BARCELLONA P.G – Il sequestro a scopo di estorsione di Leonardo Quattrocchi: Il Riesame respinge i ricorsi. Si cerca di delineare i contorni relativi al trasferimento di 400.000 euro

7 dicembre 2009 Mondo News

Il Tribunale del riesame ha respinto i ricorsi presentati per ottenere la scarcerazione dell’imprenditore edile Nicola Ruggeri, 38 anni, di San Filippo del Mela e dell’immigrato romeno Ioan Pohoat, 22 anni, ritenuti rispettivamente l’ideatore e il carceriere del sequestro di persona a scopo estorsivo commesso ai danni del barcellonese Leonardo Quattrocchi, l’uomo di 60 anni al centro di un intrigo finanziario internazionale di cui non si conosco ancora i gli esatti contorni. Il sequestro fu sventato dalla stessa vittima che, nottetempo, poco prima dell’alba dello scorso 1 novembre, riuscì a fuggire approfittando della fiducia che il carceriere romeno aveva riposto in lui dopo giorni di convivenza forzata. Nei confronti dei due indagati è intanto stata emessa nuovamente un’ ordinanza di custodia cautelare dal gip del Tribunale di Messina perché gli atti dell’inchiesta sono stati nel frattempo trasferiti alla Procura distrettuale antimafia. I due indagati, difesi rispettivamente dagli avv. Salvatore Silvestro e Simone Giovannetti, sono accusati di aver compiuto in concorso tra loro, dal 19 ottobre fino all’alba dello scorso 31 ottobre, il sequestro di persona a scopo estorsivo prelevando da un bar di Barcellona la vittima che sarebbe stata tenuta segregata a Saponara, a Venetico Marina e, nell’intervallo, trasferito – dal 18 al 20 ottobre – a Milano per effettuare il prelievo bancario di 400.000 euro che dovevano arrivare dalla Svizzera. Somma questa – secondo le indagini dei carabinieri della Compagnia di Barcellona coordinate dal magistrato inquirente Francesco Massara –richiesta dai sequestratori per il rilascio dell’ostaggio. Pur lasciando in carcere i due indagati, così come avevano chiesto i pubblici ministeri Francesco Massara e Giuseppe Verzera, diversa appare la loro posizione: Nicola Ruggeri nega di aver compiuto il sequestro, sostenendo di aver solo ospitato il barcellonese Leonardo Quattrocchi; assai diversa invece la posizione dell’operaio romeno Ioan Pohoat, che ha svolto le funzioni di carceriere, il quale ha collaborato con gli inquirenti rendendo ampia confessione su quanto sarebbe avvenuto durante i giorni del sequestro, compreso il viaggio di trasferimento a Milano per prelevare la somma che doveva arrivare dalla Svizzera e che non sarebbe stata disponibile prima del successivo 5 novembre. I magistrati sono ancora al lavoro per ricostruire con esattezza i contorni relativi al trasferimento dell’ingente somma dalla Svizzera ad una filiale della banca “Intesa – San Paolo” di corso Buenos Aires a Milano su un conto intestato allo stesso ostaggio, Leonardo Quattrocchi. L’ingente somma sarebbe il prezzo richiesto dai sequestratori per rilasciare l’ostaggio. Leonardo Orlando