IL CASO DELL''ABUSIVO' PINO MANIACI: LETTERA ALL'ORDINE DEI GIORNALISTI DI SEBASTIANO GULISANO

10 Maggio 2009 Senza categoria

Al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia
info@odgsicilia.it
e, p.c.
Al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti
odg@odg.it
A Telejato
telejato@libero.it
«L’Ordine nazionale è accanto a Pino Maniaci non per un atto di affetto, non per un gesto di solidarietà, ma per un dovere morale nei confronti di chi, tessera dell’Odg o no, è testimone di una battaglia di riscatto sociale di una terra tormentata». Le parole di Enzo Iacopino, Segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, esprimono con chiarezza il valore dell’impegno giornalistico di Pino Maniaci. Un valore che gli viene riconosciuto anche da ampi strati di popolazione impegnati da anni nella difficile battaglia per la legalità e contro la mafia. Un valore che, in passato, gli è stato riconosciuto anche da Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia: «Ormai è intollerabile il livello delle pressioni e delle intimidazioni contro chi si ostina a fare un’informazione libera nella trincea siciliana – dichiarava Nicastro all’indomani dell’aggressione subita da Maniaci all’inizio dell’anno scorso -. La catena interminabile dei messaggi criminali è un attacco alla libertà di stampa che va fermamente respinto. La storia del giornalismo siciliano ha già scritto pagine indimenticabili, ma di fronte allo stillicidio impunito delle attenzioni minacciose è necessaria una forte mobilitazione dei giornalisti, del mondo della cultura e della società civile». Parole inequivocabili, quelle di Nicastro. Forse è stato il ricordo di quelle parole a far recedere l’Ordine siciliano dalla gravissima decisione di costituirsi parte civile nell’assurdo processo a carico di Pino Maniaci, “reo” di avere svolto attività giornalistica senza l’apposito tesserino. Come se fosse un tesserino a fare un giornalista. Abbiamo accolto con sollievo la notizia della mancata costituzione di parte civile dell’Ordine siciliano, ora ci aspettiamo che il Consiglio accolga la richiesta d’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti presentata da Maniaci lo scorso 4 maggio, ché l’attività e l’impegno di Pino Maniaci qualificano la categoria e rendono onore a quanti, in Sicilia e nel resto d’Italia, sono stati ammazzati perché esercitavano il sacrosanto diritto/dovere a informare. Inutile dire che non riconosciamo a tanti “giornalisti” siciliani (e non solo) «il valore dell’impegno giornalistico» che l’Ordine nazionale attribuisce a Maniaci, ché lo stato dell’informazione in Sicilia e in Italia è sotto gli occhi di tutti, e le responsabilità non sono solo da attribuire agli editori o alla legislazione sempre più restrittiva che ci hanno precipitato in una condizione di «semiliberi» (vedi rapporto annuale di Freedom House), ma anche al fatto che di giornalisti con la schiena dritta, in giro, se ne vedono sempre meno. Scriveva Giuseppe Fava, quasi trent’anni fa: «Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo, infatti, che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo». Quanti sono i giornalisti italiani, specie siciliani, che possono sinceramente riconoscersi in una simile visione e pratica del mestiere? Non lo sappiamo. Sappiamo, però, che Pino Maniaci è fra questi. Sappiamo che Pino Maniaci, quel tesserino da pubblicista che ha richiesto, non se l’è guadagnato solo con la prescritta quantità di articoli in due anni, ma – anche e soprattutto – con la qualità della sua attività giornalistica. Dunque, egregi rappresentanti dei giornalisti siciliani, non esitate ad accordare a Pino Maniaci ciò che gli è dovuto, ché qui non è in ballo solo il riconoscimento di un diritto (già di per sé sufficiente) ma la stessa dignità dell’Ordine e della categoria che rappresentate. SEBASTIANO GULISANO

La Redazione di enricodigiacomo.it sottoscrive la lettera aperta di Sebastiano Gulisano al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e p.c. al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.