GRAZIELLA CAMPAGNA: GRAZIE PIERO, FABIO, PEPPE FIORELLO E TUTTI QUANTI HANNO FATTO RIVIVERE GRAZIELLA MA…

OPERAZIONE MEMORIA: …MA NON DIMENTICHIAMO L`ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA `RITA ATRIA` DI MILAZZO E IL COMITATO PER LA PACE E IL DISARMO UNILATERALE DI MESSINA SENZA I QUALI, GRAZIE AD UN CORAGGIOSO LIBRO SCRITTO NEL 1997 TRA L`INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI E DELLA SOCIETA` COSIDDETTA CIVILE, DIFFICILMENTE SI SAREBBE ARRIVATI A QUESTO PUNTO. GRAZIE! EDG

Una lacrima scende sul viso di Piero. Ventitré anni non cancellano il dolore. Le immagini sul video scorrono inesorabili, Piero-Peppe Fiorello grida il suo strazio mentre stringe il corpo di Graziella massacrata dai pallettoni, lui Piero u fraticeddu sprofonda nella sedia, in prima fila, una lacrima gli solca la guancia, il cuore gli si stringe in petto. Accanto ci sono il fratello Pasquale, la sorella Giuseppina e l`avvocato Fabio Repici, «il fratello maggiore di Graziella» come lo chiama lui. Mamma Santa è rimasta a casa, assieme a papà  Antonino e all`altro fratello Paolo. Il dolore per lei è ancora troppo forte. «Non so se è riuscita a vedere la fiction ` racconta Piero ` quando si parla di Graziella la mamma non riesce a trattenere l`emozione e la sofferenza. Le ho detto di ascoltare il suo cuore: domani la chiamerò e le chiederò se è riuscita a vedere le immagini e cosa ne pensa». La fiction comincia, sono da poco trascorse le 21. Il salone del Santuario di Lourdes è stracolmo. Oltre 350 persone sono accorse alla serata organizzata dal movimento “Energia messinese” e dalla Rete Lilliput per la prima tv de “La vita rubata”, la fiction sulla storia di Graziella Campagna, la stiratrice di Saponara, in provincia di Messina, uccisa dalla mafia a 17 anni con cinque colpi di pistola esplosi in faccia nel dicembre del 1985, e su cui c`è un processo in corso. Piero racconta: «Ho già  visto la fiction a casa di Ricky Tognazzi, assieme al regista Graziano Diana, ho dovuto bere mezza bottiglia di vino per provare a lenire il dolore. Ma ogni volta è la stessa cosa, il tempo non cancella la sofferenza. Questo sceneggiato consente di tornare a parlare di una vicenda su cui per anni è calato il silenzio. La storia di una ragazza innocente uccisa barbaramente dalla mafia». Piero si ferma. I sospiri gli si strozzano in gola. La fiction racconta dei contrasti con il fratello Pasquale. Uno impegnato a cercare giustizia, l`altro a difendere la famiglia dal dolore, mai cancellato. «Tutto vero ` conferma Pasquale `. Diciamo che non ci sono state le sberle che si sono viste in tv, ma abbiamo avuto parecchi scontri. Lui voleva giustamente trovare il colpevole, io vedevo la sofferenza di mamma e papà  e provavo a difenderli. Ma oggi non posso fare altro che ringraziare Piero. Senza la sua tenacia non saremmo arrivati al punto in cui siamo oggi. E poi fatemi ringraziare Beppe Fiorello: ha recitato benissimo, perché sentiva particolarmente questo personaggio. Ha compreso le nostre sofferenze, si è immedesimato nella storia di una ragazza trucidata e di una famiglia che non ha mai ricevuto una risposta. Anche lui, è un altro di famiglia». La fiction va avanti. Un messaggio arriva sul cellulare di Piero. «Sono amici ` racconta lui ` stanno guardando la fiction in tv. Tante persone sono scomparse, ci hanno abbandonato in questi anni. Ma tanti altri ci sono stati a fianco, li abbiamo incontrati in questa lunga storia e ci hanno dato la forza di andare avanti. Fabio Repici è certamente uno di questi. Adesso aspettiamo che la magistratura faccia giustizia, dando finalmente un volto all`omicida di mia sorella. Nessuno cancellerà  dalla mia mente e dal mio cuore l`infinita sofferenza, ma questa fiction dà  speranza alla nostra terra e ai tanti giovani, come quelli che ci sono quì questa sera. Di mafia si parla sempre troppo poco. Questo è un film che racconta di un grande amore; l`amore di una famiglia per una ragazza morta senza motivo. Ci sono state troppe polemiche, senza motivo. Lo ripeto: adesso aspettiamo giustizia». Mauro Cucè

Fiorello: una storia d`amore e di morte

È stato finalmente trasmesso il film tv “La vita rubata”. Ne abbiamo parlato con il protagonista Beppe Fiorello, raggiunto telefonicamente ieri, poco prima della messa in onda, mentre era in procinto di recarsi negli studi della Rai per partecipare alla trasmissione radiofonica del fratello Rosario (“Viva Radio2”).

Conoscevi già  la storia di Graziella Campagna, prima che ti proponessero la parte?

«No, non ne sapevo nulla. Ho scoperto la storia grazie al regista, Graziano Diana; con lui ho avuto modo di approfondire questa drammatica vicenda».

È vero che, prima di accettare, eri titubante?

«All`inizio c`è stata una sorta di autodifesa. Pensavo che fosse l`ennesimo film sulla mafia, visto dalla parte dei mafiosi. Mi sono invece ricreduto quando ho scoperto che si trattava di una grande storia d`amore: l`amore tra i familiari e Graziella, l`amore tra due fratelli. Fa emergere una Sicilia meno omertosa di quanto ci si aspetta, e ne abbiamo avuto una conferma girando. Tutti hanno partecipato con entusiasmo: dobbiamo ringraziare il territorio di Letojanni, Savoca e Catania, tutti gli abitanti, il location manager Sebastiano Timpanaro e la stampa; tutti hanno fatto la loro parte affinché il film si realizzasse. La Sicilia non è solo quella che vogliono rappresentare certi sistemi di informazione, con i mafiosi con la coppola».

Si tratta di una critica nei confronti di fiction come “Il capo dei capi”?

«No. Non dobbiamo far finta che tutto ciò sia finito e che la mafia non ci sia; però è cambiata, si sono modificati i sistemi. Questo non è un film sulla mafia, uno di quelli che la romanza e la mitizza; è un film di impegno civile, sulla ricerca della verità ».

L`eventualità  di un terzo rinvio della messa in onda ha scatenato la protesta di un gruppo di scrittori e sceneggiatori…

«Ci ha fatto piacere questo calore, manifestato in occasione dei rinvii. Antonello Piroso mi ha ospitato a “Niente di personale”, su La 7, e si è espresso chiaramente. Molti ci sono stati vicini. Siamo stati contenti. In occasione del primo rinvio, avevo promesso alla famiglia Campagna: “Non vi lascerò soli; farò di tutto perché questa storia non scivoli nel dimenticatoio”. Così ho fatto interviste e ospitate. Poi, ho ribadito la promessa anche dopo il secondo rinvio, continuando a parlare finché ho potuto del film».

Com`è stato girare a Letojanni, paese di origine della famiglia Fiorello?

«Mi ha regalato emozioni uniche. Mi trovavo nei luoghi dove ho vissuto una parte della mia vita; ovunque mi girassi, vedevo parenti e amici (alcuni dei quali sono stati impegnati pure come comparse). Uno dei set, poi, era allestito vicino al cimitero dove è sepolto mio papà . E ci ha raggiunto anche Pietro Campagna. È stata un`esperienza particolare, che doveva arrivare al pubblico, per ridare il dovuto a Graziella e alla sua famiglia, che dopo tanti anni attende ancora verità  e giustizia».