MESSINA: L'ATTO D'ACCUSA DEL PRESIDENTE DI MESSINAMBIENTE DALMAZIO. FAVORI A COOPERATIVE IN CAMBIO DI VOTI…

4 dicembre 2009 Inchieste/Giudiziaria

messinambiente

“Quale amministratore della Società Messinambiente sento forte il bisogno di fare chiarezza su alcuni punti che la comunità messinese ha il dovere di conoscere e per lanciare alcune forti provocazioni. Prendo spunto da una notizia apparsa recentemente e secondo la quale la società Messinambiente si apprestava in tempi brevi ad effettuare cento licenziamenti. La circostanza ha creato allarme, reazioni incontrollate e, ovviamente, merita alcune riflessioni che partono da due dati certi: 1) l’insufficienza delle somme erogate dal Comune di Messina per l’igiene pubblica cittadina; 2) la mancata corresponsione dei giusti corrispettivi da parte dell’Ato Me3 alla Messinambiente. A tal proposito è utile evidenziare che negli ultimi cinque anni per esigenze di bilancio e per far quadrare i conti, il Comune di Messina ha destinato per l’attività di igiene pubblica svolta dalla Messinambiente sempre minori risorse. Ed infatti, nell’anno 2004 il Comune di Messina corrispondeva alla società Messinambiente per i servizi di igiene pubblica cittadina la somma di 74 miliardi delle vecchie lire, mentre nell’anno 2009 l’Ato Me3 corrisponderà, forse, la somma di 22 milioni di euro pari a 41 miliardi delle vecchie lire. Appare di tutta evidenza che la somma oggi corrisposta è inferiore di oltre il 40% rispetto all’anno 2005 e ciò nonostante siano lievitati e di molto, i costi del lavoro, dei carburanti, delle assicurazioni, del pedaggio autostradale, degli smaltimenti, ecc. Conseguenza di tale situazione è che la società Messinambiente è stata impossibilitata a realizzare investimenti e pertanto non ha potuto rinnovare un parco mezzi ormai obsoleto e le attrezzature (body, cassonetti, ecc.) che servono per alleggerire e migliorare il servizio. Tuttavia, pur operando con estrema difficoltà si è cercato sempre di garantire un servizio essenziale anche se, e di questo mi scuso con la città, spesso il servizio offerto non è stato efficiente. In ogni caso, non vi è dubbio che, salvo un breve periodo durante il commissariamento di Sinatra, si è sempre evitata l’emergenza rifiuti, tanto che rispetto ad altre città della Sicilia, il servizio pur se (lo ripeto e mi scuso) non efficiente, è stato sempre garantito. Ciò è stato possibile solo grazie ad una politica di contenimento dei costi. Tuttavia, la mancanza di fondi non può essere sopportata all’infinito, salvo che, e qui sta la provocazione, non si incida sul costo del lavoro o, ancora peggio, non si voglia porre in liquidazione la Messinambiente. E’ di tutta evidenza che, riducendosi di oltre il 40% le entrate, non possano più coprirsi i costi e non possano mantenersi gli attuali livelli occupazionali. E’ questa una legge economica e di mercato tranne che si voglia considerare, come vorrebbe e sostiene un certo sindacato, Messinambiente uno stipendificio. Si badi bene, la provocazione è diretta a sollevare un problema che esiste e che va affrontato in tempi brevi per evitare che si arrivi a conclusioni dolorose ma obbligate. Voglio puntualizzare che la difficoltà che vive Messinambiente è la stessa difficoltà che vivono altre imprese del settore che operano in Sicilia e ciò sta a significare che è fallito il sistema rifiuti pensato dalla Regione Sicilia e fondato su ben 27, inutili e costosissimi, Ato. La circostanza e tanto vera che sempre più insistentemente si parla di modificare il sistema. E per superare l’emergenza rifiuti il governo centrale ha erogato a Palermo la somma di 90 milioni di euro e addirittura a Catania ben 120 milioni di euro. Ovviamente nessuna somma è stata pensata per Messina anche se il sindaco Buzzanca, l’Ato Me3 e la stessa Messinambiente abbiano più volte, separatamente e congiuntamente, evidenziato che esiste in concreto pericolo che, entro la fine dell’anno, la città dello Stretto piombi in piena emergenza rifiuti. Dovere di lealtà è chiarezza mi impongono di puntualizzare altri aspetti. Negli anni passati (prima dell’amministrazione Buzzanca) il Comune versava all’Ato3 ingenti somme e, tuttavia, alla Messinambiente, volutamente e coscientemente veniva versata una somma inferiore partendo dal presupposto che dovevano ridursi i costi e che la società fosse sovradimensionata, nel senso che contava, nel proprio organico, 80 dipendenti in più. E nell’ottica di ridurre i costi, negli scorsi anni l’Ato3, che ha potuto contare sulle ingenti somme che le venivano versate dal Comune, da un lato ha ritenuto opportuno affidare i servizi (che per contratto dovevano essere affidati a Messinambiente) a cooperative e dall’altro, ignorando precise norme contrattuali, non ha mai versato il corrispettivo per 80 dipendenti. Per inciso e senza spirito polemico, se ricordo bene, non mi risulta che sul punto tutti i sindacati abbiano preso una posizione rigida e seria a difesa dei lavoratori della Messinambiente. Inoltre, per quanto mi riguarda, ho la sensazione, si tratta solo di sensazione, che l’Ato3 in passato si sia servita delle cooperative per fare elettorato. Non vi è dubbio comunque che tutti (funzionari comunali, assessori, consiglio comunale, commissari e sindaco) erano a conoscenza e condividevano il sistema che poco sopra ho descritto, e cioè che molti servizi venivano affidati alle cooperative, che veniva versata a Messinambiente una somma inferiore ai costi sostenuti e che non prevedeva tra l’altro, il pagamento di 80 dipendenti. E le vecchie amministrazioni sono state tanto poco provvide da ostacolare la realizzazione di impianti e di pensare, addirittura, alla chiusura dell’inceneritore. Con l’amministrazione Buzzanca si è posta la necessità di riequilibrare il bilancio e di colmare le voragini che le amministrazioni precedenti avevano creato. In quest’ottica a Messinambiente si è continuato a corrispondere una somma inferiore rispetto al proprio fabbisogno ma si è tenuto un atteggiamento diverso, nel senso che sono state ridimensionate anche le somme per l’Ato3 e, soprattutto, per la prima volta, ci siamo dati una progettualità e precisi obiettivi da realizzare. Anche durante l’attuale amministrazione tutti siamo consapevoli che la somma versata a Messinambiente è insufficiente e non serve nemmeno a coprire i costi, ma tutti sappiamo che l’esiguità delle risorse non è dovuta ad una scelta politica ma a motivi di bilancio. Non si tratta di favorire l’Ato3, non si tratta di favorire le cooperative per fare elettorato, è un’esigenza dovuta a motivi di bilancio. Non vi è dubbio che tutti, sindaco Ato e Messinambiente, prima di ogni altro, sentono forte l’esigenza di reperire risorse che consentano non solo la sopravvivenza di Messinambiente, ma anche mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Per quanto mi riguarda, come detto, Messinambiente ha una propria strategie aziendale, concordata e condivisa con il sindaco, che è diretta alla realizzazione della discarica, alla riconversione dell’inceneritore, alla realizzazione di un piano di biostabilizzazione, che consentirebbero non solo di ridurre i costi, ma anche di ottenere ingenti guadagni e mantenere gli attuali livelli occupazionali. La discarica ci consentirebbe di smaltire i rifiuti a 59 euro a tonnellata, a fronte di un costo attuale di 118 euro a tonnellata. L’inceneritore, completata la riconversione, permetterebbe di bruciare rifiuti speciali con notevoli incassi e di ricavare energia da immettere sul mercato. L’impianto di biostabilizzazione consente di essiccare il rifiuto umido da immettere in discarica e smaltire i fanghi. E seguendo tale strategia si sono ottenute, con l’aiuto del sindaco che ha seguito l’iter passo passo e che è sempre intervenuto personalmente, tutte le autorizzazioni e, completate le ultime procedure amministrative, saremo in condizione di iniziare le opere tra qualche settimana. Non vi è dubbio, che, data la carenza di fondi da parte del Comune e di Messinambiente, la strada obbligata è quella di creare un ramo di azienda e di trovare valorosi partner privati con provata esperienza che, in Ati o a seguito di accordi commercial
i, si occupino con Messinambiente, della realizzazione e gestione degli impianti. I progetti sono pronti, le idee chiare. A questo punto voglio lanciare un’altra provocazione. Messina è la città dell’invidia, delle divisioni, dei pettegolezzi, del sospetto: è la città del “tanto peggio tanto meglio”, dei poteri occulti, delle chiacchiere, è la città dove manca la cultura del fare, la città dove manca il senso della collettività. E’ la città delle opposizioni fatte per danneggiare, è la città dove qualsiasi proposta o innovazione viene guardata con sospetto. E’ non vi è dubbio che, per la realizzazione degli impianti, ci sarà certamente qualcuno che solleverà opposizioni, qualche altro che pretenderà Lui di realizzare gli impianti, qualche altro ancora che urlerà pretendendo di avere ragione per opporsi senza offrire valide e credibili soluzioni alternative e che con il suo comportamento metterà a rischio i posti di lavoro che oggi, per i motivi prima detti, traballano pericolosamente. Già prevedo le opposizioni per la realizzazione di una discarica che è stata congegnata seguendo le più moderne tecniche di sicurezza e che riceverà solo rifiuti secchi e non umidi; le opposizioni per la riconversione di un inceneritore che è in funzione da oltre 30 anni e del quale nessuno fino ad oggi si è accorto. Vedremo quanti su questo punto prenderanno posizione nell’interesse della città e dei lavoratori. Io non so se rimarrò alla guida della società Messinambiente ancora per un giorno, un mese, o per quanto tempo ancora: è certo comunque che fin quando resterò alla guida dell’azienda tenterò in tutti i modi di realizzare gli obiettivi prefissati sapendo che in tale tragitto ho, e per la prima volta, l’appoggio di un sindaco che sa perfettamente che discarica, biostabilizzazione e inceneritore possono risolvere il problema dei rifiuti nella nostra città”.