MESSINA, IL PROCESSO STRIKE SULLE TRUFFE ASSICURATIVE: CHIESTE DAL PM CEFALO QUATTRO CONDANNE PER I MEDICI ALDO DI BLASI, GIULIO CARDIA, PER L'AVVOCATO RANDO E PER ROSARIO CALABRO'

3 dicembre 2009 Mondo News

Nuova tappa dell’udienza preliminare celebrata davanti al gup Maria Teresa Arena per uno dei tronconi del processo “Strike” sulle truffe assicurative, la maxi inchiesta gestita dal sostituto procuratore Vincenzo Cefalo. In questo caso si è trattato dei quattro giudizi abbreviati e di un giudizio ordinario che residuava dal troncone principale, celebrato l’8 ottobre scorso, dopo uno stralcio. Il pm Vincenzo Cefalo, che rappresentava l’accusa, in relazione ai quattro giudizi abbreviati ha richiesto la condanna a 2 anni per Rosario Calabrò e per il medico Aldo Di Blasi, a 2 anni e 20 giorni per il medico Giulio Cardia e per l’avvocato Antonino Rando. Con il giudizio ordinario il gup Arena ha invece disposto il rinvio a giudizio dell’avvocato Antonino Chiofalo, riunendo la sua posizione a quella del troncone principale, per il prossimo 21 gennaio. La decisione sui quattro giudizi abbreviati, si avrà il prossimo 11 dicembre. Nel corso dell’udienza preliminare alcuni dei professionisti indagati hanno rilasciato dichiarazioni spontanee, sostenendo ancora una volta che il loro operato fu assolutamente corretto, e i rappresentanti del collegio di difesa hanno in sintesi argomentato che ci si trova di fronte a condotte professionali assolutamente corrette. La “Strike” è una maxi-inchiesta (un troncone si è già chiuso in primo grado davanti alla prima sezione penale del Tribunale), che inizialmente coinvolse ben 350 persone e si occupò di monitore il fiorente mercato del falsi incidenti stradali in città e dei rimborsi da parte delle compagnie assicurative, che in questo caso sono parti lese. Un’indagine cui hanno lavorato i carabinieri setacciando centinaia di fascicoli tra sinistri stradali “fantasma” e perizie medico-assicurative “di comodo”, secondo l’accusa. Il magistrato che ha coordinato l’intera inchiesta, Vincenzo Cefalo, contestava inizialmente a vario titolo a un gruppo di persone l’associazione a delinquere finalizzata alle truffe assicurative e una serie di “reati satellite” (in prevalenza il falso) che sarebbero stati commessi da altri indagati, mentre ad un altro gruppo di indagati il magistrato contestava una lunga serie di truffe. Il giro di denaro stimato dalla Procura in questa inchiesta, vale a dire l’entità dei rimborsi non dovuti, si aggirerebbe in almeno 5 milioni di euro. (n.a.)