L`officina dell`anima di Diego Cugia

17 marzo 2008 Inchieste/Giudiziaria

Come per scooter e motorette ci vorrebbe un`officina per gli esseri umani, una bottega alla buona, di fiducia, a prezzi modici, con una dotazione di ricambi semplice e pochi ma utili accessori. Un liquido scongelante per il cuore, innanzitutto, e un olio che ci renda più fluidi e meno ingessati; e poi un filtro all`anima, da sostituirsi un paio di volte l`anno, e pasticche per frenare dagli impulsi troppo arditi e dalle bizze, dai capricci, dai vizi. Ci sarebbero i soliti meccanici che truccano i caratteri, alterano il respiro, lo velocizzano, e marmitte che occultano gli ansimi, oppure mascherano certi brontolii profondi fino a trasformarli in fiati angelici, e il prestigioso meccanico che ti promette, ma non sempre mantiene, `una marcia in più`. Ma gli operai per gli esseri umani, sarebbero una categoria quasi filantropica, una mano santa nei momenti in cui incidentiamo o ci immobilizziamo ai margini della vita, cortocircuitati. `Che cos`ho? Mi guardi, ecco, proprio qui.` `Qui? Tranquillo, cambio un paio di fusibili e lei riparte come nuovo.` Non parlo di psicologi, confessori, imbonitori, guru, e neppure di cardiologi o chirurghi plastici, io vorrei officine d`umanità , meccanici dell`uomo, tecnici della manutenzione della specie, lubrificatori di valori, stili, doveri, impegno, energia e gestualità . Onesti artigiani della civiltà . Questo si può, quest`altro non si può fare. `Non vedo bene, ho le candele sporche`. `Ci penso io, signore, ecco fatto, lei ora ha una vista da 1000 watt!`. Ci potrebbero essere officine altamente specializzate, la `Nontipensopiù` che a dieci euro ti svita il chiodo fisso di un amore fallito, la `Ricominciodazero` che rimette in carreggiata i i licenziati, i protestati, i vinti, perché sono gli olii di scarico i veri appestatori, i brutti ricordi frenano, la memoria è peggio della peste, invece così tutti ricominceremmo di buona lena, dotati di quell`olio dell`inizio che ci faceva sognare destini blu cobalto. Ci manca, inoltre, un mercato delle pulci dei ricordi, una porta portese intendo, dove tu mi presti le tue memorie per un`ora, una settimana, un mese, e io mi disfo dei miei assilli, e di tutte le angosce, le disillusioni, i rimpianti, che a un altro, magari, lo piegheranno in due dalle risate anche perché non sono i suoi, e non ci paga dazio. Si vedrebbero bancarelle `Mille ricordi a mille euro` e il più miserabile dei clochard diventerebbe un pascià  perché i ricchi gli comprerebbero l`anima vecchia, farcita di storie e di fatalità . Che caos si creerebbe! Ogni giorno, volendo, una memoria carica di nuovi ricordi, e speranze fresche, ingenue o idilliache o `perché no?- criminali, e poi tanti progetti (di altri, ma che differenza fa? Non è più divertente dismettere il pesante fardello di diventar notaro, per assumere e perseguire, da un minuto all`altro, il destino di uno sfasciacarrozze?) L`individualità : che pena. Io, io, io, e nessuno è in fondo mai niente. E invece, ecco, dall`oggi al domani si pensa quel che pensava un altro, e si sa che ciò che pensavamo noi fino a venerdì scorso, da lunedì se lo rimuginerà  quel venditore di tappeti o quell`allibratore clandestino, e per lui le passioni, gli odii, i rimpianti nostri diverranno familiari nel preciso momento in cui a noi saranno cari quelli di un altro. E per realizzare tutto questo, semplici meccanici, un po` di fila, con un tagliando di una mezzoretta, un cambio valvole, si rimette in fase l`anima che è tanto più tua quanti più altri contiene. Anche belve si capisce. Stamattina, per esempio, vorrei il cervello di un giaguaro; la sua impeccabile concentrazione, l`immobilità  compressa prima del guizzo che fa sua la preda.