10 Giugno 2008 Senza categoria

Finmeccanica rinnova il CdA, ma non la linea: Armi, i conti in tasca all`holding italiana

Confermato Guarguaglini presidente, i rinnovi nel CdA legati alle proposte del governo. Confermata la tendenza di crescita, nessuna riconversione in vista. Prossimo obiettivo: il mercato statunitense. Pier Francesco Guarguaglini è stato confermato presidente del consiglio di amministrazione ed amministratore delegato di Finmeccanica, l`holding controllata dal Ministero dell`Economia e fra i primi dieci produttori di armi mondiali. L`assemblea degli azionisti ha provveduto, nei giorni scorsi a nominare il nuovo consiglio di amministrazione, così composto: Franco Bonferroni; Dario Galli attuale presidente della provincia di Varese ed in precedenza parlamentare della Lega; Francesco Parlato dirigente generale del Ministero dell`Economia; Nicola Squillace avvocato ; Riccardo Varaldo Presidente della scuola S.Anna di Pisa, di cui è stato rettore; ammiraglio Guido Venturoni, ex Capo di Stato Maggiore della Marina e della Difesa ed ex Presidente del Comitato Militare della NATO; Piergiorgio Alberti, Richard Greco ex Sottosegretario alla Marina Militare USA, Maurizio De Tilla, Andrea Boltho Von Hohenbach docente ad Oxford. I primi 6 nomi oltre al presidente appartengono alla lista proposta dal ministero dell`economia. E` uscito dal consiglio l`ambasciatore italiano a Washington Castellaneta.L`assemblea ha anche approvato il bilancio 2007. Un bilancio, si legge in un comunicato del gruppo, che ha evidenziato risultati positivi e in sensibile crescita rispetto a quelli registrati nell`anno precedente, garantendo adeguati livelli di redditività  del capitale investito nonché capacità  di creare valore in misura consistente per gli azionisti. Crescita che ha consentito un incremento del dividendo del 17% rispetto al 2006. Il 2007 è stato positivo per Finmeccanica: i dati di bilancio consuntivo evidenziano ricavi per quasi 13,5 miliardi di euro (+8% rispetto al 2006), il portafoglio ordini supera i 39 miliardi (+10% rispetto al 2006) e risulta equivalente a tre anni di produzione. Anche l`utile netto è in crescita: escludendo operazioni straordinarie, è pari a 521 milioni, quasi il doppio rispetto al 2006. Gli investimenti per ricerca e sviluppo hanno superato 1,8 miliardi (+3% rispetto al 2006) e sono equivalenti al 14% dei ricavi, suddivisi fra tutti i settori di attività , soprattutto elicotteri, aeronautica ed elettronica per la difesa. Tale livello pone Finmeccanica fra i principali investitori mondiali in questi settori. In aumento anche il personale, vicino a 61.000 addetti (+5%). A dimostrazione della dimensione sovranazionale del gruppo va evidenziato che circa diecimila lavoratori sono nel Regno Unito, 3.500 in Francia e 1.600 negli USA. Gli azionisti possono essere contenti, infatti, il consiglio di amministrazione ha proposto all`assemblea di approvare un dividendo di 41 centesimi per azione (+17% rispetto al 2006). Fra le componenti del gruppo che più hanno contribuito alla crescita del 2007 sono da citare elicotteri (+9% del fatturato); aeronautica (+21% del fatturato) dovuta alla crescita del settore civile (ATR e B 787); e, nel militare, il programma EFA. Il governo Berlusconi nel confermare alcuni componenti del CdA ha agito in continuità  con l`esecutivo Prodi. In particolare sono ancora presenti ex militari e non sono stati inseriti esponenti della società  civile, economisti che spingano verso la riconversione produttiva dal militare al civile. Del resto, non si tratta di iniziative velleitarie ma di attuare precise disposizioni di legge, peraltro rimaste inattuale. E` sufficiente leggere il bilancio di Finmeccanica per capire che la legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi di fatto è stata ampiamente vanificata. La legge citata vieta le esportazioni ai paesi in guerra o a quelli responsabili di accertate violazioni dei diritti umani, tuttavia fra i principali acquirenti vi sono proprio Stati Uniti e Regno Unito. Del resto la recente acquisizione della statunitense DRS evidenzia che Finmeccanica punta sempre più al mercato della difesa USA, il più ricco del mondo.`Il significato dell`operazione DRS ` ha affermato Guarguaglini ` è nell`aumento della presenza negli Stati Uniti, dove porteremo i nostri occupati da duemila a dodicimila e supereremo la Gran Bretagna dove abbiamo diecimila persone`. Luciano Bertozzi