MAFIA E MASSONERIA: PISTA MESSINESE NELL`INCHIESTA SULL`OMICIDIO DI UN PENTITO

17 maggio 2008 Mondo News

Salvatore Conte, il collaboratore di giustizia trovato morto a Gubbio nei mesi scorsi, aveva parlato con il pg reggino, Francesco Neri, dei contatti tra Sacra corona unita, ndrangheta, massoneria e politica. I risvolti messinesi.

Prima di essere ucciso e semisepolto in un bosco vicino Gubbio, Salvatore Conte avrebbe fatto importanti rivelazioni sui movimenti in atto da parte di grossi personaggi per impedire indagini del magistrato di Reggio Calabria, Francesco Neri. Si profila una pista messinese nell`inchiesta sulla morte del collaboratore di giustizia trovato semi sepolto nei mesi scorsi nei pressi di Gubbio. Nella documentazione presentata dal sostituto procuratore generale di Reggio Calabria, Francesco Neri, sentito dal Procuratore Vicario di Catanzaro, Salvatore Murano, ci sarebbero anche alcuni documenti di quel collaboratore di giustizia, morto in Umbria nei mesi scorsi. Prima della morte il pentito avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni secondo le quali al Pg Neri sarebbero state tolte tutte le principali indagini, tra cui quella chiamata `Gioco D`Azzardo`, relativa ad un presunto comitato d`affari operante a Messina e del quale avrebbero fatto parte esponenti politici, persone legate alla massoneria ed alla criminalità  organizzata. L`indagine, sfociata nel 2005 negli arresti di molti personaggi eccellenti, tra i quali il giudice Giuseppe Savoca, gli imprenditori Salvatore Siracusano e Rosario Spadaro, l`ex sottosegretario Santino Pagano, è ancora aperta ma non più affidata al sostituto pg Neri. Quel che sembrava solo una faida interna tra componenti di una banda potrebbe essere una spietata esecuzione di un uomo che stava gettando luce sui traffici di sacra corona unita-ndrangheta-massoneria e politica a Messina. normanno.it