G8 a Genova, Perugini risarcisce la vittima. Il giovane non sarà  più parte civile nel processo

16 marzo 2008 Mondo News

Il calcio al volto del ragazzino costa trentamila euro. Ed è solo l´inizio. Alessandro Perugini, vice-questore ` e allora numero 2 della Digos genovese ` ha deciso di risarcire il quindicenne di Ostia aggredito durante il G8. La sequenza di quel pestaggio fece il giro del mondo, diventando una immagine-simbolo del G8. Immortalava un gruppo di uomini in divisa e in borghese che prendeva a pugni e manganellate un adolescente. E quel signore in jeans, maglietta gialla ` Perugini, appunto ` che lo colpiva con una scarpata in piena faccia. Poi un primo piano sul viso del ragazzino, orribilmente tumefatto, l´occhio gonfio come un pallone. Per quella inspiegabile violenza, conclusasi con l´arresto illegale del giovane e di altri sette no-global, il vice-questore è oggi a giudizio insieme a quattro sottufficiali. Un sesto poliziotto sotto accusa ha già  patteggiato un anno e otto mesi di reclusione. Nell´ultima udienza Perugini ed un altro imputato hanno offerto un risarcimento alla vittima, il suo legale ha accettato: Bruno Mattana, questo il nome del ragazzo, non sarà  più parte civile nel processo. Che però naturalmente continua: ad ottobre comincerà  la requisitoria del pm Francesco Cardona Albini, la sentenza è attesa prima della fine dell´autunno. «Bisogna riconoscere le buone intenzioni del vice-questore, che ha offerto il risarcimento anche sapendo che questo gesto non influirà  sull´andamento del procedimento penale», ha precisato Mario Stagliano, avvocato del giovane picchiato. Era il pomeriggio di sabato 21 luglio 2001 quando Bruno Mattana venne circondato e pestato da alcuni poliziotti davanti alla questura del capoluogo ligure. Picchiato ed arrestato illegalmente insieme ad altri compagni. Gli agenti giurarono di essere stati aggrediti, e lo misero per iscritto nei loro verbali di cattura: furono clamorosamente sbugiardati da fotografi e telecamere che immortalarono l´evento, ed in particolare da un filmato della polizia scientifica che fece chiarezza in maniera imbarazzante. Gli otto no-global erano seduti a terra, le braccia alzate: furono i poliziotti a piombare su di loro. Alessandro Perugini è imputato in un altro procedimento relativo al G8, quello per i soprusi e le violenze ai danni di 209 fermati nella caserma di Bolzaneto: i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno chiesto per il vice-questore, che era il massimo responsabile della polizia all´interno della struttura, tre anni e sei mesi di reclusione.