Alemanno incontra il poeta Ferlinghetti: l`anima del `68 uccisa dal marxismo

16 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

“Benvenuto a Lawrence Ferlinghetti, monumento della poesia contemporanea, il cui ritorno a Roma coincide col quarantennale del `68, di cui la cultura beat e` stata anticipatrice”, e` il saluto del sindaco Gianni Alemanno al poeta americano in Campidoglio, cui la citta` rende omaggio in questi giorni. Ma e` anche l`occasione per parlare appunto di quaranta anni fa, periodo “su cui bisogna essere capaci di una lettura complessa, oggi che i suoi risultati sono generalmente giudicati negativi”. Alemanno spiega di aver personalmente trovato risposte a quelle critiche e istanze nella Chiesa cattolica, facendo riferimento, “alla rivolta dei beat contro il consumismo e le realta` esistenziali materialiste”. Sono valori che il sindaco dice di trovare “anche in Pier Paolo Pasolini, poeta che amo molto come Ferlinghetti, e nei versi dei beat, che sono stati sempre letti anche da destra, come matrice di quell`anima del `68 che e` stata, secondo me, uccisa dal marxismo”, e sottolinea come ci siano “critiche a quegli aspetti del nostro mondo su cui si incontrano sensibilita` trasversali, nell`intento di preservare la particolarita` e singolarita` dell`individuo dall`omologazione universale”. In questo discorso Alemanno fa anche riferimento a Ezra Pound come “punto di riferimento dei beat, proprio per quella sua rivolta contro modelli privi di spiritualita` in nome dell`originalita` dell`essere umano”. Il discorso nasce anche come replica alla confessione d`amore per Pasolini e le sue radici marxiste, fatta da Ferlinghetti poco prima. Ora il poeta, 89 anni compiuti a marzo, sorride e ringrazia per una medaglia che il sindaco gli regala, ricordo di Roma. Dopo dice di essere “sorpreso per le tante cose che abbiamo scoperto di avere in comune. Solo mi ha lasciato perplesso il riferimento acritico del sindaco a Pound perche`, essendo io di origini ebree, sefardite, ci sono aspetti delle idee e la vita di Pound che trovo molto discutibili”. La conferenza stampa per l`omaggio del Teatro di Roma a Ferlinghetti va avanti. Il poeta parla delle sue passioni e conclude dicendo di sentirsi oggi “zapatista“, precisando, a chi gli chiede spiegazioni, di far riferimento al rivoluzionario messicano Emiliano Zapata (1879-1919) e non al leader spagnolo Zapatero, “di cui non so quasi nulla”. “Meglio, non si e` perso niente”, e` il commento sottovoce di Alemanno.