8 MARZO: Schiave di strada

8 marzo 2008 Mondo News
 
Da Benin City, ai marciapiedi in Italia: è la trappola in cui cadono migliaia di giovani nigeriane ogni anno. A gestire la tratta un racket potente e ben radicato, in Nigeria, come in Europa. Ma c`è chi non ha paura di ribellarsi.

Non ci sono pause, permessi, feste, ferie, riposi per malattia: le vittime della tratta non si fermano mai, nemmeno per tirare il fiato. Tutti i giorni sulla strada, da sera a mattina, ricattate: hanno un pesante debito da pagare, e spesso i loro familiari, compresi i figli che nascono dai rapporti con i clienti, sono usati come ostaggio. I loro tacchi alti e i loro corpi esposti ai clienti sono l`aspetto più visibile di un mercato enorme, che può contare su milioni di euro di entrate ogni anno, senza soste. Un racket che cura tutto il percorso delle ragazze: dall`inganno per reclutarle in patria, ai documenti falsi, dalla loro sistemazione, al monitoraggio della famiglia rimasta in Africa, soprattutto in Nigeria, dove l`organizzazione è più forte e radicata. Un racket, la cui capitale è Benin City, che si appoggia alle mafie locali, e che non concede alle ragazze il minimo spazio di libertà . Chi decide di uscire, di rompere con questa realtà  deve anche scontrarsi con la legge italiana: denunciare le violenze e la propria condizione di schiava per una ragazza, entrata in Italia clandestinamente, significa carcere, cpt o rimpatrio immediato, cioè ritorno nel covo principale del racket. Le associazioni e le realtà  che cercano di trovare una soluzione a questo circolo vizioso sono costrette a muoversi all`interno del ristretto spazio della Bossi ` Fini, ma nonostante le difficoltà  nascono nuovi progetti e si costruiscono nuove reti, accomunate dall`obiettivo di rompere la schiavitù delle ragazze. Isoke Aikpitanyi è riuscita a tornare libera, ed ha raccontato la sua storia e quella di molte altre ragazze in un libro, Le ragazze di Benin City. Ma non si è fermata qui: con il suo compagno, Claudio Magnabosco, autore a sua volta di `Akara Okun e la ragazza di Benin City`, ha dato vita ad un progetto, La ragazza di Benin City, e si propone come punto di riferimento per le giovani schiave che decidono di rischiare di uscire dal giro. Ascolta l`intervista con Claudio Magnabosco.