A MESSINA SI CONTINUA A MORIRE SUL LAVORO. E SULLA DISOCCUPAZIONE… LE NOSTRE FOTO DENUNCIA NEI CANTIERI DELLO STRETTO!

11 Novembre 2008 Cronaca di Messina

IN ITALIA, NELLE ULTIME 24 ORE, 5 MORTI BIANCHE (UNA A MESSINA). NUMERI DA GUERRA! Ancora una giornata nera per il mondo del lavoro. Un operaio è stato ucciso e un altro è stato gravemento ferito da un’auto finita in un cantiere stradale, lungo l’allacciamento Roma nord con l’A24, in direzione Napoli. I due stavano lavorando per conto dell’impresa Sag nella corsia d’emergenza, protetti, secondo quanto comunicato dalla società Autostrade per l’Italia, da «idonei mezzi di segnalazione», quando l’automobile che procedeva a velocità sostenuta è sbandata e li ha travolti. Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento ma sono verosimilmente da attribuire, sempre secondo la società Autostrade, a un colpo di sonno o ad un eccesso di velocitàdel conducente del veicolo. La settimana era già iniziata nel lutto: quattro lavoratori sono morti lunedì a Chieti, Padova, Messina e Palermo. Un operaio di 61 anni, è stato azzannato e ucciso da un rottweiler a San Giovanni Teatino (Chieti), mentre stava eseguendo lavori di giardinaggio presso un’abitazione. E a Bastia di Rovolon (Padova) un operaio del settore edile, impegnato nello scarico della merce da un camion, è rimasto travolto dal carico. Un altro è morto a Messina mentre stava lavorando nel cantiere di una palazzina da ristrutturare, mentre nel palermitano un bracciante agricolo è rimasto schiacciato dal trattore su cui si trovava.

Gli operai (foto sopra), tutti senza casco, si stanno occupando del rifacimento della facciata del PALAZZO SATELLITE DEL COMUNE!

UNA FOTO DI QUALCHE MESE FA (SOPRA): UN OPERAIO LAVORA SENZA CASCO AL RIFACIMENTO DELLA FACCIATA DEL GENIO CIVILE!

FOTO: DI GIACOMO

Spanò, segretario generale Cgil Messina: “Ancora poca la prevenzione e il rispetto delle norme”. “Ancora una vittima del lavoro. Stavolta si è trattato del titolare di una piccola impresa, ma resta il fatto drammatico che non si può morire di lavoro”. Franco Spanò, segretario generale della Cgil di Messina interviene sull’incidente avvenuto ieri sera sul Viale Regina Margherita nel quale ha perso la vita il titolare di una piccola impresa edile. “Nonostante le denunce, le parole, i convegni si continua a morire nei nostri cantieri perché non si applicano le norme sulla sicurezza – spiega Spanò -. Non si fa formazione quindi prevenzione e le istituzioni che dovrebbero controllare soffrono gravi carenze di mezzi e personale. Senza contare che il governo ha recentemente emanato un regolamento che imbriglia di fatto organi di vigilanza e ispettori”. “Per la Cgil di Messina che solo 2 settimane fa aveva ricordato con una iniziativa il collega Matteo Cucinotta che si occupava proprio di sicurezza sul lavoro, serve un impegno straordinario e congiunto tra istituzioni e organizzazioni datoriali e sindacali per bloccare la strage”. “Solo con la seria applicazione delle norme e la loro diffusione e conoscenza possiamo prevenire incidenti come quello di ieri sera. Per farlo serve uno sforzo congiunto di tutti gli attori, quelli istituzionali, il sindacato e soprattutto delle associazioni dei datori di lavoro”.

COSA DICE LA LEGGE: Obbligo di portare un casco di protezione (articolo 5 OLCostr).

E’ obbligatorio indossare il casco di protezione: nei lavori edili fino al completamento della struttura grezza (compresa la sottocopertura) – nei lavori per ponti fino al completamento della struttura grezza – in prossimità di gru, scavatrici e macchine speciali del genio civile – negli scavi di fossi e pozzi nonché negli scavi di fondazione – nelle cave di pietra – nei lavori in sotterraneo – durante l`uso di esplosivi – durante i lavori di smantellamento e demolizione – nei lavori di costruzione in legno o metallo (compreso il montaggio di ponteggi) – durante i lavori sulle canalizzazioni e al loro interno.

L`Ordinanza sui lavori di costruzione non menziona alcuna eccezione che esonera i lavoratori da tale obbligo. Una dispensa medica in questo caso significa che la persona interessata non può essere impiegata nei lavori sopra descritti. Per eliminare qualsiasi riserva in merito all`uso del casco, si consiglia di scegliere i caschi assieme ai lavoratori. Bisogna dare molta importanza al comfort e tener conto delle caratteristiche individuali dei lavoratori.