Silvan Berlusconi, mago delle Alitalia di Jack Folla

27 marzo 2008 Inchieste/Giudiziaria

Se io fossi il candidato alla presidenza del consiglio, colui che i sondaggi dicono vincente, e se -putacaso- facessi l`imprenditore, non potrei non sapere che in borsa i titoli salgono o scendono ben prima che una notizia sia conclamata vera o fasulla. Se (per esempio) una compagnia di bandiera tipo Alitalia si trovasse in gravissima difficoltà  e le azioni della compagnia fossero crollate, non potrei ignorare che se io (tanto per dire) dichiarassi `E` pronta una cordata alternativa a Air France, qui e ora, disponibile a impossessarsi dell`Alitalia alla faccia dei francesi` le azioni che un minuto prima erano carta straccia centuplicherebbero il loro valore. Perché l`ho detto io, e come in tutte le dichiarazioni che voglio far apparire il più veritiere possibili, l`ho rilasciata con una mano sul cuore e coinvolgendo i miei figli. Se io fossi quel tipo (per pura ipotesi) qualcuno (si sa la gente com`è fatta, pensa male) potrebbe anche immaginarsi che qualche furbetto del mio quartierino abbia fatto incetta di titoli Alitalia a prezzi stracciati, e dopo le mie reiterate dichiarazioni si trovi in mano una fortuna miliardaria. La stessa cosa, un po` più in grande, accadde nei giorni che precedettero l`11 Settembre con l`attacco kamikaze alle Torri Gemelle. In tutti i mercati finanziari, mani che sapevano, mani `preveggenti`, vendettero quintali di azioni e di fondi `allo scoperto` (cioè senza possederli) perché li avrebbero ricomprati il 12 Settembre a prezzi stracciati per consegnarli a chi, incautamente, aveva comprato quei titoli da loro stessi, e lucrare sull`enorme differenza. Tutto questo si chiama aggiotaggio ed è perseguibile penalmente. Che significa aggiotaggio? Speculare sul crescere o diminuire dei prezzi dei pubblici valori, azioni o merci, valendosi di informazioni riservate o divulgando notizie false o tendenziose per alzare o abbassare le quotazioni, allo scopo di avvantaggiarsi a danno dei comuni risparmiatori. Interessa? Se io fossi il candidato alla presidenza del consiglio (dico così, tanto per chiacchierare) non potrei, né prima, né dopo, ignorare che una mia presa di posizione così certa sull`esistenza di altri compratori della compagnia di bandiera, avrebbe provocato quel che ha provocato: un`immensa rivalutazione del titolo in borsa. Né potrei essere così ingenuo, diciamo pure un uomo ridicolo, a non rendermi conto che (involontariamente, si capisce) potrei aver favorito conoscenti, colleghi politici o amici, i quali, venuti privatamente a conoscenza delle mie future dichiarazioni, potrebbero (puro esempio di scuola) aver fatto incetta di titoli Alitalia quando l`azione crollava perché o la compagnia cadeva nella minestra dei francesi o sarebbe precipitata dalla finestra del fallimento. Inoltre mi ritroverei esposto al pubblico ludibrio in ogni caso, sia che la cordata d`imprenditori interessati ci fosse davvero (come mai non si era fatta avanti prima? Perché si appalesano in campagna elettorale? Che cos`ho, la bacchetta magica? Mi chiamo Silvan Berlusconi?) sia se fosse una balla colossale, un capriccio, una mossa da guitto. In entrambi i casi c`è gente che si è rovinata vendendo titoli Alitalia a prezzi da fame, pur di recuperare qualcosa, e gente che si è arricchita su questi sventurati (il parco buoi, ricordate?) che non fanno parte del salotto del principe. Sì, se io fossi stato il candidato alla presidenza del consiglio avrei taciuto. Se io fossi stato la Procura della Repubblica no.