IL NOSTRO REPORTAGE VIDEO SULLA MINIERA DI ZOUERATE E SUL TRENO DEL FERRO IN MAURITANIA: Ieri 12 soldati mauritani sono stati decapitati. Erano di pattuglia nell`area mineraria.

21 Settembre 2008 Mondo Africa Mondo News

I cadaveri decapitati di dodici soldati mauritani che erano stati rapiti in un attacco alla loro pattuglia rivendicato da Al Qaida, sono stati ritrovati oggi nella zona di Zuerate. Lo ha riferito Ahmed Bemba Ould Baya, un alto esponente della giunta militare al potere in Mauritania. In precedenza, un funzionario aveva detto che i soldati erano stati sgozzati. I 12 militari erano stati sequestrati lunedì scorso, mentre erano di pattuglia nell`area mineraria di Zuerate, nel nord del Paese. Il rapimento era stato rivendicato dall`ala nordafricana di Al Qaeda. In serata, il segretario generale dell`Alto consiglio di stato, Ahmed Bemba Ould Baya, ha riferito che i cadaveri dei soldati sono stati trovati a Tourine, a 70 km di distanza da Zuerate: “I loro corpi sono stati mutilati, e le teste tagliate“, ha detto. La giunta militare che un mese fa ha preso il potere in Mauritania rovesciando il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, ha chiesto alla comunità internazionale aiuto per combattere quella che ha definito un grave minaccia terroristica.

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LA SCHEDA

Titolo: IL TRENO DEL FERRO

Nazione: Italia – Anno: 2005 – Genere: Reportage giornalistico – Autore: Enrico Di Giacomo

Regia: Enrico Di Giacomo

Riprese: Enrico Di Giacomo

Montaggio: Daniele Brigandi`

Durata: 13`45`

Location: Il deserto mauritano

Trama: Ne Il Treno del Ferro, in Mauritania, si è voluto raccontare il lungo viaggio che tanta gente sopporta quotidianamente tra mille difficoltà . Un treno lungo due chilometri e mezzo che parte dall`Atlantico per le miniere a cielo aperto di Zouerate. 650 chilometri nel deserto del Sahara settentrionale, in Mauritania. Quattro locomotori trascinano il treno che trasporta, oltre a tantissimo ferro, anche dei passeggeri. I pochi che pagano un regolare biglietto e i tantissimi che clandestinamente si arrampicano sui vagoni, capre comprese. Il vagone con donne e bambini è una bara di voci leggere e tante anime sempre pronte a deragliare. Non esistono vetri nei finestrini e le tende si abbandonano gelide al vento per alzarsi in volo e battere il tempo. Un treno che viaggia lentissimo trasportando speranze, contrabbandieri, cooperanti, tuareg, italiani, amici dei francesi, sostenitori degli americani, famiglie mussulmane. Si è voluto voluto fare il loro stesso viaggio. Per conoscerli, per sapere cosa li porta a percorrere centinaia di chilometri in quelle condizioni. Per capire, anche direttamente dalle loro parole, perché nonostante le tante risorse naturali, gli importanti giacimenti di ferro e rame, e le opportunità di lavoro offerte dall`apertura all`economia globale, la maggior parte del popolo mauritano debba vivere in condizioni di povertà .

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