IL COMUNE DI FURNARI (ME) SCIOLTO PER MAFIA: Emesso il decreto con la nomina dei tre commissari Scalfaro, Musolino e Rorella

10 dicembre 2009 Mondo News

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con la firma del D.P.R. del 4 dicembre 2009, ha ratificato lo scioglimento, per la durata di diciotto mesi, del Consiglio comunale di Furnari, deciso in prima istanza dal Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 27 novembre durante la quale è stata accolta la relazione del ministro degli Interni, Roberto Maroni che aveva chiesto il provvedimento a causa di ingerenze e condizionamenti della criminalità organizzata nella vita amministrativa del Comune. Con lo stesso decreto presidenziale è stata resa nota la nomina dei componenti della Commissione straordinaria per la gestione del medesimo comune. Della Commissione che si insedierà nei prossimi giorni, fanno parte il viceprefetto dott. Elena Scalfaro; il dott. Carmelo Marcello Musolino, viceprefetto aggiunto e il dott. Gino Rorella, direttore amministrativo contabile alle dipendenze dello stesso ministero dell’Interno. I tre funzionari che fanno parte della costituita Commissione straordinaria, si sostituiranno agli organi amministrativi sciolti dal Governo nazionale, Consiglio comunale, Giunta municipale e Sindaco e resteranno in carica per i prossimi 18 mesi con possibilità di ulteriore proroga fino alle future e nuove elezioni amministrative. L’insediamento avverrà non appena saranno pianificati i problemi logistici che derivano dal trasferimento dei funzionari ministeriali al Comune di Furnari. Lo scioglimento del Consiglio comunale di Furnari, è stato deciso a seguito dell’accesso agli atti amministrativi da parte della Commissione interforze presieduta dal vice prefetto di Messina Antonino Contarino. I motivi dello scioglimento sono contenuti nella relazione finale stilata dalla Commissione e composta da 503 pagine. L’accesso agli atti amministrativi era stato sollecitato dalla Procura distrettuale antimafia al termine dell’indagine “Vivaio” nella quale sarebbero emersi interessi manifestati dalla cosca mafiosa dei “Mazzarroti” capeggiata da Tindaro Calabrese per le elezioni amministrative.