La coscienza e l`odio di Diego Cugia

4 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Quando questo sito tace, qualcuno affettuosamente si allarma, si alambicca su dove mi sia cacciato, suppone che sia sbigottito -in questo caso- dalla straripante vittoria della Destra o che, nei miei incubi notturni, mi appaia il signor Alemanno nelle sbuffanti sembianze di un drago nero a tre teste. A tutti questi invisibili amici che mi scrivono anche privatamente sono molto grato, e non immaginate quanto. Sento di dover loro una spiegazione, che proverò a formulare con schietta semplicità . A me non piace essere malinconico, sia perché di natura sono un combattente, sia perché non ritengo giusto contaminare il prossimo coi miei malumori; al contrario, penso che chi faccia questo mestiere abbia il dovere di indagarsi, con tutta la spietatezza necessaria, non per lavare i propri `panni sporchi` in pubblico, ma per aiutare chi lo legge a elaborare il proprio indistinto, a volte confuso malessere, in nuova forza vitale. Contraddirmi, in genere, non mi turba, perché continuo a ritenere il dubbio un ottimo maestro. Ma tendo a frenarmi e a tacere quando sento prevalere in me lo sfogo, sin troppo intimo, sul ragionamento, e mi taccio. Inoltre ho la netta sensazione che nel nostro Paese stia serpeggiando un maledetto vizio, quello di parlar male di tutti e di chiunque, e che la televisione e i giornali siano diventati volani dell`odio. Non c`è giorno che dai telegiornali o da `Striscia la notizia`, dalle `Iene` a `Porta a porta`, dalle colonne di `Repubblica` o dalla `Padania` si denunzino delitti e misfatti, amministrativi e penali, e ci si eserciti, a volte, in linciaggi, in cui Bande di Noi accusano Bande di Loro, a seconda dell`opportunità  o della convenienza del momento. Sere fa, per esempio, seguivo il programma di Santoro che rendeva partecipe la platea televisiva di quel che Beppe Grillo va gridando ultimamente nelle piazze. Apro, come si dice con un luogo comune, `una parentesi`. Ho ricevuto molte e-mail di lettori che si chiedono, con giusta perplessità , perché mai un Jack Folla dovrebbe criticare Grillo. La colpa è mia, spesso dò per acquisito e scontato quel che non lo è affatto. Condivido quasi tutte le denunce di Grillo; come non potrei? Molte di esse sono scritte nei tre libri di `Alcatraz`. Inoltre trovo del tutto irrilevante che Grillo dichiari 4 milioni di euro. Non pagasse le tasse capirei, ma fa il suo dovere, e questo andazzo di tacciare d`incongruenza un uomo ricco, perché si schiera con la povera gente, a me sembra una colpevole scemenza, frutto d`invidia e stop. Le mie perplessità  su Grillo non concernono quasi per nulla le sue sacrosante denunce. Posso personalmente non condividere quelle su Veronesi o sul presidente della Repubblica, ma invece di scaldarsi e tromboneggiare su queste ultime, come fa il presidente della Rai, mi scandalizza assai che su tutte le altre denunce, sacrosante, si taccia e la Rai non dia loro la risonanza che meritano. Per quanto riguarda Grillo, dicevo, sono semmai perplesso sui toni da demiurgo, su quello `sfanculeggiare` ritmato con cui la piazza, abilmente orchestrata, liquida in un calderone maleodorante politica e giornalismo tutto, che non mi sembra troppo dissimile dai `Viva il Duce` che scandivano le adunate di Piazza Venezia. Grillo è un uomo molto intelligente e non può non sapere quel che sta facendo; suppongo ritenga che la manipolazione del malcontento generale, e i vaffanculi a comando, siano il prezzo da pagare per creare ascolto mediatico su argomenti decisivi, sui suoi cavalli di battaglia, che sono anche i nostri, primo fra tutti il servilismo e la commistione fra stampa e potere in Italia. Chiusa parentesi, e tornando all`odio, di cui la TV trasuda, trovo che questa stia rendendo un pessimo servizio agli italiani, nel senso che persino trasmissioni come `Report`, nobili quanto ignobili sono i disservizi e le camorrie che le sue inchieste scoperchiano, rischiano di alimentare lo smarrimento e la rabbia. Voglio dire che, spenta la televisione, e presa coscienza del disastro morale in cui versiamo, te ne vai a letto con la nefasta certezza che poco o nulla cambierà . Una sensazione quasi pari a quella che ti resta appiccicata dai varietà , dai grandi fratelli, da tutta o quasi la televisione generalista: un pericoloso `nulla`. Tornando a questo minuscolo sito e alle ragioni di certi silenzi, lo riassumo in tre parole: un caso di coscienza. C`è un chiasso mediatico fortissimo e un altrettanto fortissimo odio, quel che mi sembra manchi quasi del tutto è proprio lei: la coscienza. E se invece di Alemanno fosse ritornato sindaco Rutelli, se invece del Calderoli o del Berlusca avesse vinto Veltroni, in quanto a coscienza -temo- saremmo rimasti a secco comunque. Perché in Italia si vince sempre `contro` qualcuno o qualcosa, mai `per`. E così stiamo perdendo tutti. Perderà  chi ha votato Forza Italia o Lega che agitavano lo spauracchio dell`insicurezza, così come ha perso chi ha votato una Sinistra che si liscia un po` troppo i suoi parterre cinematografici e trascura con pari snobismo gli impauriti umori della povera gente. Di più: Destra o Sinistra sono parole vuote che non parlano più al cuore e non soddisfano un bel niente. È fuor di dubbio drammatico che quasi un quarto dei nostri parlamentari abbia problemi con la giustizia, anche di mafia. Non so come spiegare ai miei figli che per il futuro presidente del consiglio, Mangano sia un eroe. Ma più atroce di ogni altra considerazione, più o meno di parte (e sappiamo bene quanto siano trasversali queste `parti`) è che il nostro Paese abbia del tutto smarrito la coscienza, e noi con lui. Ecco, questo è un delitto di Stato, in confronto al quale Ustica o il sequestro Moro, Tangentopoli o la strage dell`Italicus, la santificazione di un mafioso come Mangano e la parallela scomparsa della Sinistra dal Parlamento, sono solo momenti bui della Storia. In Italia ormai siamo nella non-Storia e viviamo in uno stato d`incoscienza perenne, intervallato da grida di odio abilmente alimentate per spingerci a parteggiare o di qua o di là . Ecco perché si ha bisogno di un poco di silenzio, a volte. Credo sia ormai un`emergenza collettiva chiedersi chi siamo e dove stiamo andando. Perché non ci sentiamo più parte di un bel nulla, ma mere comparse di un confuso pasticcio in cui prevalgono le ragioni della prepotenza, del potere, del denaro. Abbiamo bisogno di coscienza e conoscenza, e la radio, la televisione, i giornali, invece di accelerare lo smarrimento generale, dovrebbero ospitare questa diffusa coscienza smarrita, -tacitandosi di tante stupidaggini e scempiezze che servono solo ad alimentare il fuoco dell`acredine-, perché deresponsabilizzarsi in questo modo non solo è colpevolmente sciocco ma anche suicida. E l`Italia ormai è un continuo di `muoia Sansone e tutti i filistei`. Questa precipitazione non può durare all`infinito. A me, com`è successo l`altra sera, mi ha ferito inutilmente e di più Vittorio Sgarbi che dava del `pezzo di merda` a Travaglio, di Beppe Grillo che accusava il presidente Napolitano di essere un sonnacchioso Morfeo. Non mi è piaciuto granché neanche questo, ma si trattava di una critica politica, e abbiamo il diritto di conoscere anche questa opinione, condivisa fra l`altro da decine di migliaia di persone, mentre l`altro era un insulto e basta, e non offendeva soltanto Travaglio, ma tutti. Di esempi mediocri come questo ne abbiamo piene le ceste. È la totale carenza di altri esempi che disorienta e sgomenta. In questo Paese siamo diventati tutti mostri? Non credo. Credo che esistano ancora italiani che abbiano a cuore gli altri e il destino comune, non solo le proprie tasche e la propria ineffabile vanità . Ma non potranno emergere mai (se non come isolati demiurghi, con tutti i pericoli, anche di mitizzazione, che ciò comporta) senza un esame di coscienza che ci faccia ren

dere conto, innanzitutto, di quanto l`abbiamo smarrita. Tutto quel poco che so, l`ho appreso dal mettermi in dubbio e nel silenzio. Ecco perché ogni tanto taccio. Sto cercando di fare un po` di pulizia, tutto qui. Non mi basta sapere che ci troviamo in un bel guaio, questa ormai non è più una notizia. Mi sembra sia giunta l`ora di capire come uscirne, con responsabile coscienza e insieme.