IL REPORTAGE CHE FARA` DISCUTERE: LA TRUFFA CORRE SULLO STRETTO DI MESSINA

16 maggio 2008 Inchieste/Giudiziaria

Una pioggia di 12 milioni di euro in pochi giorni, quando già  si annusava il vento delle elezioni politiche nazionali e regionali siciliane. Sotto forma di assegni personali. A tante donne di famiglie con basso reddito. Motivo? Per aiutare coloro che hanno bisogno, naturalmente. Con una pennellata teorica da nouveau économiste: quei soldi avrebbero innescato il circuito virtuoso dell`innalzamento dei consumi che danno ossigeno al mercato. I 12milioni sono dell`Unione europea. Tanti per questa elemosina da sottogoverno in vista delle elezioni. Ma una briciola in termini relativi, se si pensa che nel periodo 2000-2006, da Bruxelles alla Sicilia c`è stato un fiume finanziario di oltre 8 miliardi: fondi per l`agricoltura, per l`industria, per la pesca, quelli per il sociale, per il lavoro, per la formazione. Una politica generosa, quella dell`Ue, che distribuisce fondi a tutte le regioni dei paesi che fanno parte della grande nazione Europa per colmare le differenze nel reddito e nello sviluppo. La Sicilia e la Calabria in Italia (quest`ultima ha usufruito di oltre 4 miliardi), come l`Andalusia in Spagna o il Peloponneso in Grecia o la Beira in Portogallo, godono di un`attenzione particolare. In gergo si chiamano regioni `obiettivo 1`, una formula politica che si traduce in maggiore generosità  per fare sì che il divario economico intereuropeo possa ridursi a livelli accettabili. Purtroppo, è ormai una costante accertata che Sicilia e Calabria si segnalano per un numero cinque volte superiore di frodi e irregolarità  alla media italiana: se in tutte le nostre regioni che ricevono finanziamenti la percentuale è dello 0,28 per cento dei fondi, in Sicilia e Calabria l`uso criminoso dei fondi è arrivato all`1 virgola 10 per cento. Nel periodo 2000-2006, e solo per la quota di fondi Rop (programmi operativi regionali), in Sicilia sono state commesse frodi per 34 milioni e 695 mila euro e irregolarità  contabili e amministrative per 11 milioni e 547 mila euro e in Calabria frodi per 15 milioni e 744 mila euro e irregolarità  varie per 18 milioni e 508 mila euro. “Gli Stati membri devono assumersi la piena responsabilità  di rinforzare i controlli e di essere più disponibili a collaborare con i partner, come per esempio le direzioni generali che sovrintendono ai fondi strutturali”, ha raccomandato l`Olaf, l`agenzia che si occupa delle frodi comunitarie in un dossier preparato per la commissione controllo bilancio del Parlamento europeo. Forti di questo dossier e di altri due studi specifici sulla situazione in Calabria e in Sicilia, 11 deputati europei guidati dal britannico Bill Newton-Dunn (due ungheresi, due olandesi, un francese, un belga, quattro italiani) hanno visitato le due regioni italiane dal 27 al 30 aprile. Certo, come in tutte le cose annunciate e preparate, di sorprese ce ne sono state poche. E non poteva essere diversamente, visto che l`appena insediato nuovo presidente della Regione Sicilia, Salvatore Lombardo (ora ex eurodeputato) ha accolto i colleghi e li ha arringati sullo sviluppo dell`isola tornando a magnificare il ponte sullo Stretto come risoluzione dei problemi infrastrutturali. Poi, è andato via, impedendo un minimo di colloquio. La visita degli auditor Ue ha comunque offerto una fotografia delle distorsioni. La storia dei 12 milioni di euro distribuiti a pioggia da un`agenzia che appartiene alla Regione siciliana è venuta fuori. Ed ha lasciato di stucco la maggior parte dei deputati la non risposta venuta dai rappresentanti della Regione chiamati a testimoniare in un salone di Villa Whitaker, dove gli organizzatori hanno pensato bene di mettere gli interrogati su un palco e la commissione in basso nella platea per sottolineare dove fosse il potere reale. Così, all`eurodeputato olandese Ian Mulder, che chiedeva quando ci sarebbe stata una nuova elargizione di fondi regionali per stimolare il circuito virtuoso consumi-produzione, è venuto un silenzio assai imbarazzato. Alle altre domande i cinque testimoni responsabili delle diverse agenzie regionali hanno offerto in risposta un panorama complessivamente positivo, sottolineando, come ha fatto il dirigente del Dipartimento formazione professionale, che “tutti i progetti e tutte le spese vengono controllate non a campione, ma singolarmente per ogni progetto”. Nei dossier degli eurodeputati – quegli ufficiali e quelli compilati raccogliendo notizie di fonti diverse – si possono leggere fatti meno tranquillizzanti. C`è stato il sindaco di Capo D`Orlando che è stato messo dai magistrati alla testa di un`organizzazione che chiedeva – e otteneva – fondi agricoli Ue di sostegno alla produzione di aranci sulla base di mappe catastali vere e contratti d`affitto fasulli per far risultare aranceti laddove c`erano altre colture. C`è stato un gruppo di trapanesi che, con la complicità  di alcuni bresciani che fornivano fatture false, facevano risultare investimenti nella viticoltura mai fatti: il raggiro è stato scoperto solo perché uno dei truffatori spendeva 30-40 mila euro a settimana dei fondi Ue giocando alle slot machine. C`è anche la storia portata a Bruxelles da un europarlamentare di Rifondazione comunista, Giusto Catania, che ha rivelato una lettera del direttore dell`Agenzia siciliana per le acque e i rifiuti che chiedeva di far risultare pagati con fondi Ue impianti e strutture che erano già  stati fatti con fondi regionali. Un giochetto da un miliardo e 200 milioni di euro che avrebbe consentito ai responsabili regionali di non restituire a Bruxelles fondi non utilizzati creando di fatto di un fondo nero. In Calabria, l`elenco di frodi e irregolarità  è assai lungo. Basterebbe guardare alla piana di Gioia Tauro e al territorio di Corigliano per notare la quantità  di capannoni destinati a ospitare aziende grandi e piccole che sono desolatamente vuoti perché sono stati costruiti – quasi sempre sotto l`occhiuto controllo del crimine organizzato – solo per arraffare finanziamenti Ue e una volta fatti sono stati abbandonati. E infatti c`è la storia di un consorzio industriale di Cosenza che prometteva 500 posti di lavoro e 18 nuove aziende in cambio di 70 milioni di euro Ue. Risultato? Una sola nuova industria. C`è poi il caso di un ex assessore regionale della Calabria rinviato a giudizio per reati tutti legati all`assalto ai fondi Ue per l`agricoltura e la pesca con un seguito di assunzioni di favore a cui erano state obbligate le aziende e le cooperative che avevano ricevuto i finanziamenti Ue illegittimi. In Calabria è spuntato anche un caso che diversi eurodeputati della commissione bilancio hanno chiesto di approfondire nel lavoro dell`immediato futuro: quello del sistema bancario e del suo ruolo di controllore e percettore di larga parte dei fondi Ue. Un imprenditore, che costruisce macchine agricole ed è titolare di un`azienda con 280 dipendenti, ha ottenuto un finanziamento di 12 milioni di euro a fondo perduto dalla Ue per migliorare la sua azienda. Ma ne ha ricevuti alla fine solo 6, perché il resto è rimasto nei forzieri della banca che aveva seguito la pratica sotto la voce oneri finanziari. La storia è finita in tribunale e, almeno in primo grado, è stata emessa una sentenza contro la banca in cui si parla apertamente di usura. Gli eurodeputati della commissione controllo bilanci hanno ricevuto un quadro più realistico dalle testimonianze di chi cerca di arginare frodi e irregolarità  con le inchieste penali e amministrative. Giuseppa Cernigliaro, magistrato della Corte dei conti, si è espressa così sul sistema di controlli della Regione: “A fronte di una pletora di commissioni per il controllo e funzionari regionali, i risultati nella fase preventiva sembrano completamente insoddisfacenti”. Il vice procuratore di Palermo Carmelo Carrara ha rivelato come le inchieste dimostrano che il crimine organizzato si infiltra solo dopo che le procedure di assegnazione dei fondi sono andate a buon fine e si tratta di gestire il denaro. Il generale della Finanza Picc

ini ha ricordato che quando c`è l`intervento degli investigatori, il danno alle Ue è stato ormai fatto e ha indicato come la via per migliorare la situazione sia un accordo tra Regione, Procure e Finanza per uno cambio di dati in tempo reale. Offre una via per ridurre le frodi Jorge Nuà±ez, esperto di fondi europei per il Ceps, uno dei più importanti think tank di Bruxelles: “Anche se gli Stati non amano le interferenze, la Ue potrebbe aumentare la pressione con un sistema di clausole di sospensione degli aiuti se un paese non ha utilizzato le risorse comunitarie in maniera virtuosa. I funzionari comunitari dovrebbero condividere con le autorità  nazionali e locali la responsabilità  di approvare i programmi ed i pagamenti”. Alla piaga delle frodi e delle irregolarità  si aggiunge anche quella della incapacità  di utilizzo dei fondi, che vanno poi restituiti al mittente: secondo i dati della Commissione controllo bilanci degli 8 miliardi e 459 milioni di euro per il fondo regionale, la Sicilia è stata in grado di spenderne solo il 71 per cento. Danuta Hubner, ommissario Ue per lo sviluppo regionaleE in Calabria, a fronte di 4 miliardi e 36 milioni di fondi, ne è stato speso solo l`83 per cento. Commenta diplomaticamente Danuta Hubner, commissario Ue per lo sviluppo regionale: “Per il periodo 2000-2006 il problema vero è relativo alla Sicilia, che rischia di non assorbire completamente risorse stanziate. E si tratta di risorse ingenti. Speriamo che negli ultimi mesi a disposizione, fino al 31 dicembre 2008 per le infrastrutture e fino al 30 aprile 2009 per le imprese, vengano assorbiti i fondi rimanenti. Siamo preoccupati, ma è anche vero che rispetto al periodo 1994-99 la situazione è molto migliorata”. di Antonio Carlucci e Alberto D`Argenzio (l`Espresso)