Un Paese imbambolato di Jack Folla

26 marzo 2008 Inchieste/Giudiziaria

Mai campagna elettorale fu più monotona e disperante. I politici pescano nel ricco stagno dei poveri, ormai la maggioranza degli elettori, ma dalle loro canne, vermi esili muovono a stento il capino, come tristi, maltinte puttane a un crocicchio di periferia: l`esca di 400 euro in più all`anno per i pensionati, la riduzione di mezzo punto di tasse, qualche incentivo alle imprese, qualche riguardo ai disabili, e si sciorinano le solite decrepite promesse: onore al merito, caccia agli evasori, adeguare gli stipendi all`aumento dei prezzi. Al di là  della noia asfissiante, il vuoto. È vero che quasi tutti siamo tormentati dalla mancanza di soldi, ma a questa trita pastura chi può abboccare più? Se all`improvviso, da Vespa o a Ballarò, un politico esclamasse `Non è vero che masturbarsi più di tre volte al giorno fa diventare ciechi!` susciterebbe un guizzo di curiosità  maggiore anche fra chi non ha i soldi per bersi un cappuccino al bar. Diversificare le banalità , almeno questo! Anche gli Usa sono in quasi recessione. Eppure ci si incendia sulla questione razziale. Siamo pronti per un presidente di colore? L`America nel mondo farebbe lo stesso ricorso alle armi se alla Casa Bianca ci fosse una donna? Persino Sarkozy, in Francia, ha adombrato la partecipazione alle Olimpiadi vista la poca dimestichezza dei cinesi coi diritti umani. E noi? Zitti. Nessuno s`azzarda a una presa di posizione ardita per timore di non pescare consensi sul fronte avverso. Ci vuole tanto? Possibile che da sinistra (o da destra, è uguale) non si alzi nessuno a dire: `Se andremo noi al governo, l`Italia non parteciperà  alle Olimpiadi di Pechino per protesta contro un Paese che tortura e esegue condanne capitali contro i dissidenti, e che in Tibet sta affogando nel sangue una cultura millenaria.` Ovviamente, sotto un profilo commerciale, questa presa di posizione con la Cina sarebbe suicida. Ma da un punto di vista etico sarebbe encomiabile. Tutto l`Occidente progressista guarderebbe con ammirazione a un esempio di questo genere; e noi, a casa nostra, potremmo schierarci a favore o contro. Una politica alta, vera, è impossibile senza pagare dei prezzi. Ma ci sono diritti che non sono commerciabili. E` un`ingenuità  al mondo d`oggi? Sicuri che proprio nessuno voterebbe quell`ingenuo? E che l`immagine internazionale dell`Italia non ne uscirebbe esaltata e, di conseguenza, il `prodotto Italia`? Un altro argomento autentico da campagna elettorale: l`ingerenza della Chiesa negli affari italiani. È mai possibile che il terrore di perdere l`elettorato cattolico non ci consenta di schierarci da una parte o dall`altra? Niente, né coraggio né fantasia. Guardate invece come si eccitano i politici all`andamento dei sondaggi. Come nei loro grandi occhi fessi un barlume di slancio vitale sfrecci come i fari di una Maserati di notte sull`autostrada. `Abbiamo dieci punti di distacco da loro!` E si beano. Dieci punti in più del Pil non li farebbero altrettanto felici. Capito questo, capito tutto. C`è chi dice, con futile concretezza, che la politica, come la televisione, siano lo specchio del Paese. Ossia noi ci meriteremmo questa viltà  politica e culturale, perché sarebbe lo specchio di ciò che siamo: quel che votiamo, quel che guardiamo. La realtà  credo sia un`altra. Siamo un Paese imbambolato. Imbambolato a dovere da chi non è in grado di guidare i propri figli, figurarsi uno Stato. Imbambolato dal pessimo esempio dei suoi cattivi maestri, la politica e la televisione. Un Paese nelle cui viscere cova una pericolosissima rabbia inesplosa. Se la politica e la cultura continueranno a parlarci solo di soldi (che oltretutto non ci sono) e si dimostreranno incapaci a formalizzare una speranza, impotenti ad affrontare i grandi temi dell`esistenza, quella rabbia sociale esploderà  senza rimedio, l`unico dubbio è quando.