IL PSI A MESSINA ERA LUI: E' MORTO NICOLA CAPRIA. NEL 1994 (PIENA TANGENTOPOLI) CHIUSE LA SUA CARRIERA

2 febbraio 2009 Senza categoria

È morto Nicola Capria. Socialista, più volte ministro della Repubblica e per tre anni vicepresidente della Regione siciliana, se n’è andato in punta di piedi, come aveva vissuto negli ultimi 15 anni. Eppure, a partire dal 1967, quando fu eletto per la prima volta deputato all’Ars e subito gli fu affidata la carica di capogruppo, dell’allora Psi-Psdi Unificati, è stato uno dei maggiori protagonisti della vita politica siciliana e nazionale. Avvocato, era nato il 6 novembre del 1932 a San Ferdinando di Rosarno, ma aveva fin da piccolo vissuto a Messina, dove, compiuti gli studi, fu eletto consigliere comunale e, poco dopo, anche capo del gruppo socialista. E da allora, fino ai primi anni ’90, ovvero fino allo scioglimento del Partito socialista, è stato per Messina un punto di riferimento importante. Non solo politicamente. Porta infatti la sua firma la legge per il risanamento della città, mentre da ministro si adoperò, fra l’altro per la realizzazione dello stadio a San Filippo. Da assessore regionale all’Industria e vicepresidente della Regione, invece, concluse la trattativa con l’Algeria e avviò la costruzione del gasdotto Algeria-Sicilia. E da ministro per il Commercio estero non solo assicurò il completamento dell’opera, ma concluse gli accordi e ottenne anche la realizzazione della prima tratta del gasdotto russo. Fra i protagonisti della svolta del Midas, nel ’76, quando Bettino Craxi lo volle accanto a sé, a Roma, prima di lasciare l’Ars propose ed ottenne l’approvazione di una legge sul turismo, al cui interno sono inserite le ultime norme salva-coste (inedificabilità fino a 150 metri dalla battigia) emanate dalla Regione. Passato da Sala d’Ercole a Montecitorio, dopo aver lasciato anche la carica di segretario regionale del Psi, che ricopriva dal 1974, dal 1976 al 1978 ha ricoperto quella di ministro del Turismo. Quindi, dal ’78 al 1980 è stato ministro per il Mezzogiorno, dall’81 all’86 ministro per il Commercio estero e nei primi anni ’90 ministro per la Protezione civile. Ha concluso la sua carriera politica da capogruppo del Psi, carica da cui (caso piuttosto raro, se non unico nella storia dell’Italia repubblicana) si dimise nel momento stesso in cui, il 12 gennaio del 1994, dalla procura della Repubblica di Messina gli fu notificato un avviso di garanzia nell’ambito delle indagini sulla vicenda Sirap per concorso esterno in associazione mafiosa. Da quel momento, sebbene assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, chiuse definitivamente ogni rapporto col mondo della politica. «Nicola Capria – ha detto di lui Bobo Craxi, intervenendo a Trapani ad un incontro del Psi – è stato una figura nobile del socialismo italiano e siciliano: ha attraversato tutte le fasi decisive della storia del Psi, a cui ha contribuito con significativo impegno nell’azione di governo e di partito. Lo piango con commozione, ricordando la sua straordinaria lealtà politica nei confronti di Bettino Craxi e dei socialisti, che mai abbandonò, anche nei momenti peggiori». E l’ex deputato regionale Giovanni Palillo, che a Capria negli ultimi anni della vita politica fu molto vicino, ha aggiunto: «È morto un uomo giusto, un socialista, un uomo che ha dedicato tutta la vita al riscatto delle popolazioni meridionali. I socialisti siciliani lo ricorderanno sempre come politico di grande spessore umano e sempre pronto ad ascoltare gli altri e difficilmente inquadrabile nelle correnti del partito. Bettino Craxi l’aveva voluto accanto a sé perché ne aveva apprezzato le doti personali, politiche, la grande capacità di mediazione e di sintesi politica». Il nome di Nicola Capria – che era sposato con Gabriella Molè, figlia del prof. Enrico Molè, già ministro di un governo dei Cln, nonché ordinario di cinese antico all’Università di Roma, e lei stessa sinologa di livello mondiale – oltre ai gasdotti con l’Algeria e la Russia, resta legato all’accordo del 24 marzo 1985 con la Cina, allorché, da ministro per il Commercio estero, fu promotore di un’intesa, per la realizzazione di una fabbrica di veicoli industriali leggeri dell’Iveco , di portata tale da segnare una svolta nei rapporti economici tra Italia e Cina, con investimenti per 260 milioni di dollari dell’epoca. I funerali si terranno domani alle 11 nel Duomo di Messina. Oggi cerimonia funebre alle 15 nella chiesa di Sant’Agostino a Roma. Michele Cimino – GazzettadelSud