BARCELLONA P.G. – PARCO COMMERCIALE E PIANO PARTICOLARE. ECCO COSA CAMBIERA' DOPO IL VOTO CONSILIARE: Facilitate le procedure per gli insediamenti. Prezzo di esproprio dei terreni agricoli fissato in 86 euro mq

9 dicembre 2009 Mondo News

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Se verrà realizzato sarà per estensione il più grande parco commerciale della Sicilia, due volte più grande del Parco Corolla di Milazzo. Sorgerebbe a Barcellona, in contrada Siena, a ridosso dell’area artigianale, in un’area appositamente destinata dal piano regolatore generale, di cui si attende ancora la pubblicazione delle relative integrazioni. Più di un dubbio si è levato sull’opportunità e l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera. Se n’è parlato poco, invece, in consiglio comunale (duro l’attacco in proposito di Città Aperta) dove il 16 novembre scorso, dopo una seduta transitoria dominata dall’incertezza, è stato approvato quasi all’unanimità il piano particolareggiato presentato dalla Di Beca sas di Ferdinanda Corica e C., che ha fatto valere una “continuità soggettiva”, in quanto proprietaria dei terreni su cui aveva originariamente presentato la richiesta la GDM (Grande Distribuzione Meridionale S.p.A.) di Campo Calabro. La società è proprietaria di una porzione di 5,24 ettari di terreno in contrada Siena, su cui residua ancora qualche strascico del vecchio contenzioso con l’Istituto Salesiano. L’area interessata si estende per una superficie complessiva di 18,40 ettari, confinando a ovest con l’esistente zona artigianale, a sud con il rilevato ferroviario dismesso della tratta Messina-Palermo, a est e a nord con fondi agricoli. Più del 90% dell’area (168.631mq), le cosiddette “zone D”, è destinata alle attività di vendita al dettaglio integrate da attività paracommerciali, ricreative e del tempo libero. C’è poi il sistema residenziale, che comprende la zona A (347 mq) di recupero di beni isolati di particolare valenza ed interesse storico-architettonico ed etnoantropologico, e le zone B (15.100 mq) dei fabbricati residenziali esistenti, caratterizzate da edilizia prevalentemente abusiva e da un tessuto urbano particolarmente carente di opere di urbanizzazione. Per i pochi fabbricati ricompresi nella zona A sono ammesse destinazioni d’uso ad albergo, ristoranti, trattorie, bar, luoghi di svago e di riunione, e paese albergo. Nelle zone B le destinazioni d’uso consentite sono: residenza, commercio al dettaglio, pubblici esercizi, servizi di ristoro, studi professionali, spazi e attrezzature per la cultura e la comunicazione. Il sistema della viabilità individua poi gli interventi per la nuova viabilità di progetto, il verde stradale e le connessioni con la rete stradale esistente. Secondo la normativa vigente, l’approvazione del piano particolareggiato è equiparata alla dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, anche ai fini dell’esproprio dell’area. Ne consegue che il privato che intende costruire si surrogherà al Comune nelle procedure ablative. I criteri che regoleranno le operazioni di esproprio sono esplicitati nella relazione tecnica progettuale redatta dall’arch. Santino Nastasi. La stima dei costi complessivi di esproprio, asservimento e occupazione temporanea ammonta a 1.713.893,26, e il valore riconosciuto ai terreni agricoli dei 71 proprietari, principalmente vigneti e agrumeti, è fissato in 85 euro al mq. La viabilità esistente passerà da 5.052 mq a 40.767 mq. Il rapporto di copertura massimo è del 40% e il volume di progetto è di 398.414 metri cubi. La previsione di massima delle spese per le opere di urbanizzazione primaria ammonta invece a 2.018.200 euro. Ma il piano particolareggiato è solo un piano regolatore di un’area specifica. Per l’attuazione occorrerà presentare i cosiddetti “progetti norma” (sei in tutto), cioè i progetti esecutivi. La loro approvazione, che costituisce di fatto concessione edilizia, è subordinata alla realizzazione da parte del privato delle opere di urbanizzazione primaria. Le modalità attuative e i contenuti dell’intervento urbanistico devono essere regolati da una apposita convenzione con il Comune, il cui schema è allegato al piano. La convenzione contiene previsioni di garanzia sia in relazione alla completa e corretta esecuzione delle opere di urbanizzazione in progetto sia circa il pagamento delle indennità di esproprio. Oltre che delle opere di urbanizzazione primaria, il soggetto proponente dovrà farsi carico dell’intera viabilità di progetto, e l’area impegnata verrà ceduta al Comune. I singoli progetti norma dovranno precisare anche le aliquote di superficie da destinare a verde e parcheggio pubblico. Ricordiamo comunque che le istanze per le grandi strutture vengono esaminate da una conferenza di servizi alla quale partecipano oltre al Comune, la Provincia, la Camera di commercio e la Regione. Il rilascio dell’autorizzazione è deliberato a maggioranza dei componenti, e, comunque, subordinato al parere del rappresentante della Regione. Paradossalmente, Barcellona pur avendo un piano commerciale correlato al Prg è rimasta indietro rispetto ad altre aree non dotate di adeguato strumento urbanistico. È il caso di Milazzo, dove sono sorti ipermercati e centri commerciali, le cui autorizzazioni sono state date senza alcuna remota e tutte in “deroga” a leggi e regolamenti con il visto determinante di funzionari regionali. Saverio Vasta – GDS