16 Giugno 2008 Senza categoria

IL GRANDE GELO di Diego Cugia

Nel canale di Sicilia, 56 miglia a sud di Malta, le gabbie dove i tonni vengono allevati per essere uccisi, sono servite da ciambella di salvataggio per ventotto profughi somali naufragati nella loro corsa all`oro. Altri sei, fra i quali dei bambini, sarebbero annegati. Ma anche il forziere Europa fa acqua. Persino il profeta dell`accoglienza, Zapatero, (la Spagna ha oltre due milioni di extracomunitari) si è dovuto inventare un superbonus in cambio della rinuncia eterna al permesso di residenza e di lavoro. Soldi in bocca per chi se ne torna a casa. Ma visto che, come diceva il profeta Geremia, `sia maledetto l`uomo che confidi nell`uomo`, anche Zapatero non si fida: il primo assegno, pari al 40% del superbonus, sarà  firmato alla partenza dell`immigrato dalla Spagna e il 60% alla consegna del pacco umano in patria. Un esodo a rovescio che riguarderà , spera Zapatero, almeno un milione di lavoratori, la metà  degli extracomunitari spagnoli. La crisi dell`edilizia sta decimando i posti di lavoro, e Zapatero gioca d`anticipo dando per scontata un`altra profezia: una crisi economica mondiale. Una spirale perversa ingenerata dall`aumento del prezzo del petrolio, a sua volta alimentato dal crollo del dollaro (la valuta con cui si tratta il greggio sui mercati finanziari) che a sua volta fa impennare i costi, quindi i prezzi al consumo, delle derrate alimentari, come il riso o il pane, i cui prezzi inarrivabili per chi guadagna un dollaro al giorno stanno già  producendo conseguenze bibliche in più di cento paesi, riassumibili in una parola sola e terribile: carestia. Il summit sull`alimentazione della Fao si è concluso con una promessa da marinai: la fame nel mondo? La risolveremo nel 2050. Milioni di famiglie in bilico sul baratro della povertà  si stanno legittimamente chiedendo se avranno la forza di attendere quarantadue anni prima di poter fare, con qualche disinvoltura, la spesa al supermercato. La crisi energetica mondiale c`è, è indubbio, ma tutti fanno orecchie da mercante alla sua perversa gemella, la crisi etica. Al vertice Fao il cuore marcio dell`uomo del terzo millennio era esposto al pubblico ludibrio e ci sarebbe voluto un nuovo Goya per raffigurarne i deformi personaggi in cui quel cuore nero batte moneta. Ogni leader tirava quel che resta della coperta sui piedi del proprio paese, rischiando il grande freddo mondiale. Un piccolo esempio di mala etica all`italiana? La scoperta che in tutta Roma solo 2100 case di lusso pagheranno l`Ici. Quelle accatastate A1. E gli attici di via Veneto? I loggiati al Pantheon? Le migliaia e migliaia di appartamenti sfarzosi del centro storico e di tutte le zone di pregio della capitale? Al massimo sono accatastati A2, definiti `di tipo signorile`, non sono case da ricchi ma `tarocche`, tipo le borse Fendi o le patacche dei Rolex. Intorno alla scalinata di Trinità  dei Monti, e in tutta Piazza Navona? Due sole case A1, il resto fuffa, polvere di stelle, anche se gli inquilini si chiamano Rocco Barocco o Pippo Baudo. Se fossi in loro denuncerei il Comune per lesa maestà . Ma per chi li hanno presi le casse comunali, per baraccati? Dovrebbero offendersi di pagare `tipo signorile`. O sei signore o no, non si scappa, con tutti gli accatastamenti che ne conseguono. Quel che un poco ci consola, è che se il Terzo Mondo è nel panico, anche i ricchi d`oltreoceano cominciano ad avere fifa. In Gran Bretagna, per esempio, sempre più “Sir” si rivolgono al vecchio Monte dei Pegni. Sì, anche i redditi dei professionisti fanno acqua. Non proprio una tonnara, ma un po` di sangue comincia a vedersi. In pieno centro di Londra, si legge sul 24 Ore, i prestiti elargiti dalla casa Milton`s riguardano pegni poco trattati sino a ieri: diamanti, orologi da migliaia di euro, persino un Aston Martin in cambio, pare, di 30mila sterline cash. Il tutto mentre, negli Stati Uniti un modello di Jaguar che in Italia costa ancora, di listino 120 mila euro, in una concessionaria di Los Angeles dove si servono le star di Hollywood, lo puoi acquistare, chiavi in mano, esattamente alla metà . Segnali globali che i conti non tornano, né quelli energetici né quelli etici. Qualche giorno fa, un altro guru degli investimenti di Wall Street, già  processato e condannato, invece di presentarsi all`appuntamento con la giustizia carceraria avrebbe finto di suicidarsi per sparire nel nulla con una cifra spropositata di dollari che gli erano stati affidati da migliaia di piccoli risparmiatori. Che fine faranno, adesso, queste famiglie della piccola e media borghesia? La distanza fra queste e le famiglie dei ventotto profughi somali aggrappati alle reti dei tonni a largo di Malta si sta paurosamente assottigliando. La fame avanza e ha uno stomaco da squalo, inghiotte corpi e lavatrici, muratori cingalesi, forni a microonde, yuppies londinesi, casalinghe del Cairo e di Bologna, e persino l`Aston Martin di James Bond. E tutti gli 007 guardiani del mondo dimostrano di avere solo la licenza di uccidere e l`incapacità  di offrirci la licenza di sopravvivere.

IL COMMENTO di Giuseppe Ramires 
Non sono sicuro che le distanze, come scrive Cugia, si stiano assottigliando. Penso che le sproporzioni siano ancora abissali e che il mondo ricco sia ancora troppo distante non solo dal miliardo di persone che non può sfamarsi ma anche da quella moltitudine, che ad ogni latitudine del pianeta deve farsi i conti molto bene prima di riempire il carrello della spesa. E` da tempo che mi sono convinto che l`unica strada che possiamo percorrere è quella della ridistribuzione della ricchezza. Le utopie dei miei compagni comunisti si fondano su analisi vecchie e sorpassate. A questo punto, l`obiettivo non è più l`abolizione della proprietà  privata, ma piuttosto un`azione energica dei governi finalizzata alla ridistribuzione della ricchezza. Sono pronto a prendermi la mia etichettatura, non me ne importa nulla: so soltanto che, come scrive Cugia, le persone non possono aspettare quarant`anni per fare la spesa in tranquillità , non possono aspettare il sol dell`avvenire, purtroppo.