Piero Campagna: "La sentenza un trionfo della giustizia". Repici: "La vicenda faccia riflettere"

Un lungo abbraccio collettivo ed un pianto liberatorio. Così hanno accolto alle 23,30 la sentenza che condannava Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera i sette fratelli di Graziella Campagna e l`avvocato Fabio Repici. Lacrime di gioia sgorgavano soprattutto dagli occhi di Piero Campagna il fratello carabiniere che ha lottato per 23 anni per arrivare a questa sentenza, far riaprire un processo che sembrava chiuso e punire i colpevoli: “E` un giorno importantissimo per noi -dice commosso Piero Campagna- ma soprattutto per la giustizia. Questi giudici hanno dimostrato che la giustizia esiste ancora,che alla fine la verità  viene sempre a galla. Siamo soddisfatti anche se non possiamo dire di essere felici perchè in fondo sono pur sempre trascorsi ventitre anni. Purtroppo Graziella non ci potrà  essere restituita da questa sentenza ma era giusto che i colpevoli pagassero”. Si schermisce Piero quando lo giudicano il principale artefice di queste condanne: “No, per carità . Io sono il fratello di Graziella e non ho mai smesso di cercare la verità  anche quando sembrava tutto perso, anche quando giudici corrotti avevano tentato di insabbiare tutto. Ma ci sono state tante persone che hanno lottato con noi e ci hanno aiutato. Oltre alla mia famiglia vorrei ricordare l`avvocato Fabio Repici che ha sempre creduto nella possibilità  di andare fino in fondo ed arrivare fino ad oggi. Ma adesso non ci vogliamo fermare con queste sentenza. Adesso vogliamo che vengano fuori i mandanti dell`omicidio di mia sorella. Perchè se ci sono stati degli esecutori materiali è chiaro che c`erano anche dei mandanti”. Poi Piero Campagna chiama dal telefono cellulare l`anziana madre rimasta nella sua casa di Saponara ad attendere notizie. Solo poche parole interrotte dal pianto di commozione della donna: “Ce l`abbiamo fatta mamma, hai visto li hanno condannati!”. Poi ripete cinque,dieci, venti volte come una litania la stessa frase: “La pagheranno mamma, la pagheranno”. Vicino a lui il fratello Pasquale continua a stringere mani, a baciare amici e parenti, sconosciuti che vogliono solo complimentarsi: “Oggi non c`è niente da festeggiare perchè a noi la felicità  l`hanno tolta 23 anni fa con la morte di Graziella. Però almeno sappiamo che possiamo ancora avere fiducia nella giustizia. Ci sono giudici seri che sanno fare il loro mestiere con grande onestà . Uccidendo Graziella pensavano di toglierle la voce per sempre e invece adesso lei sta gridando a gran voce la sua richiesta di giustizia. Non c`è paese, regione, città  in cui ci rechiamo in cui non troviamo scuole, asociazioni, istituzioni pronti ad aiutarci ed a sostenerci nel nome di mia sorella. Volevano zittirla e invece hanno ottenuto il risultato opposto. Adesso, anche dopo questa sentenza, saremo ancora qui a lottare per la giustizia e per i diritti civili. Non ci fermeremo solo perchè due persone sono state condannate all`ergastolo. Andremo avanti e daremo il nostro contributo perchè certe cose non accadano mai più. Non si può uccidere così barbaramente una ragazzina di 17 anni e poi cercare di mettere tutto a tacere”. Stremato dalla tensione ma felice per la vittoria professionale Fabio Repici, l`avvocato che da anni assiste la famiglia Campagna avviando una vera e propria crociata in nome della verità : ” Ci abbiamo sempre creduto, io e la famiglia, anche quando tutto sembrava perduto. Quello di oggi non è un mio successo professionale ma il successo della giustizia perchè finalmente si è ristabilità  la verità  dopo anni in cui è stata manomessa in tutti i modi possibili e immaginabili”. La famiglia Campagna lo ha definito l`ottavo fratello di Graziella e lui sorride commosso: “Ne sono onorato ma siamo stati in molti a lavorare in direzione della verità . Sapevamo che c`era un`intera storia da portare a galla in tutti i suoi risvolti ed abbiamo lottato a lungo per farlo. Ma questa vicenda credo che debba far riflettere parecchie persone e soprattutto l`avvocatura messinese”. tempostretto.it