CLAMOROSO A FURNARI (ME) – NONOSTANTE LO SCIOGLIMENTO PER MAFIA DEL COMUNE, SI RIUNISCE IL CONSIGLIO COMUNALE: In sette danno vita a una seduta sulle variazioni di bilancio

1 dicembre 2009 Mondo News

Dopo la notizia dello scioglimento del Consiglio comunale di Furnari, decisa venerdì scorso dal Governo nazionale, ieri nonostante le notizie giunte da Roma si è comunque svolta la riunione del civico consesso, a ranghi ridotti in quanto hanno partecipato solo 7 consiglieri sugli 11 rimasti in carica, per approvare le variazioni di bilancio. Una situazione questa alquanto singolare che non mancherà di certo di sollevare polemiche e potrebbe anche avere ripercussioni sulla validità della stessa seduta. Allo scioglimento deciso dal Governo nazionale è infatti seguito il decreto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dovrà essere notificato dalla stessa Commissione ministeriale che si insedierà al Comune di Furnari in sostituzione del Consiglio comunale, della Giunta municipale e del sindaco. Il vicesindaco presente in aula, Nino Crisafulli, al termine della riunione ha spiegato che l’assemblea, convocata in precedenza, si è resa necessaria «per un senso di responsabilità» in quanto – ha detto – «bisognava prendere atto e per questo modificare il bilancio con le relative variazioni, del finanziamento di circa 98 mila euro pervenuto dalla Regione per i danni alluvionali del dicembre del 2008. Se non fossero state approvate le variazioni di bilancio chi verrà dopo di noi non potrà pagare le ditte che hanno lavorato per gli interventi urgenti dopo l’alluvione». I soldi infatti sarebbero necessari per pagare parte gli impegni economici, in totale 390 mila euro, assunti con le ditte del luogo impegnate nei lavori di pronto intervento a salvaguardia del territorio nel periodo post alluvionale. Sulla scelta, sulle modalità e su taluni atti amministrativi di affidamento dei lavori che riguarderebbero alcune delle ditte beneficiare, ha puntato la lente d’ingrandimento la Commissione interforze presieduta dal viceprefetto Antonino Contarino e composta dal dirigente del Commissariato della polizia di Stato di Barcellona, il vicequestore aggiunto Rodolfo Savio; dal tenente colonnello dei Carabinieri Luigi Bruno, comandante del Reparto operativo provinciale; e dal comandante del Gruppo investigativo criminalità organizzata di Messina, il maggiore della Guardia di finanza Ugo Rabuffetti. Le conclusioni a cui è giunta la Commissione di accesso agli atti amministrativi sono quelle che alcuni nomi di ditte assegnatarie sono vicine per parentela e affinità a esponenti della criminalità organizzata del clan dei “Mazzarroti”. Lo stesso clan avrebbe esercitato – secondo le conclusioni contenute nella relazione di 503 pagine della Commissione interforze – «condizionamenti e ingerenze nella vita amministrativa del Comune di Furnari». A difendere l’operato della sua amministrazione è tornato a parlare il sindaco rimosso, il medico Salvatore Lopes. In una dichiarazione Lopes afferma testualmente che «il periodo dell’attività amministrativa esaminato dalla Commissione d’accesso riguarda gli ultimi 7 anni di amministrazione, mentre l’attuale amministrazione è rimasta in carica poco più di 2 anni. La quasi totalità dei servizi – prosegue Lopes – che evidenzierebbero condizionamenti da parte della criminalità organizzata sono stati ereditati da precedenti amministrazioni. Mi sembra difficile che i circa 15 amministratori dell’ente, che si sono avvicendati in questi anni, non abbiano ravvisato questi tipi di interventi esterni». Lopes poi parla dell’incarico «affidato all’arch. Calabrese, sorella di Tindaro (ritenuto capo dell’ala scissionista della cosca dei Mazzarroti)», ricordando che esso «è stato conferito dalla precedente amministrazione e, comunque, per quanto ci risulta, con procedure di evidenza pubblica». Lopes poi torna a parlare delle «ditte che hanno svolto i lavori in occasione dell’alluvione (circa 7), ci è doveroso – continua il sindaco rimosso – precisare che sono nella quasi totalità piccoli artigiani che, con gran sacrificio e stenti in questo periodo di crisi, cercano innanzitutto di garantire il minimo indispensabile ai propri cari». Leonardo Orlando – GDS