Torino, perde il lavoro si uccide operaio Thyssen

12 marzo 2008 Mondo News

TORINO – Una lettera alla moglie: «Ho perso il lavoro e con quello la dignità . Scusami». Luigi Roca, 39 anni, se n´è andato così, impiccandosi in casa, a Rocca Canavese, per la mancata conferma del contratto interinale. Una mazzata, a 39 anni con due figli da mantenere. E un terribile sospetto: «La sua azienda – dice Giovanni Pignalosa della Fiom – è la Berco e fa parte del gruppo Thyssen. Luigi ha perso il lavoro come altri perché sono stati ridotti i contratti interinali per poter ricollocare noi della Thyssen, chiusa dopo il rogo di dicembre». Luigi è dunque una vittima indiretta della tragedia dell´acciaieria di Torino, l´ultimo anello di una tragica catena? L´azienda smentisce di aver escluso l´operaio dagli organici per far posto ai suoi colleghi torinesi. E nello stabilimento di Rocca si lascia capire che Luigi sarebbe stato assunto in pianta stabile non appena si fosse presentata la possibilità . Anche se erano ormai tre anni che l´operaio passava da un contratto precario all´altro senza mai trovare un´occupazione stabile: «Forse è stata proprio l´illusione di aver trovato finalmente un lavoro con prospettive di assunzione ad averlo spinto al suicidio», racconta Vito Bianchino, sindacalista della Cisl e vicino di casa di Luigi. E invece la scelta del gruppo tedesco di ridurre i contratti interinali ha finito per far svanire anche quella possibilità : «Alla Berco Luigi si trovava bene – conferma Vito – e ci sperava davvero nella riconferma. Mi diceva: ‘Dopo aver girato tante aziende, questa mi sembra finalmente solida, il lavoro c´è. E poi fa parte di un grande gruppo tedesco´». La tragedia dell´acciaieria a dicembre ha finito per modificare completamente lo scenario. Sul destino dei 150 dipendenti della Thyssen di Torino si è intanto conclusa ieri una nuova trattativa tra l´azienda e i sindacati. La fabbrica non è più stata riaperta dopo la tragedia del 6 dicembre e il governo ha concesso due anni di cassa integrazione. Negli ultimi mesi, già  prima dell´incendio di dicembre, molti dipendenti avevano già  lasciato la fabbrica perché fin dal luglio scorso era stata decisa la progressiva chiusura della produzione torinese. Oggi lavorano in azienda poche decine di addetti alla manutenzione mentre tutti gli impianti produttivi si sono fermati dopo l´incidente. La società  pagherà  tra i 35 mila e i 20 mila euro di incentivo a chi si dimetterà  prima della scadenza della cassa integrazione, il 3 marzo del 2010.

Sul versante giudiziario dopo la contestazione del reato di omicidio volontario per «dolo eventuale» all´amministratore delegato di Thyssen Italia, si attendono le decisioni del giudice dell´udienza preliminare e l´eventuale rinvio a giudizio dei responsabili.