LA LOBBY DEL PONTE RIAFFILA I COLTELLI

12 maggio 2008 Mondo News

Tornano le polemiche per il progetto del ponte sullo stretto di Messina. Dopo l`annuncio dell`ex ministro dell`Ambiente Altero Matteoli, ora al dicastero delle Infrastrutture e trasporti, sul mantenimento dell`impegno per la realizzazione dell`opera, le associazioni ambientaliste ribadiscono il loro no. “Il ponte sullo stretto si farà  perché prima di tutto è un impegno preso con gli elettori“, dice Matteoli; e ricorda ciò che disse Berlusconi in campagna elettorale: se avesse vinto il centrodestra si tornava al ponte. “Il primo compito che hanno i ministri – aggiunge il ministro – è di rispettare gli impegni”. Per Matteoli non serve nemmeno un`ampia consultazione sul progetto perché “il referendum è stato già  fatto: si è votato per le Politiche su un programma. Più referendum delle elezioni…”. Le reazioni delle associazioni non si sono fatte attendere: a cominciare con Legambiente: “Per modernizzare il sistema dei trasporti siciliano, opera assolutamente indispensabile – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – non serve il ponte sullo Stretto. Anzi”. E aggiunge: “I costi altissimi del ponte assorbiranno tutte le risorse che sarebbe, invece, indispensabile utilizzare per affrontare la vera emergenza trasporti dell`intero Paese: la mobilità  urbana, il pendolarismo e l`ammodernamento delle linee ferroviarie del Sud. “Con l`avvio dei lavori del ponte sullo Stretto – aggiunge Cogliati Dezza – oltre allo stravolgimento ambientale che l`opera comporterebbe, vediamo purtroppo profilarsi all`orizzonte un grande regalo alle mafie”. Alle preoccupazioni di Legambiente si aggiungono quelle del Wwf e del ministro ombra del Pd per l`Ambiente Ermete Realacci: “Non sono mutate le condizioni rispetto alla nostra opposizione al progetto di ponte sullo stretto Messina – ha ribadito il direttore generale del Wwf Michele Candotti. “Per noi – ha aggiunto – non è con queste grandi opere che si risollevano le sorti del Paese”. E Realacci incalza: Il ponte “non è una priorità  per quell`area ed è uno sperpero di denato pubblico. Ciò che viene riferito sul project financing non risponde al vero – aggiunge. Per quel progetto serve una enorme quantità  di fondi pubblici che sarebbe meglio impiegare per potenziare le reti di trasporti siciliane e calabresi che ancora non sono all`altezza di un paese moderno”.

Ponte sullo Stretto, 5 anni di tira e molla

2002 – il decreto di Berlusconi. Nel 2002 la società  Stretto di Messina riprende in mano il progetto preliminare predisposto nel 1992. All`inizio del 2003 il cda della società  approva un nuovo progetto corredato di studio di impatto ambientale. In aprile il governo vara il decreto per la realizzazione dell`opera. A giugno arriva anche il via libera del ministero dell`Ambiente. Il primo agosto il Cipe approva il progetto preliminare.

2004/2005 – Impregilo vince la gara. Nella primavera 2004 viene approvato il bando di gara per la scelta del general contractor. Nell`ottobre del 2005 la Commissione aggiudicatrice dichiara la vittoria del raggruppamento guidato da Impregilo. Il contratto viene siglato il 27 marzo. Prima di aprire i cantieri, Impregilo deve presentare il progetto definitivo (che deve essere approvato da Cipe e Stretto di Messina) e quello esecutivo. I tempi previsti dall`impresa per i due progetti sono di 10 mesi al netto dell`iter autorizzativo, a partire dalla firma del contratto. Per la realizzazione dell`opera ci vorranno altri 5 anni, fino al 2012.

2006 – L`Unione accantona il Ponte. Nel programma dell`Unione il Ponte sullo Stretto non è fra le priorità  e nel maggio 2006, di fronte al Senato per chiedere la fiducia al programma, il premier non fa una parola sul ponte dicendo però che saranno privilegiati gli interventi “in una logica di sistema integrato” piuttosto che le “singole grandi opere”. Il decreto fiscale sulle infrastrutture stabilisce che circa 50 milioni destinati alla costruzione del ponte sullo Stretto saranno destinati per il 70% alla realizzazione di strade in Sicilia, per il 30% alla Calabria.

2007 – La Camera approva una risoluczione contraria. I deputati, l`11 ottobre scorso, approvano la risoluzione secondo cui il ponte sullo Stretto di Messina non si farà . Contrari ad oltranza Verdi e Prc ma votano anche quelli che, pur favorevoli o almeno disponibili, hanno ritenuto che si debba dare priorità  ad altre opere. Proteste dall`opposizione.

2007 – Soppressa la Stretto di Messina Spa. La decisione viene presa dalla commissione Bilancio del Senato sulla base di un emendamento del relatore al decreto fiscale che accompagna la Finanziaria 2008.

Maggio 2008 – Matteoli riapre al Ponte. Ennesimo dietrofront con il neoministro delle Infrastrutture, Matteoli, che annuncia che l`opera si farà  e i lavori partiranno entro il 2009: “Berlusconi in campagna elettorale ha detto che se avesse vinto il centrodestra si tornava al ponte. Il primo compito che hanno i ministri è di rispettare gli impegni”. lanuovaecologia.it