L`Italia maltratta i polli, 50 milioni in allevamento intensivo

11 marzo 2008 Mondo News
La gran parte delle uova prodotte dai nuovi impianti in funzione in Italia è fuorilegge. con le galline costrette a vivere in spazi ridotti, da 25 per 22 centimetri. E la Lav invita gli italiani a non acquistare uova da galline allevate in batteria / Scegli l`uovo giusto Scarica il dossier Lav (Pdf)
Galline costrette a vivere in spazi ridotti, modello lager, da 25 per 22 centimetri, meno di un foglio A4. Questa l`immagine delle gabbie a batteria che la Lav ha voluto presentare, denunciando come gran parte delle uova di gallina prodotte dai nuovi impianti in funzione in Italia dal febbraio del 2006 siano in realtà  fuorilegge. Secondo gli animalisti, nonostante la censura della Commissione Europea, nel nostro paese sono infatti “sistematicamente violati gli standard di arricchimento delle gabbie delle galline (nido, lettiera, dispositivi per accorciare le unghie) e la densità  d`allevamento, con gravi conseguenze per il benessere di questi animali”.

Di qui la campagna informativa nelle piazze delle principali città  d`Italia sabato e domenica scorsi, per invitare i cittadini a firmare una petizione al nuovo governo per confermare la data del primo gennaio 2012 per la messa al bando delle gabbie di batteria per le galline ovaiole, secondo quanto stabilito dalla Ue, norma ora rimessa in discussione. «In gioco c`é la vita di 50 milioni di galline – afferma Roberto Bennati, vicepresidente della Lav – gran parte delle quali sottoposte a un sistema d`allevamento intensivo tra i più crudeli».

Gli italiani, che ogni anno acquistano più di 12 miliardi di uova, hanno il diritto di vedere applicata questa normativa faticosamente conquistata, e il diritto a non acquistare uova di fatto fuorilegge. A loro chiediamo di venire ai nostri tavoli per firmare la petizione, di non acquistare uova con il codice 3 e di preferire le uova di galline allevate con sistemi alternativi alle gabbie (a terra, all`aperto o bio). Venerdì mattina l`associazione ha protestato davanti al ministero della Salute, a Roma, rivolgendo un appello al ministro Livia Turco “affinché mantenga gli impegni assunti dall`Italia su questa materia nel 1999, ma che Gianpaolo Patta, sottosegretario alla Salute – riferisce la Lav – ha scelto invece di rinnegare chiedendo il rinvio della data del 2012”.

Secondo la Lav “questo rinvio rappresenta un regalo all`industria avicola che dal 1999 ad oggi, nonostante i tanti fondi pubblici percepiti, non ha fatto nulla per riconvertire le gabbie come imposto dalle norme”. “Il governo non può fare marcia indietro rinnegando una posizione già  assunta” spiega Bennati, che lo invita “a comunicare alla Commissione Ue di sostenere l`applicazione della direttiva dando parere contrario a qualsiasi posticipo del bando delle gabbie di batteria dopo il 2012”.

Inoltre, la Lav chiede che parta un Piano nazionale sui controlli, relativo all`applicazione degli standard previsti dalla direttiva, “al momento ampiamente disattese”. Inutile poi spacciare “galline felici nell`aia”: per evitare una frode al consumatore gli animalisti chiedono che sia imposto ai produttori di uova di galline allevate in gabbia il rispetto di un`indicazione del metodo di allevamento delle galline riportato chiaramente e a caratteri evidenti sulle confezioni.