IL DOPO ALLUVIONE DI MESSINA: RINVENUTI A SCALETTA ALCUNI INDUMENTI. APPARTENGONO AD UNO DEI DISPERSI?

4 dicembre 2009 Mondo News

nubifragio in sicilia 5

FOTO: CARMELO IMBESI – AP

Sono ripartite con una certa intensità, dopo il maltempo dei giorni scorsi, le ricerche dei cinque dispersi di Scaletta nel tratto di mare antistante al litorale di contrada Foraggine. Si era profilata la possibilità che la recente mareggiata avesse “smosso” i detriti accumulati sul fondale: da qui le approfondite ricerche subacquee dei sommozzatori dei Vigili del fuoco di Messina. E in effetti qualche novità s’è registrata. Sono state recuperate due carcasse d’auto: una “Panda” e una “Fiat Uno” e si sta cercando di risalire ai proprietari. Ma quel che ha più emozionato è stato il rinvenimento, da parte di una ditta impegnata nella rimozione dei detriti sul litorale, di alcuni indumenti: una scarpa e un maglione, che potrebbero essere appartenuti a uno dei dispersi. Si era pensato potessero essere di Bellomo ma la moglie, visionatili, ha smentito quest’ipotesi. Intanto, il grave pericolo derivante dal dissesto idrogeologico che incombe su tutto il territorio scalettese, ha indotto il sindaco Mario Briguglio, dopo l’alluvione dell’1 ottobre, ad emettere un’ordinanza di protezione Civile, volta a tutelare l’incolumità pubblica. «Premesso – scrive il sindaco di Scaletta nell’ordinanza – che nel centro jonico persiste ancora il pericolo di un coinvolgimento degli abitanti in ulteriori eventi calamitosi che potrebbero determinare altri considerevoli danni in tutto il territorio comunale; considerato – si legge ancora – che quanto di già accaduto nella località jonica è principalmente da imputare alle eccezionali piogge e questi fenomeni temporaleschi hanno messo in evidenza non solo le precarie condizioni di stabilità dei terreni, ma anche la totale assente attenzione dell’uomo nel regimentare le acque nei luoghi in cui essi intervengono. Accertato quindi che l’alterato scorrimento delle acqua contribuisce ad innescare fenomeni erosivi che poi si sviluppano in smottamenti di terreno e si riversano a valle provocando distruzione ed allagamenti». Per prevenire questi gravi inconvenienti, il sindaco ordina a tutti i soggetti pubblici e privati interessati di provvedere in maniera urgente all’immediata esecuzione dei lavori di regimentazione di tutte le acqua superficiali che scorrono su terreni privati, pubblici e demaniali, sulle strade poderali, interpoderali edifici in aree agricole non antropizzate”. L’ordinanza in questione è stata trasmessa all’Ispettorato e Corpo Forestale di Messina, ai Carabinieri della locale caserma, all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, al Dipartimento Regionale di Protezione Civile ed altri organismo regionali e provinciali. Infine, è da segnalare la testimonianza inserita in un volume dal titolo «L’onda assassina» del prof. Domenico Pagliuca, uno dei sopravvissuti di contrada Foraggine, che ha dedicato l’opera al cugino Santino Bellomo e a tutte le vittime della disastrosa alluvione.. Lo studioso, docente alla media Pascoli del capoluogo, nell’immediatezza dell’alluvione, era stato considerato disperso: circondato da fiumi di fango si è miracolosamente salvato e ha raccontato con dovizie di particolari i drammatici momenti vissuti nel tardo pomeriggio dell’1 ottobre. Il testo si conclude con un appello appassionato all’intera collettività scalettese: «Io non mollo e voi?». Giovanni Chirieleison – GDS