BELLELETTURE: Pennac, l`ultimo della classe

8 marzo 2008 Agenda & Consigli

Gli ultimi saranno. Forse non i primi, ma saranno. E` questo il messaggio che emerge dall`ultimo libro dello scrittore francese Daniel Pennac, “Diario di scuola”, uscito in Italia il 21 febbraio. Caso letterario in Francia, questo romanzo-saggio tratta problema della scuola dal punto di vista dell`allievo “asino”. Come ribadisce l`autore, ex-somaro lui stesso, il libro, ricco di riferimanti autobiografici, non ha come argomento gli “asini”, ma il dolore provato da questi ultimi nello scoprirsi tali. Dolce e pungente, il libro cattura il lettore facendolo immedesimare nelle angosce, nella vergogna ma soprattutto nelle paure che prova l`allievo che non riesce ad essere bravo a scuola. Il dolore che prova il somaro non è un tormento solitario: spesso di tale sentimento è resa partecipe la famiglia, la quale vive come una frustrazione l`incapacità  del figlio, giudicandola erroneamente come premonitrice di futuri e certi fallimenti, nonchè i professori, i quali provano un senso di sconfitta nel vedere i tentativi di insegnamento vanificarsi di fronte al somaro. “Diario di scuola” non vuole investigare sulle cause dell`essere asino; nessuna indagine psicologica o sociologica si ritrova all`interno del libro, ma piuttosto emerge un`accettazione del “mistero” riguardante le cause che rendono un allievo un “somaro”. Secondo Pennac, è necessario “combattere” tale fenomeno iniziando innanzitutto a far amare ai ragazzi gli argomenti che essi odiano. I professori diventano allora il fulcro della questione: un professore che riesce a trasmettere la passione per la materia che insegna, il quale non ha paura di mettersi in gioco con gli allievi, diventa automaticamente l`antidoto migliore alla non riuscita scolastica; il buon insegnante sa inoltre che l`apprendimento è un processo lungo e complesso, che necessita di lentezza e a cui non può essere chiesto di uniformarsi alla frenesia tipica della società  di oggi. Nei vari incontri con il pubblico tenuti dall`autore, Pennac ha toccato più volte questo tema, sottolineando come i bisogni che lui considera “fondamentali” (scrivere, ragionare riflettere) siano azioni che necessitino di silenzio, concentrazione e individualismo, concetti palesemente in contrasto con il modo di vivere attuale. Analizzando gli adolescenti di oggi, che lo scrittore definisce “ragazzi-clienti”, egli ha rilevato quanto essi siano in relatà  plasmati ad uso e consumo della società  del marketing:i loro bisogni e desideri devono essere soddisfatti tutti e subito, e non c`è da stupirsi se poi si verificano episodi di bullismo e violenza. Insomma, un romanzo da leggere, che può dare fiducia agli asini e “assolvere” coloro che lo sono stati.