LA FOTO: MA CHE CI FA L'ONOREVOLE GAROFALO CON L'EX SOTTOSEGRETARIO PAGANO?

QUESTE FOTO SONO STATE SCATTATE SABATO MATTINA, 29 NOVEMBRE. CI CHIEDIAMO? MA COSA HANNO DA DIRSI UN ONOREVOLE DI QUESTA REPUBBLICA COME IL NEO ELETTO IN FORZA ITALIA VINCENZO GAROFALO (NELLA FOTO E’ A DX) E UN EX SOTTOSEGRETARIO ATTUALMENTE SOTTO INCHIESTA? CHI E’ SANTINO PAGANO LO RICORDIAMO PUBBLICANDO L’ARTICOLO DI REPUBBLICA DELL’11 MAGGIO 2005. LO RICORDIAMO SOPRATTUTTO ALL’ON. GAROFALO E AL NUOVO PRESIDENTE DELL’ANTIMAFIA GIUSEPPE PISANU, COLLEGA DI PARTITO DELLO STESSO GAROFALO. NOI CREDIAMO IN UNA POLITICA ETICAMENTE E MORALMENTE SANA. INCONTRARE UN UOMO CHE PER I GIUDICI AVREBBE TRADITO DA POLITICO LE ISTITUZIONI (OVVIAMENTE ASPETTIAMO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO PER AVERNE CONFERMA) E CHE AVREBBE FATTO AFFARI CON I BOSS DI COSA NOSTRA, RICICLANDO SOLDI PER LORO E FREQUENTANDOLI, E’ GIUSTO? RIMANDIAMO AI NOSTRI LETTORI LA RISPOSTA…

‘Pagano, sottosegretario al Tesoro e socio dei capiclan di Bagheria’

…Il consorzio di cooperative messo su con i soldi delle famiglie mafiose di Bagheria e di Catania si chiamava, vedi caso, “La Casa nostra”. Il sottosegretario al Tesoro del governo Amato, Santino Pagano, faceva affari con loro: costruiva, rivendeva, acquisiva il controllo di attività commerciali, puntava al business della Polonia e soprattutto del controllo dei casinò. Insieme al suo grande amico Salvatore Siracusano. Che l’ occhio di magistrati di mezza Italia si fosse già posato su di loro, Pagano lo sapeva bene ma grazie alle sue “entrature” riteneva di riuscire a controllare l’ evolversi delle inchieste giudiziarie. L’ ormai ex sottosegretario è stato in galera. Irreperibile per 24 ore, fece sapere ai magistrati di Reggio Calabria che si sarebbe messo a disposizione e, all’ ora di pranzo, si fece ammanettare all’ aeroporto di Fiumicino appena sceso da un aereo. Da sempre amico di Siracusano, Pagano – chiamato a rispondere di associazione mafiosa – sarebbe stato, in realtà, il socio occulto di un boss di prima grandezza come Michelangelo Alfano, che da anni ha portato a Messina una grossa fetta di interessi della cosca di Bagheria. Ha raccontato il pentito Luigi Sparacio: «Sin dal suo arrivo a Messina, Michelangelo Alfano ha intrattenuto rapporti di fatto societari con Siracusano e Pagano. In pratica, Alfano era uno stabile socio occulto di tutte le imprese ed è quindi fortemente coinvolto e interessato in tutte le loro iniziative imprenditoriali, sia in quelle messinesi sia in quelle che nell’ ultimo decennio si sono andate sviluppando in Polonia, dove gli interessi del gruppo non riguardano solo i casinò ma anche le costruzioni di immobili». E del boss mafioso, Pagano sarebbe stato più volte ospite a cena nella sua lussuosa villa di Rodia». La Polonia e Campione d’ Italia, con il grande giro dei Casinò e delle slot-machine truccate, i luoghi in cui Pagano e il suo socio Siracusano avrebbero effettuato indisturbati le loro operazioni di riciclaggio di denaro sporco sin dai primi anni Novanta. Affari ma non solo. I magistrati reggini accusano Pagano di aver strumentalizzato a fini personali anche l’ incarico istituzionale. E citano una conversazione intercettata il 10 maggio 2000 dove si parla di «possibili vantaggi di natura finanziaria» conseguenza dell’ incarico politico che Pagano doveva assumere. Pagano, parlando con l’ amico di sempre Siracusano, discute di un finanziamento del Banco di Sicilia. L’ ex sottosegretario afferma «che è in attesa della delega – scrive il gip – e che è una cosa che può fare lui. Siracusano risponde che è in grado di farlo e chiede quale delega intendano conferirgli. L’ altro afferma che lo saprà in giornata… ma la delega che aveva il precedente era cosa buona in quanto c’ era il discorso di tutti i finanziamenti, Comuni, Anas, Ferrovie… e comunque le deleghe si possono cambiare fra l’ una e l’ altra». DA REPUBBLICA – ALESSANDRA ZINITI

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