PER L`8 MARZO, I SUCCESSI NEL MONDO

9 marzo 2008 Mondo News

La principale associazione dei tassisti della Tanzania, tunawajali group, ha coinvolto un gruppo di circa 30 donne per insegnare loro a guidare la macchina ed entrare nella professione. “Il nostro obiettivo è fornire una formazione adeguata per il conseguimento della patente PSV-C3, quella cioè che permette di trasportare i passeggeri. La prima fase del corso dura 10 giorni consecutivi” dice Charles Chembe, presidente dell`associazione, “vogliamo che questa professione diventi un`opportunità  per le donne di uscire dalla povertà “. Per ora il progetto ha “promosso” solo sei donne, ma la speranza è che nel futuro il numero di tassite possa aumentare. Chembe sostiene che uno dei problemi da risolvere è che molte donne non posseggono un proprio veicolo. Compagnie e privati, tuttavia, potrebbero impiegare le neo-patentate. L`associazione sta inoltre cercando di incoraggiare dei prestiti agevolati per l`acquisto dei veicoli. L`iniziativa rientra nella più vasta campagna di promozione del lavoro femminile lanciata dal governo di Dar es Salaam. Secondo un rapporto pubblicato dalla international finance corporation (IFC), gruppo della banca mondiale, la partecipazione delle donne imprenditrici in Tanzania ha registrato negli ultimi anni una crescita pari all`1% .”Ridurre la discriminazione tra sessi genera benefici non solo per le donne ma anche per l`economia del paese” ha detto Stergomena Tax, portavoce del ministero dell`industria.

14/8/2007 – Le tunisine che lavorano nel settore privato hanno un livello di istruzione più elevato di quello degli uomini, prendono più iniziative e sono alla ricerca di una più ampia autonomia finanziaria: sono i risultati dello studio `Genere sociale e iniziativa privata` realizzata dal Centro di ricerca, studi, documentazione e informazione sulle donne (Credif) del governo tunisino. Le tunisine, secondo il Credif, impegnano più tempo degli uomini per la loro formazione e quindi arrivano più tardi sul mercato del lavoro. Benché nel settore privato le donne rappresentino il 44,5% della forza lavoro contro il 40,5 % degli uomini e benché siano presenti in modo massiccio nella sanità  e nell`insegnamento, le donne continuano però a guadagnare meno degli uomini. Il `fatturato femminile` rimane inferiore a quello dei loro colleghi nello stesso settore. Dall`indagine, che ha riguardato un campione di 689 uomini e donne di età  compresa tra 20 e 70 anni, si scopre anche un inusuale alto tasso di donne nubili – 25,4 % a fronte di un 19,3% di uomini celibi – soprattutto per un paese arabo-musulmano, dove il matrimonio continua ad essere considerato la realizzazione di sé sul piano religioso e sociale. I dati sono stati pubblicati in occasione della `Festa nazionale delle donne` che celebra ogni anno la promulgazione del `Codice dello statuto personale`, un insieme di legge liberali all`origine dell`emancipazione sociale e femminile in Tunisia. Il testo proibisce la poligamia ` unico paese del mondo arabo ` che alcuni criticano perché non è il frutto di rivendicazione e di lotte ma della `volontà  del principe`: fu infatti il presidente Habib Bourguiba a varare d`autorità  la legge il 13 agosto 1956.

10/8/2007 – Il contributo economico delle donne è `vitale` per combattere la povertà  in America Latina e va incentivato abbattendo gli ostacoli che ancora limitano il loro accesso al mondo del lavoro e a un salario adeguato: lo ha affermato la Commissione economica per l`America Latina e i Caraibi (Cepal) in occasione della X Conferenza regionale sulle donne, chiusa ieri nella capitale ecuadoriana Quito. `Il ruolo delle donne – afferma uno studio Cepal – è fondamentale per mitigare la miseria, ma esistono ancora profonde diseguaglianze: in America Latina i guadagni medi delle donne (in totale 276 milioni, ndr) corrispondono al 70% degli stipendi degli uomini, indipendentemente dal loro livello di istruzione. Ricevono anche pensioni più basse`. Non solo: l`organismo stima che il 50% delle donne latino-americane tra i 20 e i 24 anni di età  siano ancora di fatto relegate in casa ad occuparsi dei lavori domestici e dell`assistenza a bambini e anziani; un`attività  `legittimata a livello culturale` che le occupa per l`intera giornata e limita fortemente il loro accesso all`istruzione, senza che ne sia riconosciuta l`importanza sociale. `Il lavoro delle donne, remunerato o meno, merita un riconoscimento effettivo. Quello domestico dovrebbe essere compensato con una pensione sociale` secondo José Luis Machinea, segretario esecutivo della Cepal.[CO]