23 Febbraio 2008 Mondo News

Disabili, migranti, donne e giovani: i soliti esclusi dall`occupazione in Ue

BRUXELLES – Disabili, migranti, donne e giovani sono ancora esclusi dalla crescita dell`occupazione in Europa (+ 6.5 milioni di impieghi nell`ultimo biennio). Presenti ancora sacche di disagio, con l`8% dei lavoratori che vive in povertà , mentre l`educazione permanente non decolla. Lo rivela il Rapporto congiunto 2007/2008 della Commissione europea sull`occupazione, che prevede la creazione di altri 5 milioni di posti di lavoro entro la fine del 2009, con maggior ricorso a donne e anziani. Dati che però sono ancora lontani dalla piena occupazione prevista dall`Agenda di Lisbona (occupazione del 70% contro il 66% di oggi, ovvero altri 20 milioni di posti entro il 2010). Diminuiscono la disoccupazione di lungo termine e metà  degli Stati membri (tra cui l`Italia) comincia a legiferare per agevolare la flessicurezza. Se da un lato i dati annunciati oggi dalla Commissione europea nel Rapporto congiunto sull`impiego 2007/2008 sono incoraggianti, dall”altro vengono sottolineati diversi aspetti che rendono il quadro molto meno roseo (vedi lancio successivo). “Le recenti riforme del mercato del lavoro iniziano a produrre effetti. La disoccupazione strutturale si è ridotta di un terzo a partire dal 2004, e il tasso di occupazione del 66% arriva molto vicino al nostro obbiettivo del 70%` è il commento che il Commissario agli Affari sociali Vladimir Å pidla ha diffuso alla stampa. Negli ultimi due anni sono stati creati 6,5 milioni di nuovi impieghi, e si prevede la creazione di altri 5 milioni di posti di lavoro nel biennio a venire. Cifre però al di sotto del tasso di crescita necessario per raggiungere la piena occupazione entro il 2010, obbiettivo che prevede altri 20 milioni di nuovi impieghi entro la fine del decennio. Un segno positivo che emerge dal rapporto è la continua e sensibile crescita del tasso di occupazione di donne e anziani, che secondo la Commissione dovrebbero essere i maggiori beneficiari delle assunzioni previste nei prossimi anni: per i primi il tasso di occupazione si situa al 43,5% (obbiettivo comunitario del 50%), per le seconde al 57,2% (obbiettivo del 60%). Sul fronte dell`occupazione femminile incoraggiante la diminuzione della disoccupazione, che arriva al 9% (7,6% per gli uomini). Il dato generale sulla disoccupazione si colloca sotto al 7%, ovvero il più basso da metà  anni Ottanta a questa parte. Cala anche la disoccupazione di lunga durata: dal 4% al 3,6%. E” il segno, secondo la Commissione, della buona tenuta strutturale dell`attuale mercato del lavoro. Il rapporto verrà  presentato e votato nel prossimo Consiglio dei ministri Ue per il Lavoro, il 29 febbraio. Dal documento i capi di Stato e governo dovrebbero trarre la base di discussione per il loro prossimo Summit, il 13 e 14 marzo, in cui il tema principale sarà  la Strategia di Lisbona per crescita e occupazione. La Strategia (o Agenda) di Lisbona è un piano di crescita adottato dai governi dell`UE nel 2000, e riformulato nel 2005: si propone di fare dell`Europa l`economia delle conoscenza più evoluta al mondo, tramite innovazione, crescita e piena occupazione. Il Rapporto congiunto sull`occupazione è uno degli strumenti per verificare la messa in opera dei piani nazionali di riforma dell`occupazione e i risultati ottenuti nella direzione della Strategia di Lisbona. Il rapporto viene accompagnato da misure specifiche per ogni Paese, che verranno pubblicate la settimana prossima. Alcuni Stati (Estonia, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo e Svezia) però non riceveranno alcuna raccomandazione in quanto sono già  a un punto avanzato dell`implementazione delle riforme. (mm)