E` MORTO GIORGIO BETTINELLI. SOGNATORE, ALBATROS, MAESTRO DI LIBERTA`

17 Settembre 2008 Culture Mondo News

GRAZIE GIORGIO! SULLA TUA VESPA HO VIAGGIATO TANTE VOLTE ANCH`IO. HO CONOSCIUTO ANGOLI DI MONDO ATTRAVERSO LE TUE PAROLE E IL TUO AMORE PER LA LIBERTA`. SOLTANTO SFOGLIANDO LE PAGINE DEI TUO LIBRI, VENTO E OSSIGENO, SPETTINAVO I MIE LUNGHI CAPELLI. SOLTANTO CHI HA INGHIOTTITO TANTI CHILOMETRI SU UNA VESPA PUO` CAPIRE QUANTO SEI STATO FORTUNATO. E QUANTO CI MANCHERAI. IN VESPA, L`IPOD, USED CARS, ATLANTIC CITY O HIGHWAY PATROLMAN DI BRUCE SPRINGSTEEN, LA TUA SOLITA VALIGIA, UNA SFRENATA LIBERTA`, PAESAGGI INDIMENTICABILI E IL TUO ULTIMO PIENO DI BENZINA. E` COSI` CHE TI VOGLIO IMMAGINARE NEL TUO ULTIMO VIAGGIO. ADDIO GIORGIO, E.D.G.

Mentre era in Indonesia gli avevano dato una Vespa Piaggio come pagamento di un debito. Con quella aveva fatto il giro dell`isola. E poi non si era più fermato, cominciando a immaginare una serie di viaggi che lo avrebbero portato, nell`arco di un decennio, a girare tutto il mondo e a raccontare atmosfere, itinerari e incontri in una serie di libri pubblicati da Feltrinelli. È proprio la casa editrice che oggi dà  l`annuncio della sua morte: `Lo scrittore, viaggiatore e giornalista Giorgio Bettinelli è morto il 15 settembre colpito da un`infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva dal 2004 con la moglie Yapei`. Nato a Crema il 15 maggio 1955, aveva ricevuto una certa notorietà  dalla pubblicazione di In vespa (1997), in cui narrava il suo primo viaggio su due ruote da Roma a Saigon. Poi è stata la volta di Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa (2002) e Rhapsody in black. In Vespa dall`Angola allo Yemen (2005). Il suo ultimo libro, uscito qualche mese fa, La Cina in Vespa è invece la cronaca di un viaggio che ha toccato tutte le 33 regioni dell`immenso paese orientale. L`ultimo post del suo blog è datato 25 agosto 2008. Scriveva: `… Con i baffi impiastricciati di schiuma mi trovai a lanciare un lunghissimo ululato, dapprima quasi con circospezione, poi senza più ritegno, tra la perplessità  divertita di alcuni vietnamiti che avevano preso ad attorniarmi e scuotevano la testa increduli, a metà  strada tra un vago rispetto abbastanza immotivato e la consapevolezza motivatissima della follia altrui, e mi facevano domande in un inglese impavido, cantilenato con le curiose inflessioni delle lingue tonali, dopo aver visto la targa `Roma` e una strana scritta sulla fiancata della Vespa: From Italy to Vietnam…`.

Da sua moglie Yapei

Sono triste, desolata ma Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello, è in viaggio, ma in un altro mondo, freddo. Giorgio voleva scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire. Non so cosa posso fare per continuare il suo sogno,

alle sue parole e al suo amore verso di noi.

`Addio Giorgio Bettinelli. L`ultimo grande interprete dei viaggi dell`avventura` di Vincenzo Borgomeo

"Ciao 5, come stai? Era tempo che non ti vedevo, ora faremo un po` di strada insieme". La prima volta che conobbi Giorgio rimasi scioccato: Bettinelli parlava con i numeri del contachilometri. Non solo: da uno che è andato dall`Alaska dalla Terra del Fuoco su una Vespa ti aspetti che sia una specie di Rambo e che sia un esperto meccanico. E invece no: Bettinelli era esile come un fuscello e di motori non capiva nulla. E sembrava inattaccabile da tutto e da tutti. E invece no: pochi giorni fa Bettinelli è morto, colpito da un`infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva con la moglie Yapei. Insomma con la morte di Giorgio Bettinelli, che per noi aveva anche un sito speciale su Kataweb Motori, non perdiamo solo un giornalista, scrittore e viaggiatore, ma anche un personaggio da film, diventato noto al grande pubblico con il libro "In Vespa" (Edizioni Feltrinelli), dove narra il suo primo viaggio su due ruote da Roma a Saigon. Solo lui poteva immaginare viaggi che poi lo hanno portato a pubblicare libri come "Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa" e "Rhapsody in black. In Vespa dall`Angola allo Yemen". Il suo ultimo libro è stato "La Cina in Vespa", cronaca di un viaggio che ha toccato per la prima volta tutte le 33 regioni dell`immensa regione cinese. Tutto cominciò per gioco, quando nel luglio del 1992 partì da Roma a bordo di una Vespa e nel marzo del 1993 raggiunse Saigon. Caricò ragazze, viaggiò con le ruote bucate, in tre, rischiò più volte la vita e non si fermò più: andò dall`Alaska alla Terra del Fuoco, da Melbourne a Città  del Capo e poi dal Cile alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Asia e Oceania. Durante uno dei suoi viaggi Bettinelli è stato anche rapito da un gruppo di guerriglieri in Congo. A noi piace ricordarlo così, con un pezzo di un suo racconto. Eccolo. "Sto comprando una nuova bustina di tabacco da masticare in un negozietto che sembra vendere di tutto, dalle caramelle alle ventose sturalavandino, dagli articoli da ferramenta a quelli da farmacia, quando mi si avvicinano tre ragazzi vestiti con dei camicioni di altrettante gradazioni di grigio. Sono allegrissimi, non smettono un attimo di ridere e hanno gli occhi vellutati da un`inconfondibile luce un po` torbida, quella che si ha da `stoned`. Uno di loro, con una faccia che ricorda Errol Flynn da giovane e i capelli lucidi di olio dai quali si sparge all`intorno una zaffata di mandarino, mi porge la mano e dice `Hey, you are the italian with the Fespha, isn`t it?`. Rispondo di sì, senza essere troppo sorpreso del fatto che uno straniero diventi ben presto una celebrità  a Nushki, tanto da essere riconosciuto per strada: in un villaggio piccolo e un po` fuori dal mondo, in Pakistan come in Indonesia o in Nicaragua, le notizie corrono alla velocità  della luce, e qualsiasi presenza insolita è subito di dominio pubblico".

`Giorgio Bettinelli se n`è andato, per sempre` di Gianluca Pezzi

Scrivere della scomparsa di qualcuno è sempre difficile, soprattutto quando questo `qualcuno` l`hai conosciuto. Ho avuto la fortuna di conoscere Giorgio Bettinelli nell`Aprile del 2006 a Milano, poco prima della sua partenza per la Cina. Giorgio era uno di quei personaggi a metà  tra l`uomo comune e la leggenda. Era colui che aveva realizzato il sogno di molti. Mollare tutto e iniziare a viaggiare, in Vespa. Aveva letteralmente fatto il giro del mondo, in più occasioni, spaziando da nord a sud e da est a ovest, andata e ritorno. Forse è più facile elencare le nazioni nelle quali non è entrato, rispetto a quelle per cui è passato. Il tutto non su mezzi tecnologicamente all`avanguardia, ma su una semplicissima ed onestisstima Vespa PX 150. Zaino, chitarra e via. Per tutti noi vespisti da città  era il nostro mito. Anche il pavè più ostico, lo sterrato con il brecciolino o il temporale più violento diventavano cose di poco conto, immaginando Giorgio alle prese con condizioni stradali e climatiche ben peggiori, che duravano oltretutto settimane intere. Sapevamo che era in giro per il mondo, e questo ci confortava. Compravamo e regalavamo i suoi libri, immaginandoci come piccoli, piccolissimi sponsor delle sue avventure vespistiche.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione