13 Giugno 2008 Senza categoria

OPERAZIONI ANTIMAFIA A MESSINA DI CARABINIERI E POLIZIA

I Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno arrestato nove affiliati del Clan Mulè. Sono accusati di estorsione ai danni di imprenditori, ma anche di favoreggiamento nei contronti del boss Giuseppe Mulè, detenuto sottoposto al 41/bis. Scattata all`alba di oggi l`operazione Pilastro, condotta dai Carabinieri della compagnia di Messina Centro. Eseguite nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Messina, Antonino Genovese su richiesta del Pm della Dda, RosaRaffa. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, detenzione di armi e stupefacenti, danneggiamenti ed estorsioni ai danni di numerosi imprenditori edili e commercianti, nonché di favoreggiamento nei confronti del loro boss. Infatti, sono tutti legati al capomafia messinese Giuseppe Mulè, condannato a due ergastoli per reati di mafia ed omicidio, recentemente arrestato in provincia di Salerno dopo tre mesi di latitanza. Mulè aveva approfittato del periodo di libertà  per ricostituire il suo clan coltivando l`ambizione di poter ristabilire la propria posizione. L`intento era quello di estendere la sua influenza anche nella zona Sud, al di là  del quartiere di Giostra. Obiettivo privilegiato l`imprenditoria edile. Il clan, con l`aiuto di un imprenditore, Antonio Giannetto, mirava ad acquisire il controllo sugli appalti edili, imponendo le forniture di cemento di Giannetto. L`imprenditore era di fatto parte dell`organizzazione criminale. Con gli altri membri un rapporto di mutuo scambio, poiché versava, in cambio dell`attività  `promozionale` condotta in suo favore, una quota dei suoi proventi. Traffico di stupefacenti e possesso di armi da fuoco gli altri capi d`accusa per i nove arrestati. Le indagini hanno inoltre permesso di fare piena luce sulle varie fasi della latitanza di Mulè. In un primo momento a Catania, ospite di Roberto Giuseppe Campisi, Mulè si era poi trasferito in Campania, dove è stato infine arrestato in un appartamento di Scafati. Ecco i nomi dei nove arrestati: Giuseppe Mulè, messinese di 51 anni, Floriana, messinese di 34 anni e compagna del boss, Giovanni Vincenzo Rò, messinese di 23 anni, Antonio Giannetto, imprenditore messinese di 42 anni, Giuseppe Mazzeo, messinese di 46 anni, Maurizio Trifirò, messinese di 37 anni, Alessandro Amante, messinese di 23 anni, Cristian Conciglia, messinese di 24 anni e Roberto Giuseppe Campisi, catanese di 38 anni.
All`alba di questa mattina una vasta operazione portata avanti dal Commissariato di Capo D`Orlando ha permesso l`arresto di diciannove affiliati al clan dei Bontempo Scavo. Le accuse sono di estorsione e spaccio di droga. Duecento agenti impegnati, diciannove arresti ed un duro colpo alla sinergia criminale che legava le tre più grandi città  della Sicilia. Si tratta dell`Operazione Rinascita, portata a termine questa mattina all`alba dagli agenti del Commissariato di Capo D`Orlando, nell`ambito di un`inchiuesta coordinata dalla DDA di Messina. I diciannove arrestati erano tutti a vario titolo affiliati al clan tortoriciano dei Bontempo Scavo, a sua volta gemellato in affari criminali, secondo gli inquirenti, con la famiglia palermitana degli Aglieri-Rinella e con i catanesi dei Santapaola. Le accuse sono di estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. Duecento gli agenti impegnati nella notifica delle ordinanze di custodia cautelare, che hanno raggiunto anche indagati della provincia di Siracusa e Catania. Secondo gli investigatori il clan era rinato, dopo i colpi inferti da precedenti operazioni alle cosche dei Nebrodi, nell`alleanza con le potenti famiglie palermitana e catanese. L`attività  di indagine, protrattasi per oltre un anno con l`ausilio di intercettazioni ambientali, ha permesso di portare alla luce decine di casi di estorsione e danneggiamento ai danni di imprenditori della provincia di Messina. Le richieste estorsive si aggiravano sul 2% dell`intero importo dei lavori aggiudicati alle imprese taglieggiate. I soldi venivano poi ripartiti tra i capi storici della cosca, tra cui anche quelli attualmente al regime di carcere duro. Ecco i nomi degli arrestati: Cesare, Vincenzo, Sebastiano, Rosario e Carmelo Bontempo Scavo, Antonino Foraci, Massimo e Calogero Rocchetta, Roberto e Calogero Marino Gambazza tutti di Tortorici, Alfio Cammareri di Frazzanò, Pietro Condipodero Marchetta e Michele e Tindaro Siragusano di Brolo, Giuseppe Sinagra e Salvatore Giglia di Sinagra, Francesco Aliano di Lentini, Roberto Mazzara di Siracusa, Ernesto Pindo di Buscemi. Ancora irreperibile Signorino Conti Taguali, originario di Tortorici ma residente a Biancavilla. da normanno.it