MESSINA E LA CRISI NEL PRC: L`OBBLIGO MORALE DI DIRE NO… di Davide Scimone

6 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Sento l`obbligo morale di scrivere quello che segue, per cercare di spiegare la grande sofferenza che in questi giorni ho provato. Raccontare, o almeno provare a farlo, quello che come me, credo tanti stiano provando in questo particolare momento politico. La mia non vuole essere un`analisi del voto (l`ennesima), ma un resoconto di quello che si prova a non trovare rappresentanti che siano “rappresentativi” di ciò in cui si crede. Lo dico a voi, perché voi siete i vertici del mio partito. Voi siete coloro i quali decidono o si adeguano, indirizzando noi tutti verso uno o l`altro percorso politico. Voi siete stati nel 2005 il partito che appoggiò il candidato del centro sinistra Genovese. Noi vi abbiamo seguito. Voi siete entrati in giunta ed in consiglio Comunale. Voi oggi, attraverso Alfredo Crupi, fate sapere che grazie all`appoggio di Rifondazione “il Comune ha assunto un ruolo attivo (…) in numerose vertenze lavorative (…) Birra Messina e la vertenza dei precari dello stretto. (…) ottenuto risorse per la stabilizzazione dei lavoratori LSU, (…) la campagna per l`acqua pubblica (…) nel complesso abbiamo aiutato l`amministrazione a raggiungere risultati positivi per la città  e come partito abbiamo costruito relazioni importanti con soggetti sociali (…) e possiamo accreditarci conquiste di grande rilievo nella tutela delle fasce deboli.” Voi, insomma, per la prima volta al governo della città , avete fatto bene o comunque siete riusciti a lavorare ottenendo qualche risultato opponendo sul tavolo delle forze solo quell`1,78% di preferenze date dagli elettori. Lo scrive abbiamo detto un vostro dirigente. O forse questo vale per rispondere all`ex Urso, e non per il resto? Certo, Crupi dice anche che si era aperta una crisi con Genovese e sarebbe servita una verifica, ma cadendo la giunta tutto veniva rimandato. Poi arriva l`esperienza della Sinistra L`Arcobaleno. Voi decidete di aderire alla grande coalizione rossa. Noi vi abbiamo seguito. I due anni di governo Prodi, con Bertinotti che non solo vota l`indulto, la missione militare di pace e la difesa di Mastella, ma interviene festante ad ogni iniziativa politica di Berlusconi, hanno deluso tanto però. Gli elettori di sinistra sono molto critici, non dimenticano e puniscono. Poi la nascita del PD che come un treno sembra correre risucchiando tutto nel suo vortice. Le anime della sinistra vengono scosse violentemente come un terremoto. L`Arcobaleno corre da sola (tranne in Sicilia ed a Roma). Non per sua scelta ma per volontà  di Veltroni e D`Alema. Arrivano le elezioni. Arriva la sconfitta. Noi Vi abbiamo seguito. Ora ci sono le amministrative. Rifondazione Comunista a livello regionale chiede alle federazioni provinciali di tentare ove possibile un dialogo con il PD. Poi si vedrà Ã¢â‚¬Â¦ Insomma, si tratta di parlare con Genovese e chiedere conferma se le linee che spinsero Rifondazione ad appoggiarlo nel 2005 restano immutate. Questo era un atto dovuto. Poi si sarebbe deciso cosa fare. Voi però non siete d`accordo. Voi, vi sentite sconfitti dalle vostre scelte. Voi, in un rigurgito di coerenza, negate ogni possibile dialogo. Voi che siete la direzione del Circolo Peppino Impastato. Voi che siete stati nominati ormai tanto tempo fa. Voi che in quanto a lungimiranza politica, visti i risultati, non siete certo stati `impeccabili`. Voi oggi decidete comunque, che non si parla con nessuno. Noi andiamo da soli, con il nostro candidato sindaco ed il nostro candidato presidente della provincia. L`onda positiva del centro destra rischia di investire anche la nostra città . Buzzanca potrebbe vincere. Con lui tutti i sostenitori del Ponte. Nessuno vi aveva chiesto di sposare la linea politica lieve del PD. Nessuno voleva tentare di confondere le cose. Volevamo tentare di ritornare a fare tutto quello che di buono era stato fatto. Farlo meglio. Resistere all`interno delle Istituzioni e degli Enti Locali per fare `cose di sinistra`, seguendo l`esempio del Consigliere Provinciale di Rifondazione, che ha dato visibilità  politica, autonomia economica, conducendo battaglie dal suo piccolo avamposto. Non farci terrorizzare dal voto utile a causa di un fascista che cerca di salire sulla poltrona più importante della città . Tornare ad essere utili. Non piegarsi alla politica degli altri, ma fare la nostra politica con gli altri. Certo mi direte che tutto questo ci sarebbe stato negato… ma esistono le dimissioni ed i comunicati stampa, come “istituti” della politica. Siete tutte persone perbene nel senso più alto del termine. Siete compagni che hanno fatto mille battaglie. Ne state affrontando un`altra. Lo avete deciso Voi. “Meglio perdere con dignità  che perdere senza”. Non era questa la scelta che si poneva oggi. Oggi, si trattava di tornare, se volete più critici, all`interno del governo della città , tentando di mitigare le scelte a volte brusche di una coalizione troppo moderata e forse troppa coinvolta negli interessi economici della città . Quando anche l`unico consigliere (quello provinciale) ancora in carica decadrà , il circolo Peppino Impastato di Messina, rischierà  per ovvi motivi di scomparire. Io di certo continuerò a sostenervi con il mio misero apporto dato con il tesseramento, ma sarà  troppo poco. Qualcuno ha sostenuto che Rifondazione non è un movimento, perché per essere tale deve muoversi, oggi mi sembra voglia fermarsi. Fermarsi in una posizione sorda. Non tentare di ascoltare la base, la gente, gli elettori. Ai conflitti di sempre, oggi se ne aggiungono altri che spesso vengono ignorati da noi tutti. In un clima di grande cambiamento, in cui lo scontro diviene sempre più verticale, opponendo i governati ai governanti, e sempre meno si contrappongono gruppi o classi di governati tra loro. Non fraintendetemi, non dico che non esiste più la disuguaglianza tra le classi sociali, ma sempre di più, quello che catalizza l`attenzione dei cittadini è il rapporto diseguale tra chi ci governa (la casta, gli eterni impuniti) e chi subisce questi affronti. La sicurezza, l`ordinamento giudiziario che regala l`impunità  ai politici, imprenditori e mafiosi, l`uso del potere politico per l`arricchimento personale e la realizzazione del clientelismo e delle sudditanze. Queste battaglie agli occhi degli Italiani appartengono ormai ad altri. I temi forti del precariato, del femminismo e della solidarietà  sappiamo tutti essere basilari per riconvertire il nostro paese verso la civiltà . Ma non basta. Gli operai delle fabbriche non ci votano più. Delusi, traditi, non si riconoscono più in noi. Sono preoccupati per gli extracomunitari che gli imbruttiscono il quartiere-ghetto in cui vivono, si incazzano per i privilegi dei parlamentari e votano Lega. Ma tornando a Noi, nella nostra città  gli operai delle fabbriche non ci sono mai stati. Gli edili se è il caso votano UDC. A Messina ci sono le commesse che vengono costrette a lavorare a costo zero la domenica perché si è deciso di tenere i negozi aperti. Ci sono gli impiegati che lavorano dodici ore per 300 euro. Ci sono gli operai stabili e gli impiegati pubblici che votano per chi gli può sistemare il figlio. Una città  la nostra, da sempre di centro-destra e da sempre senza ideali. Non pensate che voglia portare Rifondazione verso il becero qualunquismo di centro. Assolutamente no! Oggi per le strade ci sono i grillini che si sentono gli unici che possono fare le battaglie che una volta facevano i Comunisti. Oggi della legalità  si occupano meglio Di Pietro, Grillo e Travaglio. Noi abbiamo lasciato troppi spazi. Basti pensare all`Italia dei Valori, che pur essendo stata al governo, è riuscita a raddoppiare i suoi consensi. Alla base vi è senz`altro un comportamento critico nei confronti di alcune scelte del governo. C`erano dentro ma non troppo. Il PD è sicuramente nella sua origine un tentativo di speculare sui mutamenti degli elettori. Il progetto politico di D`Alema e Fassino per sdoganarsi dopo le mosse false e criminali degli ultimi anni.
Questa mia, non è ovviamente un tentativo quindi di difendere l`operato e le intenzioni del Partito Democratico. E` la voglia di esprimere un parere, del tutto personale, sulle vostre decisioni. Il Pd è indifendibile per mille motivi, (più di tutti, i suoi vertici, perché rappresentati dai vecchi uomini ormai legati da mille fili al potere che ha devastato il nostro paese messi dentro una confezione nuova) ma oggi, la scelta di Rifondazione a Messina per me lo è in egual misura. L`opportunità , ripeto, di fare qualcosa di utile in questa città , doveva essere una prerogativa di questo partito. Era funzionale prima di tutto per i cittadini. Esserci (dentro le Istituzioni) quando inizieranno ad espropriare le aree per la costruzione del ponte. Esserci (dentro le Istituzioni) quando sarebbe stato necessario mediare le esigenze dei gruppi forti di potere locale con quelle delle fasce deboli. In buona sostanza lottare come solo noi sapremmo fare. Una lotta che è la normale aspettativa data dalla circostanza della presenza del PRC in giunta. Non è smania di esercizio di potere. Chi scrive è un “tiratore d`acqua” che non ambisce ad alcun ruolo. Ma fare politica credo voglia dire tentare secondo le proprie idee di cambiare qualcosa. Non occupare una poltrona come segno di potere. Scomparire con la medaglia da coerenti non è utile per la nostra città . Non è utile per i cittadini che potranno certo rimpiangerci ma come spesso accade ciò che si rimpiange non torna. Si trattava solo di provarci. Solo tentare, ove possibile, di dialogare. Non chiudersi a priori perché noi siamo i depositari della verità  assoluta. Ritirarsi perché non siamo riusciti a farci capire dagli elettori. Issare barriere a difesa della nostra integrità  morale. Entrare di nuovo nel governo della città  poteva essere fonte di tentazioni poco comuniste? Potevamo rischiare di restare invischiati nei loschi traffici? Fuggire da ogni possibilità  di macchiarci di consociativismo? Scappare per non rischiare? Non è da noi. Non è da comunisti non tentare di fare resistenza. Con quale fine poi. Non sentirsi rimproverati da nessuno per aver tradito. Io credo che la storia che ha segnato il nostro partito sia fatta di molte lotte e non di egoistiche ritirate. Lo testimoniano i caduti per la liberazione dal fascismo e gli operai morti manifestando in piazza così come chi ha pagato con la vita l`aver sbeffeggiato la mafia. Quando in un campetto in terra si corre dietro ad un pallone per segnare, lo sanno tutti che c`è il rischio di cadere, sporcarsi e farsi male, ma si gioca lo stesso. Concludo dicendo che non condivido la vostra scelta di correre da soli in questo dato momento storico che attraversa la città . Non avete voluto giocare per paura di cadere. Io voglio provare a giocare, cadere e rialzarmi, sudare e lottare. Mi sento nel cuore sempre un “comunista”, ma sento l`esigenza di seguire una normale evoluzione. Sarebbe facile sostenere, magari con qualche citazione, che le scelte impopolari sono poi le più giuste, ma restare fuori a guardare lo sfacelo è assai più conveniente di provare a stare dentro per tentare di arginarlo. E` un momento di transizione al quale nessuno era preparato. Non si tratta di moderazione ma di accoglimento di nuove lotte e nuove sfide. Probabilmente, se la vostra Direzione non muterà  la linea adottata, mi ritroverò a correre altrove come indipendente di sinistra. Correre e cadere, rialzarmi e continuare a correre. Che gioia mi avrebbe dato farlo con il mio simbolo… Nel PD e nel PRC credo che il problema fondamentale sia rappresentato dai vertici. Resterò se vorrete ancora un vostro iscritto, perché posso non condividere una scelta di questo momento, (limitata quindi a questo e solo a questo avvenimento) ma certo mi sento un uomo di Rifondazione. Per il resto concordo con chi riterrà  che questo mio allontanamento non sarà  una grave perdita, ma sono certo che tutto ciò è sintomatico di una insofferenza generalizzata, che dovrà  fare riflettere i vertici di Rifondazione Comunista a Messina.

Emanuele Scimone