BARCELLONA P.G. – L'ARRESTO DEL BOSS CARMELO VITO FOTI: E la vittima del "pizzo" imprecò «Ci mancava la mafia, ci mancava»

3 dicembre 2009 Mondo News

«Li conosciamo… io lo sai di cosa ho paura… che negli anni aumentano a puppetta (la richiesta)… hai capito? … l’unica mia paura è solo questa… però al presente non c’è niente da fare… è inutile… se dopo che fanno… ci bruciano questo.. non abbiamo risolto niente… dobbiamo stare con la paura quando ci alziamo, quando ci corichiamo». Nel canovaccio tipico dell’estorsione che ha incastrato il 42enne barcellonese Carmelo Vito Foti e il suo emissario Giuseppe Billa, il primo personaggio di primo piano della cosca mafiosa barcellonese e il secondo un “novizio”, scorrendo le conversazioni captate dagli investigatori del commissariato di Milazzo ci sono tutti gli ingredienti tipici della mafia che esercita la sua pressione sul territorio. C’è la rabbia della vittima che vorrebbe reagire, che impreca «… ci mancava la mafia, ci mancava», ma c’è soprattutto lo Stato che risponde coi fatti al suo scoramento e arresta l’aguzzino con un’indagine lampo e perfettamente orchestrata. E adesso si capisce il contesto dei due attentati che nel mese di settembre subì la famiglia degli imprenditori Caravello a Milazzo, storici e molto noti imprenditori impegnati nel commercianti dei prodotti ittici. Il 1. settembre al punto vendita di piazza Europa la classica bottiglia incendiaria con la pallottola calibro 12 appiccicata, il 7 settembre stessa bottiglia e stessa cartuccia alla rivendita di San Paolino. E a loro che Foti ha rivolto le sue “attenzioni”, da loro ha probabilmente ottenuto il denaro senza spostarsi da Barcellona Pozzo di Gotto, dove gli avevano da poco applicato la misura della sorveglianza speciale. Aveva mandato i suoi “picciotti”, era stato molto attento a non entrare in contatto diretto con la vittima. Ma non è bastato, gli uomini del commissariato di Milazzo lo hanno incastrato. Adesso Foti è in galera. Senza dubbio un segnale importante per tutti gli imprenditori e i commercianti che pagano in silenzio. Proprio questa mattina Foti e Billa, che sono assistiti dagli avvocati Bernardo Garofalo e Pinuccio Calabrò, saranno interrogati dal gip di Messina Maria Teresa Arena al carcere di Gazzi. Il gip ha accolto la richiesta di custodia cautelare presentata dal sostituto della Procura di Barcellona Michele Martorelli e dal collega della Dda di Messina Giuseppe Verzera. Foti e Billa devono rispondere di estorsione aggravata tra l’altro dall’art. 7, vale a dire l’aver agevolato l’associazione mafiosa. E ieri su questa vicenda è intervenuto il presidente della FAI, la Federazione delle associazioni Antiraket ed Antiusura Italiane, Pippo Scandurra, che ha espresso «viva soddisfazione per l’estorsione sventata a Milazzo. Solidarietà alle vittime. Gratitudine al lavoro svolto dal questore Vincenzo Mauro e del dirigente del commissariato di Milazzo Marina D’Anna per il successo ottenuto. Ancora una volta mi rivolgo agli imprenditori e commercianti, dicendo loro di non avere paura, di collaborare, di avere coraggio nel denunciare i malavitosi. Lo Stato e le leggi a tutela delle vittime ci sono. Bisogna soltanto collaborare denunciando. Questa è l’unica strada che ci porterà fuori dal racket. Viva soddisfazione – ha concluso Scandurra – anche per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine nelle zone di Giammoro, Barcellona e Milazzo». Nuccio Anselmo – GDS