13 Giugno 2008 Senza categoria

In Europa ogni anno oltre 165 mila vittime del lavoro

BRUXELLES – Ogni anno muoiono in Europa 5.700 persone a causa di incidenti sul posto di lavoro (fonte Eurostat), mentre altri 159.000 perdono la vita in seguito a malattie professionali (fonte Ilo): sommando i due dati emerge che ogni 3 minuti e mezzo un europeo muoia a causa del proprio lavoro. La maggioranza di questi incidenti può però essere prevenuta, in primo luogo grazie a una maggiore valutazione dei rischi. A questo fine la Commissione Europea, assieme all`Agenzia comunitaria per la salute al lavoro Osha e alla presidenza slovena dell`Ue hanno lanciato oggi una campagna biennale dal titolo “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Un bene per te. Un bene per l`azienda”. Finanziata con 5 milioni da Osha, ma con fondi provenienti dagli Stati membri molto più consistenti (la sola Finlandia disporrà  di 15 milioni di euro), la campagna ha come scopo ultimo la riduzione del 25% delle morti dovute al lavoro entro il 2012. Per arrivare a tale risultato i decisori europei ritengono necessario convincere i 220 milioni di lavoratori europei e i loro datori di lavoro (soprattutto quelli a capo dei 25 milioni di piccole e medie imprese europee) che la valutazione del rischio – come afferma il direttore di Osha Jukka Takala – “non è una procedura necessariamente onerosa e complessa. Tale opinione è molto diffusa tra le Pmi, ma vi sono moltissimi strumenti, come liste di controllo diffuse dalla stessa Osha, che posso aiutare le imprese”. Inoltre, ricorda Takala, la valutazione dei rischi porta vantaggi alle imprese: “è il caso della piccola impresa olandese Dycore, che dopo la morte di un suo dipendente nel 2005, ha rivisto le proprie misure di sicurezza, e oggi ha benefici di oltre 90.000 euro all`anno grazie alla diminuzione degli incidenti”. I vantaggi di una maggiore sicurezza al lavoro si ripercuotono anche sull`insieme del sistema sanitario, incentivo in più per gli Stati ad operare in questo senso. Il Commissario europeo responsabile per gli Affari sociali, Vladimir Å pidla, ha ricordato poi che la valutazione dei rischi non è che il primo passo per ridurre il numero di decessi dovuti al lavoro, a cui deve seguire un atto pratico di messa a norma. La stampa italiana presente alla presentazione della campagna ha portato all`attenzione degli oratori la cronaca recente di continue morti bianche. Takala di Osha ha affermato che “casi come quello italiano devono servire a fare emergere la gravità  del problema e favorire il cambiamento”. E` anche emerso però che in tutta Europa (Francia esclusa) è in atto una costante diminuzione del numero di ispettori addetti alla sicurezza, il che di certo non facilita il rispetto delle norme europee e nazionali in materia. L`attuazione di misure volte ad accrescere la sicurezza sul luogo di lavoro è regolamentata dalla direttiva europea 89/391/CEE del 1989. (mn)