3 Giugno 2008 Senza categoria

"Uccidono, ma senza inquinare". Il paradosso delle eco-bombe

Continueranno a uccidere, ma senza turbare l`ambiente naturale.  Sono le “Eco-friendly bomb”, armi esplosive dotate di sensibilità  ecologica. La definizione, cinica e contraddittoria (gli esseri umani non sono parte integrante dell`ambiente?), pubblicizza una ricerca condotta dall`Università  di Monaco di Baviera con fondi europei e americani per la produzione di sostanze alternative al Tnt (il tritolo) e al Rdx (la ciclonite). Composti che, come è noto, presentano un tragico ventaglio di effetti collaterali: sviluppano emissioni cancerogene, inquinano terreni e falde acquifere e, laddove non dovessero detonare (in ambito industriale) o esplodere completamente, rappresentano minacce vaganti pronte a ripetere l`infausta missione. Ecco dunque le “bombe verdi”; gli scienziati tedeschi sostengono che, se riempite con una forma recentemente scoperta di tetrazolio – composto già  usato in campo farmaceutico – e fatte esplodere con l`azoto in luogo del carbonio, rilasciano una quantità  minore di sostanze tossiche. Meno piogge acide, ma certo non aria pulita. “In laboratorio – ha spiegato il ricercatore chimico Thomas Klapà¶tke – abbiamo registrato tracce di cianuro di idrogeno. Ma siamo convinti che, mescolando questi composti con un ossidante, eviteremo la produzione di gas letali e miglioreremo le performance. Soprattutto – ha aggiunto Klapà¶tke – per quanto riguarda gli armamenti pesanti di carri e navi”. L`unico dato effettivamente incoraggiante è che i due ordigni, battezzati con le sigle Hbt e G2zt, avrebbero dimostrato, a differenza dei loro cugini politicamente scorretti, una minore attitudine a saltare in aria accidentalmente. Evento diffuso non solo sul fronte militare, ma anche su quello civile: basti pensare agli esplosivi utilizzati per le demolizioni edili o per l`industria mineraria. Le “eco-bombe” ricordano – per la loro capacità  di discernimento – le bombe al neutrone, progettate per uccidere senza onda d`urto, graziando così palazzi e altre strutture architettoniche, o le smart bomb (dette anche “intelligenti”), in grado di selezionare tra tanti la loro preda. Lo sforzo di limitare gli effetti collaterali della guerra – o di renderla mediaticamente meno insopportabile – ha prodotto in passato notizie al limite del grottesco. Come riportò qualche anno fa il sito della Bbc, nel 1994 il Dipartimento della difesa americano investì circa 8 milioni di dollari per sviluppare armi non letali. La “gay bomb”, per esempio: avrebbe dovuto rilasciare un gas afrodisiaco tra le fila nemiche, invogliandole a festini in tuta mimetica. O le “sting me/attack me” (pungimi/attaccami): un po` di chimica e i militari sarebbero diventati cibo irresistibile per api e ratti affamati. O ancora, le “who? me?” (chi? Io?): bombe che avrebbero dovuto simulare flatulenza tra le truppe, demoralizzandole. Poi si scoprì che in molti paesi quel cattivo odore non è offensivo, e l`idea fu ritirata. Progetti sperimentati fino al 2000. Poi arrivò l`11 settembre, e le bombe furono liberate da ogni velleità .