IL RICORDO DI GRAZIELLA CAMPAGNA: LA MEMORIA CORTISSIMA DEI POLITICI MESSINESI

15 marzo 2008 Inchieste/Giudiziaria

E` andata. L`atteso film su Graziella Campagna, La vita rubata, è stato trasmesso su rai uno lunedi` sera. Dopo le tante polemiche, a mio parere sterili e poco convincenti, la storia di una ragazzina di 17 anni uccisa dalla mafia nel 1985 e ri-uccisa dall`intera società  per più di dieci anni, è entrata nella memoria nazionale. Credo che l`indignazione per quello che si è compreso grazie alla splendida ricostruzione del regista ed alla magnifica interpretazione degli attori, sia arrivato a tutti noi. O quasi. A Messina, purtroppo, Graziella Campagna, che ha abitato a pochi chilometri da qui, non è mai stata nessuno. Se non fosse stato per una ristrettissima parte della società  civile che nella totale ombra voluta dalle istituzioni locali ha lavorato e lavora appassionatamente e con grandissima serietà  per scoprire semplicemente la verità , oggi nessuno saprebbe come e perché è dovuta morire Graziella Campagna. Renato Accorinti, noto esponente della società  civile messinese, ha affermato davanti ai microfoni di una tv locale, che s`impegnerà  economicamente a titolo personale affinché sia predisposta e affissa una targa alla memoria di Graziella Campagna nella piscina comunale di Viale San Martino (già  intitolata a Graziella durante la giunta Providenti dall`assessore Gaetano Giunta, ma rimasta, ahimè, alla memoria solo sulla carta). Ma com`è che a nessun consigliere di quartiere, a nessun consigliere comunale, a nessun assessore e a nessun sindaco rivoluzionario di sinistra è venuta in mente una idea così semplice? Eppure di gente che in questi anni ha sgomitato per rappresentare i bisogni di noi comuni cittadini, che non ci sentiamo rappresentati quasi mai, ne abbiamo vista. In quest`ultimo periodo un po` meno, ma ovviamente se già  fanno talmente poco con lo stipendio che percepiscono, figuriamoci senza! Non è forse un bisogno primario (Bowlby docet), in una città  provinciale come Messina, dove il voto di scambio è considerato normale, dove chi governa lo fa solo per diritto feudatario, dove la mafia continua a controllare ed a decidere sulle nostre vite, RICORDARE per riflettere e per capire ciò che non vogliamo? Perché, diciamoci la verità , e non credo di scrivere qualcosa né di sconvolgente né di rivoluzionario, ma qui, nella terra dimenticata da tutti, si fa qualsiasi cosa non perché si è bravi, ma solo perché si è qualcuno, magari un figlio, un nipote, un amico, un conoscente, un amico di un amico fidato, ma sempre e solo di qualcuno. Sono rari i casi in cui un posto all`università , un concorso vinto, la partecipazione ad una scuola di specializzazione, un lavoro che ti permetta di vivere e non di sopravvivere, seguano il principio della meritocrazia e non quello della raccomandazione e dell`imposizione dall`alto. Vediamo un susseguirsi di persone della cosiddetta società  civile che una volta raggiunta la poltrona resettano con un click la loro storia e riaggiornano automaticamente il loro pensiero con quello della classe dirigente. Siamo stanchi ed incazzati per una giunta di sinistra che in due anni non riesce a partorire niente di utile ed innovativo. Siamo amareggiati che si costruiscano mostri di cemento nella nostra città  e che nessuno, o quasi, dica niente. Mi chiedo se facciano impressione solo a me le palazzine gialle di San Licandro che irrompono da qualsiasi parte della zona si guardi, per esempio. Non vogliamo rassegnarci al fatto che non vi siano parchi e strutture adeguate dove portare i nostri figli a giocare, dove poter leggere un libro, ascoltare l`ipod, fare semplicemente una passeggiata. Siamo seriamente arrabbiati che una città  meravigliosa come Messina sia sventrata a tavolino da persone a cui non gliene fotte niente, come se stessimo entrando nella selva oscura dell`inferno dantesco e leggessimo `Lasciate ogni speranza, ‘o voi ch` entrate`. Che si facciano solo gli interessi di pochi, mentre basterebbe un poco d`impegno per beneficiarne tutti. Siamo allibiti davanti all`arroganza di politici che dall`alto vogliono calarci un ponte senza senso e senza soprattutto ascoltare la gente che vive qui. Esausti di vedere sempre le stesse persone sentenziate come mafiosi a cui si regalano parcheggi in Senato. Siamo stanchi di vedere Bertinotti e Veltroni che si fanno lo sgambetto a vicenda in Italia e che, giusto in Sicilia dove si pretenderebbe il doppio della trasparenza, corrono insieme. Fare politica, anche se lo è diventato, non è un mestiere: è passione, dedizione, è partecipazione, è essere al servizio di, è trovare un obiettivo comune. Non pagate i vostri pubblicitari per convincerci a votarvi, ma piuttosto fate proposte oggettive, chiare e convincenti. Che senso ha avere uno stipendio ed un posto pubblico e di potere quando poi la gente è totalmente insoddisfatta? Se non siete capaci, com`è stato fino a questo punto, per favore lasciate il posto ad altri. Nessuno è indispensabile. Alla luce di tutto questo, è necessario soprattutto ricordare chi lavora controcorrente e di conseguenza, un grazie personale (e probabilmente collettivo) a tutti coloro che hanno permesso che una delle tante storie di mafie conosciute in questa terra maledetta sia stata raccontata e sentenziata come tale. Grazie anche per questo semplice gesto della targa che verrà  compiuto; speriamo che la gente possa partecipare con trasporto e siamo sicuri che se potranno saranno presenti alla cerimonia persone meravigliose come Don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli. L`augurio è che ci siano anche, come ospiti, gli illustri personaggi delle Istituzioni. Il mio auspicio, assolutamente personale, è che si sia già  andati al voto (non me ne vogliate, ma qualche dubbio di presenzialismo durante la campagna elettorale potrebbe anche sorgere). In ogni caso, tutti quanti saranno sempre i ben accolti, poiché siamo convinti o faremo finta di convincerci che la presenza di ognuno di noi sia solo ed esclusivamente sentita. Ai posteri l`ardua sentenza.

LIDIA LEONALDI