi ce lo leviamo dai piedi (il programma sarà  condotto dalla sola Armeni e ribattezzato `Mezzo`).

Secondo: la nobile, disinteressata battaglia ideale `per la vita` che tanti ammiratori platinettiani aveva subornato negli ultimi mesi si rivela finalmente per quel che è: un espediente furbesco per abbindolare qualche beghina raccontandole che, votando lui, diminuiranno miracolosamente gli aborti; seminare zizzania nel centrosinistra, dove c`è sempre qualche Binetti che abbocca; e portare acqua al mulino del Cainano, che peraltro dell`aborto se ne infischia allegramente, visto che la sua signora ha dichiarato di aver abortito fra il sesto e il settimo mese, e lui è molto interessato a far abortire il processo Mills, il processo Mediaset, il processo Saccà  e la sentenza della Corte di Lussemburgo su Europa7.

Terzo: lo spettacolo del Platinette che torna candidato dopo gli strepitosi trionfi del Mugello (dove, nel `97, si presentò contro Di Pietro e portò il Polo al minimo storico, riuscendo a trasformare in dipietristi pure gli elettori berlusconiani) aggiunge un tocco di classe a una campagna elettorale che è meglio del cabaret. Anzi è leggermente più bigotta di un conclave. Pare quasi che non si elegga il nuovo Parlamento, ma il nuovo Papa. Uòlter conciona a Spello tra un convento e l`altro. Piercasinando, escluso dal Partito dei Prescritti in Libertà , corre a telefonare a Ruini in lacrime perché quei cattivoni di Silvio e Gianfranco gli han fatto la bua e non lo fanno più amico. Ruini, anzichè rifilargli una sacrosanta sculacciata e rammentargli che ha 50 anni suonati, lo accoglie all`ombra della sua sottana e manda in tv il direttore di Avvenire, con quella faccia da bollino rosso, a lanciare oscuri messaggi attribuiti a misteriosi `umori che ho raccolto` per dire che Piercasinando è tutti noi e gli facessero un po` di posto e forza Udc.

Intanto giunge notizia da Oltretevere che Gianni Letta, con quella faccia da sua sorella, è stato nominato dal Papa `gentiluomo di Sua Santità `. Il che, spiegano i bene informati, gli dà  diritto a comparire sull`Annuario Pontificio (che è già  una bella soddisfazione) e per giunta a `stare a contatto col Papa e con la Curia nelle cerimonie e nelle udienze con i capi di Stato e di governo`. Fra un paio di mesi, quando il Cainano piduista e divorziato, dunque molto religioso, prenderà  i voti (alle elezioni) e andrà  a baciare la sacra pantofola per grazia ricevuta accompagnato da una delle sue famiglie a scelta, Letta Continua accompagnerà  entrambi: sia papa Silvio, sia Benedetto suo vice. Se poi si pensa che solo 14 anni fa stavano per arrestarlo per le presunte tangenti sulle frequenze tv e ora lo chiamano `gentiluomo`, vuol dire che c`è davvero speranza per tutti.

Più che in una campagna elettorale, pare di vivere nel film `Il marchese del Grillo` di Alberto Sordi, anche lui gentiluomo di Sua Santità  addetto al trasporto del medesimo sulla sedia gestatoria, ma molto più laico e disincantato di questo branco di fanatici e opportunisti che di religioso non hanno nulla. Tutto questo rimestare nei feti da parte di noti ex abortisti, questo appellarsi all`etica da parte di conclamati ladroni e malfattori, questo sventolare i valori della famiglia da parte di celebri puttanieri, questo commuoversi per la sacralità  vita da parte dei peggiori guerrafondai, sostenitori di Guantanamo e Abu Ghraib, questo intenerirsi per i bambinelli da parte di chi vorrebbe cacciare dagli asili i figli dei clandestini, questo portare a spasso le madonne pellegrine da parte di fior di miscredenti deve aver allarmato anche gli ambienti più avveduto della Santa Sede, che l`altroieri ha sottolineato la distinzione tra Chiesa universale e la Cei ruinesca (che ieri ha detto la sua anche sul film “Caos calmo”). A riprova del fatto che le ingerenze del Vaticano nella politica sono una cosa grave, ma mai quanto l`arrendevolezza della politica. In una celebre vignetta di Altan, un prete infila un ombrello aperto nel sedere di un passante e domanda: `Disturbo?`. Il passante, rassegnato, risponde: `Si figuri, lei sfonda una porta aperta`.