16 Febbraio 2008 Giudiziaria

Cina, i lazzaretti dell`Aids

All`inizio di gennaio, alcuni malati di Aids hanno occupato abusivamente due case. Poi, entrati in un vicino supermercato, hanno rubato oggetti di uso quotidiano, generando il panico generale fino a ostacolare l`intervento delle forze dell`ordine. L`episodio, riportato dal sito Henannews, è avvenuto nel villaggio di Zhengzhou, provincia Henan, la più popolata della Cina – quasi 100milioni di abitanti – e considerata tradizionalmente la culla della civiltà  cinese. I suoi villaggi sono conosciuti con il triste appellativo di `lazzaretti dell`Aids`. Tremila nuovi casi ogni mese. Negli anni `80 e `90 decine di migliaia di contadini della provincia hanno contratto il virus dell`Hiv a causa delle precarie condizioni igieniche dei centri in cui erano costretti a vendere il proprio sangue come unico mezzo di sopravvivenza da uomini d`affari senza scrupoli. Dal 1998 il governo è corso ai ripari inasprendo le misure punitive. Fin quando, lo scorso 30 novembre, in occasione della giornata mondiale dell`Aids, il premier Wen Jibao ha visitato il villaggio di Wenlou facendosi fotografare circondato da piccoli pazienti orfani. Nonostante oggi le autorità  sanitarie offrano test dell`Hiv per tutti e cure gratuite per i malati più poveri, la situazione rimane tragica. La corruzione, la malasanità  e la scarsa preparazione del personale medico locale hanno favorito la diffusione dell`Aids a ritmi sbalorditivi. Le ultime statistiche ufficiali indicano oltre tremila nuovi casi al mese. In alcune località  della contea Shangcai ` dove si concentrano ventidue dei trentotto villaggi più colpiti dello Henan ` il tasso dei contagi è così alto che quasi in ogni famiglia c`è un malato. Impossibile contare il numero dei sieropositivi: i villaggi sono praticamente blindati e alla maggior parte dei giornalisti è impedito l`accesso. Chi denuncia l`emergenza viene zittito. Chi ha avuto il coraggio di denunciare abusi e ingiustizie è stato duramente ostacolato. Come l`attivista Hu Jia, più volte costretto agli arresti domiciliari per avere denunciato i delicati retroscena di questa piaga che ha riflessi drammatici nella società  soprattutto per l`ignoranza della popolazione sulla malattia, per anni taciuta e negata dal governo. Secondo l`ultima denuncia del dissidente, riportata dal quotidiano online Boxun, pochi giorni fa circa venti malati di Aids provenienti dai villaggi Xinzheng e Shangqiu sarebbero arrivati a Pechino con un viaggio di fortuna per chiedere al governo di rimediare agli errori commessi nel passato e aumentare gli stanziamenti per le famiglie dei malati. Almeno sette di loro sarebbero stati fermati dalle forze dell`ordine mentre manifestavano di fronte al dipartimento sanitario. In seguito all`episodio, le autorità  della provincia Henan avrebbero predisposto un maggiore impiego di risorse per incrementare i controlli sui tour operator con l`obiettivo di evitare altre pericolose ‘usicite`. Sono invece inarrestabili i sempre più frequenti appelli sui blog e siti non ufficiali, come quello apparso su Village of Aids, firmato da un `anonimo contadino della provincia Henan`: `Migliaia di miei concittadini vanno verso la morte ma non importa a nessuno. E io non posso fare niente per salvarli`.

Marzia De Giuli