TIBET. I RADICALI APRONO DA DHARAMSALA LA MARCIA "TIBET LIBERO" E AVVIANO IL GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE

11 marzo 2008 Mondo News

La delegazione del Partito Radicale Nonviolento, composta da Sergio D`Elia, parlamentare radicale e Segretario di Nessuno tocchi Caino e da Marco Perduca e Matteo Mecacci, Vice presidenti del Partito Radicale, ha aperto oggi da Dharamsala, capitale del governo tibetano in esilio, la marcia che inizia nel giorno dell`anniversario della rivolta del popolo tibetano contro l`occupazione cinese, avvenuta il 10 marzo 1959. Obiettivo della marcia, che durerà  sei mesi, è quello di giungere al confine con la Cina nella prossima estate, per ottenere dalle autorità  cinesi, nell`anno delle Olimpiadi, la riapertura del confine e il riconoscimento della libertà  di movimento. In un collegamento con Radio Radicale gli esponenti nonviolenti hanno informato che l`apertura della marcia è stata affidata a Sergio D`Elia che, avvolto nella bandiera del Partito Radicale Nonviolento, con in mano la bandiera tibetana, al grido “La marcia ha inizio!” ha dato il via alla manifestazione tra oltre 10mila attivisti tibetani, molti dei quali monaci. La delegazione ha prima partecipato alla manifestazione ufficiale del Governo tibetano in esilio dove è intervenuto il Dalai Lama oltre al Presidente del Consiglio ed al Presidente del Parlamento e poi alla cerimonia delle organizzazioni non governative dove Matteo Mecacci ha annunciato l`avvio da Dharamsala da parte del Partito Radicale Nonviolento del primo Grande Satyagraha mondiale per la Pace mentre in Italia continua la lotta nonviolenta di Marco Pannella per il rispetto della parola data e del principio “pacta sunt servanda”.

Sergio D`Elia dai microfoni di Radio Radicale ha detto: “Qui vive oggi il Grande Satyagraha mondiale per la pace, la libertà , la democrazia ed anche il Satyagraha di Marco Pannella per la verità , per la giustizia e la democrazia anche nel nostro paese. Abbiamo confermato il nostro sostegno alla lotta dei tibetani per la democrazia, in Cina innanzitutto, perchè il riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani in Tibet passa attraverso il riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani dei cittadini cinesi.”