BARCELLONA P.G. – L'OPERAZIONE ANTIASSENTEISMO DENOMINATA 'BADGE': Ultima tranche di 21 dipendenti davanti al Gup per assenteismo. I NOMI DEGLI INDAGATI

3 dicembre 2009 Mondo News

I sostituti della Procura di Barcellona, Francesco Massara e Olindo Canali hanno completato l’ultima trance dell’inchiesta portata a termine dai carabinieri, denominata “Badge”, sull’assenteismo dei dipendenti comunali di Palazzo Longano e che complessivamente riguardava in origine ben 54 indagati di cui solo cinque raggiunti da misure cautelari. Ai 32 dipendenti ai quali è stata già notificata a suo tempo la richiesta di rinvio a giudizio per truffa aggravata e che dovranno presentarsi dinanzi al Giudice dell’udienza preliminare in due diverse udienze fissate per l’8 e 15 gennaio prossimi, si sono adesso aggiunti altri 21 nomi di dipendenti per i quali i magistrati della Procura, coordinati dal Procuratore capo Salvatore De Luca, hanno chiesto l’ennesimo rinvio a giudizio. Dei 54 indagati raggiunti in origine da informazione di garanzia, i magistrati inquirenti hanno invece chiesto l’archiviazione per la posizione di un solo un dipendente del primo settore, Carmelo Genovese 57 anni, addetto alla spedizione e al ritiro degli atti presso l’ufficio postale, il quale esce indenne dall’inchiesta nella quale era stato ingiustamente coinvolto. In totale i dipendenti comunali per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono 53, le cui posizioni sono suddivise in tre diversi tronconi giudiziari. I 21 indagati compresi nell’elenco del terzo e ultimo troncone dell’inchiesta e che dovranno invece comparire nella terza udienza preliminare fissata dinanzi al Gup del Tribunale di Barcellona per il prossimo 12 marzo, sono: Antonio Santo Alesci Lo Presti, 41 anni e la moglie Giovanna Crinò 41 anni che pur non essendo dipendente comunale si sarebbe sostituita in più occasioni al marito per timbrare il cartellino magnetico; Santo Russo 44 anni, il fratello di questi Salvatore Russo, 48 anni; Antonio Scordino 48 anni e Filippo Iannello 53 anni, tutti raggiunti nel giugno scorso – ad eccezione di Giovanna Crinò rimasta a piede libero – da ordinanza di custodia cautelare. L’elenco degli imputati che hanno ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio per il prossimo 12 marzo continua con Antonia Cutroni 45 anni, Salvatore Ragusa 40 anni, Maria Grazia Recupero 45 anni, Maria Cristina Zanghì 45 anni, Francesco Livoti 38 anni, Salvatore Genovese 46 anni, Tindara La Rosa 42 anni, Giovanni Maio 34 anni, Antonia Perroni 44 anni, Giuseppe Trifilò 47 anni, Giovanni Giunta 37 anni, Sergio Sebastiano Criscelli 33 anni, Aurelio Zarcone 56 anni (dimessosi di recente da impiegato comunale), Cosimo La Spada 49 anni e Francesco Lascari 46 anni che di recente ha ottenuto il trasferimento al Comune di Messina. A tutti viene contestata la truffa aggravata. Il record degli episodi di truffa contestati, l’ha totalizzato con 30 diversi episodi Santo Russo, uno dei soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare; poi nell’ordine decrescente gli altri indagati raggiunti dalla stessa misura cautelare. Nella quasi totalità delle occasioni i dipendenti comunali indagati, pur timbrando il cartellino magnetico, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro senza svolgere alcuna attività, ricevendo ugualmente gli emolumenti mensili senza alcuna decurtazione perché sarebbero mancati i controlli di pertinenza dei capi servizio e dai dirigenti. Va precisato, in ogni caso, che i quadri in termedi di Palazzo Longano non sono stati toccati dall’indagine. L’inchiesta è stata effettuata dai carabinieri della locale stazione con il coordinamento del luogotenente Salvatore Pino e del maresciallo Antonio Rappazzo. Leonardo Orlando – GDS