L'OMICIDIO A MESSINA DI IGNAZIO ALOISI: L'ASSOCIAZIONE RITA ATRIA CHIEDE AL MINISTERO DI RICONOSCERLO VITTIMA DI MAFIA

1 dicembre 2009 Mondo News

L’associazione “Rita Atria”, intitolata alla ragazza che collaborò con Paolo Borsellino per svelare i segreti delle cosche e che si uccise una settimana dopo la strage di via D’Amelio, chiede al ministero degli Interni «di definire l’iter per il riconoscimento quale vittima di mafia della guardia giurata Ignazio Aloisi», ucciso a Messina per vendetta dopo aver accusato uno degli artefici della rapina del 3 settembre ’79 al portavalori da lui condotto. Dopo la morte il rapinatore e mandante dell’omicidio, Pasquale Castorina, cercò di infangare la memoria di Aloisi dichiarando in sede processuale che era stato il suo basista e non si era mostrato soddisfatto della spartizione del bottino. Il furgone trasportava valori della società dell’Autostrata Messina-Palermo. Il 27 novembre 2008 la Prefettura di Messina dà parere favorevole al Ministero per il riconoscimento di Aloisi quale vittima di mafia. Per quelle dichiarazioni false nell’aprile 2009 il pm formulò la richiesta di rinvio a giudizio contro Castorina, ma nel maggio successivo, il gup dichiarò di «non doversi procedere nei confronti di Castorina per intervenuta prescrizione». «Riteniamo – afferma l’associazione – che la famiglia Aloisi non debba aspettare ulteriormente per aver riconosciuto il diritto alla verità. In questi anni lo Stato ha permesso che un riconosciuto mafioso, sebbene collaboratore di giustizia, infangasse la memoria di un uomo onesto. Ci impegniamo a inviare ogni settimana un fax di sollecito al ministero e alla prefettura di Messina».