6 Giugno 2008 Senza categoria

Ici e Ponte sullo Stretto, la rivolta della Sicilia: "Ricorso alla Consulta"

ROMA – La Sicilia non ci sta a pagare di tasca propria l´abolizione dell´Ici per tutti gli italiani. Raffaele Lombardo, presidente della Regione e alleato di Berlusconi al governo, annuncia battaglia. Ricorrerà  alla Corte costituzionale contro lo scippo operato dal governo e voterà  contro il provvedimento. È il primo strappo del leader dell´Mpa, il Movimento per l´autonomia, imbarcato dal Cavaliere durante la campagna elettorale. Ma Lombardo non è solo nella rivolta. Insorge anche Agazio Loiero, presidente della Calabria, che ieri durante il primo incontro tra Stato e Enti locali, s´è rivolto direttamente al premier definendo «ingiusto» il sacrificio chiesto a siciliani e calabresi. Tra l´altro, ha aggiunto, si tratta di risorse che «provengono in gran parte dagli impegni assunti nella precedente legislatura a favore dello sviluppo infrastrutturale». Loiero ha chiesto che venga istituito un tavolo per discutere dell´abolizione dell´Ici. Tremonti ha promesso che si rimedierà  sbloccando i fondi europei non utilizzati. Soluzione bocciata dal presidente della Calabria, perché quei fondi semmai sono «aggiuntivi» e comunque già  finiti. C´è anche una questione sociale, ha ricordato Loiero, perché parte di quei soldi erano destinati «a stabilizzare lavoratori socialmente utili». Il tavolo per discuterne comunque ci sarà , ha annunciato Leonardo Domenici, presidente dell´Anci, preoccupato per le risorse sottratte ai Comuni. Ma sia il premier che il ministro dell´Economia Tremonti non hanno lasciato ampi margini di manovra. Siamo in periodi di vacche magre, avrebbero detto, ed è necessario che tutti stringano la cinghia. Tant´è che il primo decreto da varare a fine giugno conterrà  un piano di tagli triennali per circa 32 miliardi. Sull´Ici è la Sicilia a pagare il prezzo più salato. Gli sono stati “scippati” 1 miliardo e 400 milioni, l´abolizione dell´imposta costerà  due miliardi e 600 milioni. Fondi considerati essenziali. Inoltre, la Sicilia “contribuirà ” per più della metà . La mossa di Lombardo però non arriva a sorpresa. Il leader dell´Mpa aveva già  dichiarato che i suoi legali stavano studiando un ricorso. E la strada l´hanno trovata. Il decreto sull´Ici fu deciso nel Consiglio dei ministri di Napoli. Lombardo non c´era. E secondo lo Statuto siciliano il presidente della Regione è chiamato a partecipare con voto consultivo alle sedute del Consiglio dei ministri quando si discutano materie di interesse regionale. Non solo. «L´operazione – aveva avvertito – non si può fare perché si dirottano verso spese correnti fondi destinati agli investimenti». Ma il governo ha continuato per la sua strada. E ora il Sud insorge. Lombardo annuncia una manifestazione a Roma per la prossima settimana. Cgil, Cisl e Uil si sono date appuntamento per oggi alle 9 davanti al Comune di Palermo per chiedere il reintegro delle somme destinate ai lavoratori socialmente utili. E trenta parlamentari calabresi e siciliani hanno chiesto il sostegno politico del Pd a veltroni. Perché ormai, hanno detto, è rivolta in tutte le regioni del Sud. Tanto che i consigli comunali e provinciali di Calabria e Sicilia si riuniranno insieme l´11 giugno in segno di protesta.