Ue, giornalisti nel mirino: "Allarme libertà  di stampa"

4 maggio 2008 Mondo News

Non è solo una tragedia dei paesi in guerra, non è solo un dramma che riguardi i regimi dittatoriali. Anche l´Europa democratica ha i suoi giornalisti in prima linea, reporter in pericolo, minacciati perché mettono il naso in affari troppo delicati, costretti a vivere sotto scorta. Intimidazioni, aggressioni, tentati omicidi, minacce alle famiglie: nella giornata internazionale per la libertà  di stampa, Reporter senza Frontiere lancia per la prima volta l´allarme sul rischio di informare nell´Unione Europea, con un rapporto dettagliato che enumera, uno ad uno, i casi di giornalisti in pericolo: dal Paese Basco all´Ulster, dalla Francia alla Danimarca, da Cipro all´Ungheria e alla Repubblica Ceca. Ma un capitolo molto corposo è dedicato anche all´Italia, dove la minaccia si chiama mafia, camorra, n´drangheta, Sacra Corona Unita. Rsf ricorda tra gli altri il caso di Lirio Abbate, corrispondente dell´Ansa da Palermo, definendolo come «il più emblematico di questa situazione»: il tentato omicidio del 2 settembre 2007, quando due uomini cercarono di sabotare la sua auto, l´arresto di altre due persone che si preparavano a compiere un attentato contro di lui, le minacce pronunciate da Leoluca Bagarella durante un processo. «Non voglio andarmene dalla Sicilia, ma è possibile che mi veda obbligato a farlo», confessa Abbate. Il rapporto di Rsf denuncia anche i casi di Roberto Saviano, costretto a vivere sotto scorta dal momento della pubblicazione di “Gomorra”, e di Nino Amadore, autore del libro sulla mafia “La zona grigia”. Una situazione che preoccupa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri ha reso omaggio «a quanti hanno sacrificato la vita per onorare la professione giornalistica e i suoi valori, dando testimonianza di coraggio personale, impegno civile e dedizione ai princìpi costituzionali di democrazia e libertà ». Sul fronte spagnolo, la minaccia viene come sempre dall´Eta: dopo la rottura dell´ultima tregua, più di quaranta giornalisti sono stati costretti a fare ricorso nuovamente alla scorta. In Francia, il pericolo è soprattutto nelle banlieues: dallo scoppio della rivolta del novembre 2005, sono decine i fotografi, cameraman e reporter aggrediti. Continuano le minacce di morte anche nell´Ulster, nonostante il processo di pace. Nella giornata internazionale per la Libertà  di stampa la Press Emblem Campaign (Pec) ha denunciato che nel mondo 28 reporter hanno già  pero la vita solo dall´inizio dell´anno in 17 Paesi e il segretario generale dell´Onu Ban Ki Moon ha ricordato che «una stampa libera e indipendente è uno dei fondamenti della pace e della democrazia». Colpire la libertà  di stampa, secondo il numero uno del Palazzo di Vetro, vuol dire «attaccare il diritto internazionale, l´umanità , la libertà , e tutto ciò che le Nazioni Unite difendono».